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Monday, July 28, 2008 - ore 02:16
Self esteem chapter one
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Lalla larallallaa lalla laralla...
In codesto modo comincia una bella canzone degli offspring, che letta così non rende al massimo e potrebbe quasi essere confusa con laura pausini.
E invece..
L’autostima è il punto della mia paranoia di questa tarda ora.
Periodo decisamente diMMerda. Non scrivo mai in questo cazzo di blog principalmente perchè no. E’ una valida ragione. Tuttavia non mi resta altro da fare. No non vi montate la testa, non me ne frega niente di farvi sapere i cazzi miei, non cerco consenso, disapprovazione, critiche, consigli o altro (altrimenti vi dicevo perchè non scrivo mai in questo cazzo di blog).
Semplicemente mi devo sfogare. Ho poco gas, non posso picchiare la cassiera dell’ipercity perchè risponde al cel, non posso sbattere come un tappeto la mia ragazza perchè al momento è spenta o non raggiungibile, non posso ascoltare musica a tutto volume e soprattutto non posso scaricare decine di armi (e vi assicuro che non faccio fatica a procurarmene) contro chi non ne ha. Sì perchè prendersela con i più deboli spesso contribuisce ad incrementare la propria autostima facendo sentire l’individuo in ogni caso potente e importante.
In realtà dell’autostima, almeno negli ultimi 4 anni, non ho mai sentito la mancanza. Tanti fatti e persone han sempre contribuito a fornirmi un adeguato range di sicurezza sulle mie capacità/qualità. Certo molte cose hanno anche cercato di minarla ma nella maggior parte dei casi ne sono uscito rinforzandola nei principi generali.
Ora mi ponevo una domanda: da cosa deriva la nostra stupida autostima?
Si direbbe che si modifichi in base a fattori esterni. Avere successo nel lavoro/studio o con l’altro sesso soprattutto. Aver sempre reagito alle difficoltà in base a motivazioni valide alle quali riusciamo a dare sempre un senso. Già questo potrebbe bastare a occhio.
No invece no. Non mi basta adesso. Manca qualcosa.. e mi girano le palle. E’ evidente che oltre ai fattori esterni c’entra qualcosa che sta dentro di noi. Potresti anche essere la persona più importante della terra e sentirti un gran coglione. Era un esempio.. è ovvio che non sono un gran coglione!
Visto? Tentativo approssimativo di fare il simpatico e rientrare forzatamente nei parametri di autostima che mi pongo. E il fregarmene se state pensando che sono un coglione fa parte del piano e ne rafforza la teoria. Un po’ come tirarsela. Lo facciamo tutti nel nostro modo più o meno velato di essere permalosi. Tirarsela effettivamente è l’indicatore supremo del livello di autostima che
si pensa di avere.
Da noi viene il successo, dal nostro carattere partiamo per superare le avversità... ma da cosa poi possiamo considerarci "a posto"?
Quello che forse sento che manca è la possibilità di decidere cosa può alterare il mio umore e cosa no. Vorrei essere una macchina perfetta, andare all’obiettivo senza intoppi, non farmi condizionare da fattori esterni, lasciare da parte emozioni sentimenti e irrazionalità. Vorrei non avere niente da perdere. La cosa assurda è che non ho niente da perdere ma mi sento comunque come se perdessi o avessi perso tutto. No dai qualcosa da perdere ce l’ho, volevo fare il drastico per enfatizzare.
Il punto infatti sarebbe restare con i piedi per terra, staccarsi dal proprio corpo come capita di immaginarsi quando si muore, convinti che ci sia qualcosa dopo.. e guardarsi da fuori come in un film. Ah hem.. intendevo essendo vivi però! Una visione distaccata imparziale della realtà.
Fondamentalmente ci possiamo convincere di qualsiasi cosa e spesso è assurdo notare come c’è chi lo fa molto meglio di noi. Tutto sta nel nostro livello di autocritica, una gran bella cosa, uno dei pregi migliori che si possano avere.. se non avesse questa piccola controindicazione. Ci impedisce di convincerci delle cose più assurde.
Non ho voglia di esprimere qui il punto dei cazzi miei, perchè no, come già avevo esaurientemente spiegato prima, però il succo è che.. a ben guardare, spulciando nel mio buffo senso di autocritica non riesco a convincermi effettivamente di qualcosa che non va.. e nemmeno del contrario! Questo fattore destabilizzante mi indispone, non so cosa farci. Ora capisco le odiose frasi fatte del tipo "si stava meglio quando si stava peggio". Ho idea che la solitudine non possa portare a una soluzione. Dico intesa come isolamento periodico volto alla meditazione. Però è più forte di me e non ne posso fare a meno. Mi spiace se ogni tanto mi eclisso, forse è solo semplicemente qualcosa che cerco di capire di non so neanche cosa. Un po’ come questo discorso sull’autostima che ho iniziato perchè ho quasi avuto il presentimento che potesse essere il fulcro del problema.. anche se forse ho già cambiato idea e ciò mi riporta ancora all’inizio. Per non parlare del fatto che non arrivare a una conclusione non incrementa la mia autostima.
Ho idea che quello che mi manca sia solo "qualcosa di bello".
Qualcosa di bello che in questo momento vorrei distruggere se ne avessi la possibilità, come in Fight Club.
Questo è il lato che mi spaventa e forse è la fonte di tutto questo.
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