![]() |
|
|
![]() |
|
MuzziSan, 38 anni spritzino di palayork CHE FACCIO? Ingegneria Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito. HO VISTO Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no. STO ASCOLTANDO Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile) ABBIGLIAMENTO del GIORNO Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna. ORA VORREI TANTO... Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ? STO STUDIANDO... Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor. OGGI IL MIO UMORE E'... Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: di0 vel BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, July 25, 2008 - ore 23:01 QUESTA NON E UNA OSSESSIONE 2/A PARTE Un uomo ed un binocolo Passarono ancora alcuni giorni. L’uomo continuò a lavorare nel solito modo ripetitivo. Tornato a casa, quando aveva voglia, cucinava un po’. L’uomo era infatti appassionato di cucina, ed ogni volta che si sentiva l’uzzolo preparava delle elaborate ricette che peraltro non aveva mai avuto il coraggio di far assaggiare a nessuno. Quando invece non si sentiva di umore giusto, mangiava qualche scatoletta oppure ordinava una pizza. Una sera dopo aver ultimato una cena abbastanza complessa fatta a base di sfilacci di cavallo e linguine, l’uomo si appressò per qualche attimo alla finestra per fumare una sigaretta, una cosa che faceva normalmente dopo aver cenato. Mentre fumando, guardava pigramente fuori, lo sguardo andò ancora una volta verso la casa di fronte dove qualche giorno prima aveva visto la domestica dal corpo sottile fare le pulizie. Fu grande la sorpresa quando l’uomo vide una donna camminare per la casa, e ancora più grande quando riconobbe in quella donna, quella brutta e dal corpo sgraziato di qualche giorno prima. L’uomo fu molto sorpreso da questo fatto e dopo un attimo a pensò che forse aveva giudicato male quella donna. I suoi gesti erano permeati da una certa autorità, non sembrava proprio che si trattasse di una domestica, al contrario sembrava che la donna fosse la vera proprietaria dell’appartamento. La vide sbattere con gesti nervosi una tovaglia fuori dalla finestra. Poi ancora una volta sbattere un piccolo tappeto. Seppure dominati da una certa sgradevolezza i suoi movimenti apparivano essere quelli di una persona che ha il perfetto controllo della situazione. Luomo decise: si trattava della padrona di casa. Dopo qualche giorno l’uomo si trovò a girovagare senza senso nel mercato delle pulci, e con una decisione che non seppe neanche spiegare a se stesso, decise di acquistare un piccolo binocolo. L’acquisto fu fatto quasi in una atmosfera di stordimento. Una volta a casa l’uomo si ritrovò con il binocolo in mano, e guardandolo pensò che aveva acquistato un oggetto che non gli sarebbe servito a nulla. Dopo qualche attimo l’uomo cominciò ad osservare con il binocolo la città nella notte e dopo un paio di giri inconcludenti il suo sguardo si fissò sul palazzo di fronte. La donna piatta non era in casa, tutto era spento, eppure la nitidezza dell’immagine era notevole. L’uomo dopo qualche attimo lanciò alla notte un sorriso incoraggiato. Un uomo ed un taccuino L’uomo quindi cominciò ad usare il binocolo. Dapprima in modo circospetto, facendo fare dei lunghi giri alle sue esplorazioni che però prima o poi finivano per raggiungere sempre il solito palazzo di fronte. La donna dal corpo piatto, con il tempo mostrò attraverso alcuni gesti incontrovertibili di essere effettivamente la padrona della casa. Arieggiava ad orari costanti la casa, sbatteva con gesti che sembravano possedere una inusitata violenza, cuscini e lenzuola. Aveva nei suoi gesti insomma i comportamenti di una persona che aveva il pieno controllo della situazione. L’uomo nonostante con il binocolo oramai la sorvegliasse sempre più spesso, e quando era a lavoro casualmente si sorprendeva a pensare a lei, ostentava il massimo disinteresse. Non aveva mai visto una donna così piatta e brutta. Non aveva idea dell’ultima volta in cui in strada gli era capitato di incontrare una donna così insignificante. Pensò a volte quanto sarebbe stato più bello se la sua dirimpettaia fosse stata una splendida bionda, oppure una mora focosa. Ma a lui purtroppo era capitato una donna dai capelli lunghi e dal corpo piatto. L’uomo, persona dalle passioni estremamente quiete, ostentava filosofica rassegnazione quando era a lavoro, ma non appena tornava a casa la sua prima idea era quella di dare un’occhiata alla sua dirimpettaia e vedere cosa stesse facendo in quel momento. La donna, di solito, quasi avvertisse di essere sotto osservazione usciva dagli angoli bui della casa e con l’accappatoio, o con abiti che facevano risaltare tristemente la sua bruttezza, si agitava in modo improbabile accanto ai fornelli preparando chissà quali ricette. L’uomo cominciò a sentire una vaga inquietudine impossessarsi di lui. Il fatto che ogni mattina appena sveglio non sapesse quale fosse la tabella della sua osservazione per quel giorno, quale ad esempio l’orario per la prima comparsa della donna, lo rendeva depresso, quasi scontroso. Decise di affrontare razionalmente il problema. Un mattino si scoprì a prendere un appunto su un foglio di carta, circa la ultima volta che la donna aveva chiuso le imposte ( cosa che lei faceva regolarmente ogni sera). Comprese come la soluzione fosse facile e lui non ci avesse ancora pensato solo per grande stupidità. Da un tabaccaio vicino al suo ufficio acquistò un taccuino, e quindi da quel momento, cominciò scrupolosamente ad annotare tutti i movimenti della donna. Nei primi giorni le sue annotazione apparivano quasi sconclusionate, ma dopo qualche giorno decise di dividere il foglio delle sue annotazione e scrivere da una parte quelli che erano i comportamenti soliti della donna, che lui chiamò “FATTI NOTI” e dall’altra parte invece i comportamenti unici, sorprendenti, che chiamò con poca fantasia “VARIABILI”. Dopo qualche giorno i fatti noti, divennero superiori come numero e come accuratezza rispetto alle annotazioni delle variabili, e lentamente l’uomo dopo tre o quattro settimane, comprese come la vita degli esseri umani solitari sia una esistenza che sostanzialmente regredisce progressivamente ad un livello quasi animalesco di abitudinarietà. I fatti noti, le solite cose quotidiane della donna divennero quasi la totalità delle sue annotazioni. Forse, si sorprese a pensare l’uomo, il mondo circostante nelle sue infinite interazioni è il caos, e quello che più ci rassicura a volte è ripetere in modo ossessivo, infinito, gli stessi gesti, le stesse azioni, per dare una parvenza di unità e di ordine alla nostra vita. L’uomo rimase estenuato da questo sforzo. Non aveva mai avuto un pensiero di simile complessità nella sua vita da semplice impiegato. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
|||