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6ramirez6, 27 anni
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Rock and Metal...

"The reflecting God":
Il tuo mondo è un posacenere
Noi bruciamo e ci accattorciamo come sigarette
Più piangi e più le tue ceneri diventano fango
E’ la natura delle sanguisughe,
la vergine si sente imbrogliata
Hai trascorso solamente un secondo della tua vita
Il mio mondo è intoccabile, qui c’è un uscita
Io lo dico ed è vero
C’è un sogno dentro un sogno
Più dormo più sono completamente sveglio
Capirete quando sarà la morte
Sono andato da dio proprio per vedere, e vedevo me
Ho visto che il paradiso e l’inferno erano bugie
Cicatrice riesci a sentire il mio potere?
Spara qui e il mondo rimpicciolisce
Saltiamo sulle spade affilate
E tagliamoci via i nostri sorrisi
Senza paura di morire
Il mio mondo è intoccabile, qui c’è un uscita
Io lo dico ed è vero
C’è un sogno dentro un sogno
Più dormo più sono completamente sveglio
Ogni cosa che vi mostro è un pezzo della mia morte
Nessuna salvezza,nessun perdono
Questo supera la vostra esperienza
Perdono... M.M.

"The speed of pain"
Ci tagliano la gola
come se fossimo fiori
e il nostro latte è stato
divorato
Quando lo vuoi se ne va
troppo velocemente
Quando lo odi sembra
che duri sempre
Ma ricorda che quando
pensi di essere libero
la crepa nel tuo fottuto
cuore sono io..
Voglio andare più veloce
della velocità del dolore
per un altro giorno..
Vorrei riuscire a dormire
ma non riesco a sdraiarmi
perchè ho un coltello nella schiena
Per ogni giorno da quando
ti conosco
quando lo vuoi se ne va
troppo velocemente
Mentimi, piangi davanti a me,
dammi io lo farei
Sdraiati con me, muori con me,dammi io lo farei.
Spero che moriremo tenedoci per mano..x sempre.. M.M.



"Io che domino il cielo di mezzanotte, il distruttore
Nato
Presto sarò lì, massa mortale
Io
Striscio sulle soglie e sui pavimenti, l’oscurità finale
Sangue
Porta segnata con sangue d’agnello, lì passerò oltre"
- Creeping Death -






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OGGI IL MIO UMORE E'...




"Maledetto colui che con l’astuzia ferisce e distrugge le creature di Dio! Sì, maledetti i cacciatori, perché saranno cacciati, e per mano di uomini indegni riceveranno la stessa misericordia che hanno mostrato alle loro prede innocenti, la stessa!"






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Tuesday, July 22, 2008 - ore 22:50


FIABA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’erano una volta venticinque soldatini di stagno, tutti fratelli e nati da un vecchio cucchiaio di stagno. Tenevano tutti il fucile in mano, sguardo fisso in avanti, nella bella uniforme rossa e blu. La prima cosa che sentirono in questo mondo, quando il coperchio della loro scatola venne sollevato fu: «Soldatini di stagno!» gridato da un bambino che batteva le mani.. regalo del suo compleanno.. li allineò sul tavolo. I soldatini si assomigliavano in ogni particolare, solo l’ultimo era diverso.. aveva una gamba sola perché era stato fuso per ultimo e lo stagno era finito. Comunque stava ben dritto sulla sua unica gamba e a lui capitò la strana sorte. Era attirato da un castello di carta li vicino. Attraverso le finestre si potevano vedere le sale interne. Tutto era molto grazioso, ma la cosa più carina era una ballerina, in piedi sulla porta aperta del castello.. anche lei era fatta di carta, ma aveva la gonna di lino finissimo e un piccolo nastro azzurro drappeggiato sulle spalle.. ella aveva entrambe le mani tese in alto e aveva una gamba sollevata così in alto che il soldatino di stagno, non vedendola, credette che anch’ella avesse una gamba sola proprio come lui. “Quella sarebbe la sposa per me!” pensò “ma è molto elegante e abita in un castello.. io invece in una scatola e in venticinque, non è certo un posto per lei! comunque devo cercare di fare conoscenza!” Si stese lungo com’era dietro il castello.. da lì poteva vederla che continuava a stare su una gamba sola, senza perdere l’equilibrio. A sera inoltrata gli altri soldatini di stagno entrarono nella scatola.. Allora tutti i giocattoli cominciarono a divertirsi. Gli unici che non si mossero furono il soldatino di stagno e la ballerina; lei si teneva ritta sulla punta del piede con le due braccia alzate, lui con pari tenacia restava dritto sulla sua unica gamba e gli occhi non si spostavano un solo momento da lei. Suonò mezzanotte.. ecco un piccolissimo troll nero, «Soldato!» disse il troll  «smettila di guardare gli altri!» «Aspetta domani e vedrai!» gli disse il troll.

Quando l’indomani i bambini si alzarono, il soldatino fu messo vicino alla finestra, che aprendosi fece cadere il soldatino a testa in giù dal terzo piano. Fu un volo terribile, i bambini scesero a cercarlo, ma non riuscirono a vederlo. Se il soldatino avesse gridato: “Sono qui!” lo avrebbero certamente trovato, ma lui pensò che non fosse bene gridare a voce alta perché era in uniforme. Cominciò a piovere. arrivarono due monelli. «Guarda!» disse uno «c’è un soldatino di stagno! adesso lo facciamo andare in barca.». Fecero una barchetta con un giornale, vi misero dentro il soldatino e lo fecero navigare lungo un rigagnolo; La barchetta andava su e giù e ogni tanto girava su se stessa così velocemente che il soldatino tremava, ma ciò nonostante, tenace com’era,guardò sempre davanti a sé tenendo il fucile sotto il braccio. Improvvisamente la barchetta si infilò in un passaggio sotterraneo della fogna; era così buio che al soldatino sembrava d’essere nella sua scatola. “Dove sto andando?” pensò. “Sì, tutta colpa del troll! Ah, se solo la fanciulla fosse qui sulla barca con me, allora non mi importerebbe che fosse anche più buio.” allora sbucò fuori un grosso ratto, che abitava nella fogna. «Hai il passaporto?» chiese. «Tira fuori il passaporto!» Ma il soldatino restò zitto e tenne il fucile ancora più stretto. La barchetta passò oltre e il ratto si mise a seguirla. Oh! come gridava «Fermatelo! Fermatelo! non ha pagato la dogana! non ha mostrato il passaporto!». Ma la corrente si fece sempre più forte e il soldatino scorgeva già la luce del giorno alla fine della fogna, quando sentì un rumore terribile, il rigagnolo finiva in un grande canale, Si irrigidì più che poté, perché nessuno potesse dire che aveva avuto paura. La barchetta piena di acqua fino all’orlo stava per affondare.

Il soldatino sentiva l’acqua arrivargli alla gola, la carta si disfaceva. L’acqua gli coprì anche la testa – allora pensò alla graziosa ballerina che non avrebbe rivisto mai più, e si sentì risuonare nelle orecchie: Addio, bel soldatino morir dovrai anche tu.. La carta si disfece del tutto e il soldatino di stagno andò a fondo, ma subito venne inghiottito da un grosso pesce. Oh, com’era buio là dentro! ancora più buio che nella fogna, e poi era così stretto; ma il soldatino era tenace e restò lì disteso col fucile in spalla. Il pesce si agitava in modo terribile, poi si calmò e fu come se un lampo lo attraversasse. La luce ormai splendeva e qualcuno gridò: «Il soldatino di stagno!». Il pesce era stato pescato, portato al mercato, venduto e portato in cucina dove una ragazza lo aveva tagliato. Prese con due dita il soldatino e lo portò in salotto dove tutti volevano vedere quell’uomo straordinario che aveva viaggiato nella pancia di un pesce; Lo misero sul tavolo e il soldatino si trovò nella stessa sala in cui era stato prima, vide gli stessi bambini e i giocattoli che erano sul tavolo, il bel castello di carta con la graziosa ballerina, che ancora stava ritta su un piede solo e teneva l’altro sollevato; anche lei era tenace. La guardò, e lei guardò lui, ma non dissero una sola parola. In quel mentre uno dei bambini più piccoli prese il soldatino e lo gettò nella stufa, e proprio senza alcun motivo, sicuramente era colpa del troll. Il soldatino vide una gran luce e sentì un gran calore, era insopportabile,. I suoi colori erano ormai sbiaditi, ma chi poteva dire se fosse per il viaggio o per la pena d’amore? Il soldatino guardò la fanciulla e lei guardò lui, e lui si sentì sciogliere, ma ancora teneva ben stretto il fucile sulla spalla. Intanto una porta si spalancò e il vento afferrò la ballerina che volò come una silfide proprio nella stufa vicino al soldatino. Sparì con una sola fiammata, e anche il soldatino si sciolse completamente. Quando il giorno dopo la domestica tolse la cenere, del soldatino trovò solo il cuoricino di stagno, della ballerina il lustrino tutto bruciacchiato e annerito.

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