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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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Monday, July 21, 2008 - ore 14:48


THE ONLY ONE I LOVE, SHE WAS A SUPERSTAR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I racconti da Stoccolma nel nostro cinema di riduzioni per studenti.
Tu che alla cassa porti con disinvoltura meno di ventisei anni, che non hai più, ed il libretto universitario per fingere di essere un fuoricorso estroso.
Che la sala era vuota come in un sogno che non faccio più da molto tempo.
Poi le nonne dietro di noi, che si sono sedute a raccontarsi del corso di nuoto al lunedì mattina, della sagra dell’anatra a Morgano, del tailleur che non si intona con la maglia rossa.
Non c’era Stoccolma, in quel film. Non c’era nemmeno quella denuncia politica di come in realtà non sia una città così tollerante. Non c’era niente di quello che ho letto. E mi ha fatto piacere. E mi sono tranquillizzata mentre mi ingozzavo di arachidi ed aranciata.

Nessuno ce la porterà via.
Lo sai.
Che se mai tornassi, correrei a Maria Torget a sbirciare che fine hanno poi fatto i fiori che abbiamo piantato, a salire sull’alce dei bambini, a bere il succo di mela frizzante, a Landholmen con la vecchia bici di Sebastian che continuerà a passare i suoi week end a cercare il colore giusto per le piastrelle della cucina, mentre i gatti si suicidano in soggiorno, se esistono conigli rossi che fanno luce.
Che se mai tornassi, forse riuscirei ad essere di nuovo felice, impararei a fare il bryg caffè, ascolterei Asha Ali ed i Broder Daniel nella pausa pranzo, finirei con Anna a sollevare le sorti di donne e bambini disagiati, frequenterei il nostro bar a SoFo e la cameriera con i capelli blu.
Che se mai tornassi, forse lo sentirei ancora come in quei giorni, forte, palese, intenso.
Che è lì.
Il mio posto.



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