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Saturday, July 19, 2008 - ore 22:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ieri passeggiavo per il centro storico di Recanati addentando una piadina squacquerone e rucola quando ad un certo punto sento: *PCIACK*. alè, penso, merda di gabbiano. mi guardo sulle spalle, sulle ginocchia, in testa, sulla schiena, niente. FIIUT! e invece no, la merda di gabbiano era tutta finita sulla piada, a formare un sincizio con lo squacquerone, una cremina densa e biancastra di prodotto caseario e feci; persino la distinzione visiva dei due composti era quasi impossibile.
una volta finita la piada (e che la butto?) mi getto allinseguimento del gabbiano (che avevo riconosciuto perché aveva un tatuaggio sullala destra con scritto "ala destra"). subito salto sui tetti delle case circostanti scalando una grondaia e inizio a correre, a saltare di casa in casa sui coppi, incurante del pericolo, mentre il volatile cerca di seminarmi attraverso perigliose manovre evasive. e io dietro, sempre, ad osservarne i rapidi movimenti dal basso e a schivare i suoi tentativi di offensiva sotto forma di granate di merda.
le signore dalle finestre mi guardano, i mariti dai bar mi urlano dietro! ma sono grida di incoraggiamento, incitazioni, cori da stadio; il boccia di un bar mi corre persino a fianco per un tratto, spronandomi a far meglio neanche fossi bartali.
dopo lunghi minuti, arrivato quasi al porto, il gabbiano è ancora lontano. sembra avermi seminato, e le mie speranze di vittoria sono ormai inesistenti. ad un certo punto però, la svolta: da sopra un comignolo scorgo sulla strada un trittico di cassonetti dellimmondizia. salvezza! mi aggrappo al comignolo in corsa con un braccio, sfrutto linerzia per compiere una rotazione di 90° e salto in strada, travolgendo la trinità di contenitori con il mio corpo.
rifiuti dappertutto, sacchi aperti, merda, liquami, bucce di banana e foglie secche. il gabbiano, come da copione, non può resistere a questo richiamo. è tentato, cerca di mantenere il suo volo imperturbabile e perfettamente orizzontale. ma non ce la fa. rapido compie una virata repentina, torna indietro e si getta in picchiata sulla rumenta! è la mia occasione.
nascosto dietro ad un cane, attendo che arrivi alla giusta altezza da terra prima di afferrarlo con un balzo, e lo porto con me al suolo! ah, vigliacco, le tue armi qui a terra non contano niente eh?! la colluttazione è violentissima, calci, pugni, beccate nelle orecchie e dita negli occhi. ma alla fine riesco a tenere il porco volante a terra, supino, le ali spalancate e adese al suolo. siamo faccia a faccia. lesto mi giro, gli schiaccio le piume a terra con le suole delle scarpe e mi calo i pantaloni. *PLOFF PLAFF PLUFFF PATACIAFF* una bella cascata di merda sulla faccia del gabbiano, che nella foga apre il suo beccuccio del cazzo e ne manda giù un paio di boccate buone.
ADESSO SAI COME CI SI SENTE EH, PEZZO DI MERDA! TI PIACE?! EH?!?!
la folla è in delirio, sono un eroe. quanti panni stesi ho vendicato, buste del pane ripiene di merda, parrucchini resi maculati. il gabbiano a fatica si alza e cerca di spiccare nuovamente il volo, mentre io vengo trascinato a forza dalla folla alla più vicina osteria. sommerso dai festanti, riesco a malapena a girare la testa, e lo vedo sbattere le alette schizzanti i miei stessi escrementi mentre si dirige alla discarica più vicina a ingollare pesci marci e gommini usati. senza alcuna distinzione, senza fini strettamente alimentari. così. sei un bellanimale di merda, penso. ma sei stato un degno avversario. onore a te, gabbiano che mangi gli stronzi di cane, ma stavolta ho vinto io.
per dire che gli uccelli sono un po antipatici a volte eh
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