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Ho scoperto che Dio è come Gesù di Nazaret e non viceversa: attenzione!

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PARANOIE


1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza"
2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

MERAVIGLIE


1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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Sunday, July 27, 2008 - ore 18:25


Mt 13, 44-52 - maestri a scuola
(categoria: " Pensieri ")


Termina il cap. 13 di Matteo, che ha raccolto sette (=completezza) parabole – pro-vocazioni per la folla di ogni tempo che ascolta: per gli esperti del sacro allora, per noi oggi. In questa Domenica le ultime tre: la finale è simile a quella del grano che cresce con la zizzania (Mt 13, 24-30). Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi (v. 47-48). Attenzione: dire buoni, cattivi certi pesci non è qualificarli moralmente; forse si intende meglio se si traducesse con vivi e marci. Interessante: dove sono marciti quei pesci? Nel loro quotidiano ambiente, dove altri sono vissuti pienamente. Con la rete tirata a riva (=compimento del tempo), quando si constata l’inutilità dei pesci marci, questi vengono eliminati. Ed abbiamo ancora nel v. 50 la fornace ardente (=situazione di morte) e l’espressione pianto e stridore di denti, che dice l’aver perso l’occasione unica posta nelle nostre mani: la vita spesa bene e con frutto.

Le prime due pro-vocazioni si leggono ad incastro per notare come il regno dei cieli - regno di Dio in Mc e Lc – (=luogo dove Dio opera: qui ed oggi) è insieme il tesoro e il cercatore. Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra (v. 44-46). Importantissimo notare come il vendere tutto è subordinato all’aver trovato tutto, che da gioia e non viceversa! Siamo sempre e troppo debitori ad una visione di un dio che chiede prima di dare: non è il Dio che ci racconta Gesù di Nazaret con il desiderio di scaldare il cuore nel far crescere la gioia (non il sacrificio).

Avete capito tutte queste cose? ”. Gli risposero: “Sì”. Ed egli disse loro: “Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (v. 51-52). N.B. le pro-vocazioni, se raccolte, portano lo scriba (=maestro) – fa parte della categoria esperti del sacro - a diventare discepolo (=colui che impara). La pro-vocazione ha raggiunto lo scopo: uscire fuori dalla gabbia in cui si pretende di far stare anche la nostra immagine di dio per accogliere e dire con la vita Dio, che ha bisogno e conta su ciascuno per portare a compimento l’opera che ha iniziato.

Buona settimana


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