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lunedì 21 giugno 2004 - ore 01:01


Imola 19.06.2004: Just Like Heaven
(categoria: " Musica e Canzoni ")



è stata una giornata splendida quella di sabato, un giorno iniziato presto e conclusosi molto tardi, interamente dedicato alla buona musica ed alle persone che danno un po' di senso alla mia vita.
Io e la principessa siamo partiti intorno alle 8:30, per ritrovarci sotto il palco dell'Heineken Jammin' Festival di Imola due ore dopo. Per la prima volta da quando vado a questo festival siamo riusciti ad entrare nella zona recintata di fronte al palco, ben lontani dalla pressione delle circa quarantamila persone che hanno piano piano riempito l'area del festival.
Gli orari sul sito Internet non hanno coinciso per niente con quello che abbiamo visto e, soprattutto, sentito.
Alle 14 circa si sono presentati sul palco i Delta V, gruppo italiano che ebbe un discreto successo alcuni anni fa grazie ad una cover di Mina "se telefonando". Hanno proposto brani dall'impatto rock-dance, sullo stile dei Subsonica, ma con una cantante bionda e carina che non riusciva ad armonizzare la voce col resto del gruppo. Pochissimi i minuti a disposizione per loro, per fortuna aggoungo io.
E' stato poi il turno dei Calling, pop band da ragazzine adolescenti guidata da un bambinetto col caschetto biondo e la faccia da fighetta: inutili e al limite dell'irritazione epidermica.
Il vero festival inizia col concerto degli Starsailor: gruppo inglese che per 35 minuti ha proposto del buon rock melodico, con uno splendido accenno a "Bad" degli U2. Questo fatto ha permesso a loro di aggiudicarsi un buon voto sulla mia pagella. Da rivedere in un locale più piccolo, sicuramente. Hanno dovuto suonare in tre poichè il tastierista aveva avuto un malore.
A seguire è arrivata sul palco la vera star della giornata: Polly Jane Harvey. Mini abito color giallo e scarpe col tacco a spillo color evidenziatore rosa: così la piccola signora del rock ha intrattenuto un pubblico attento e ben disposto nei suoi confronti. Aveva una band davvero notevole, spesso con due batteristi che si alternavano a chitarre e tastiere. Il pubblico si è dimostrato più interessato a canzoni come "good fortune" e soprattutto "down by the water", lenta e sensuale.
Un'ora dopo il palco è stato lasciato ad un gruppo storico della scena underground americana: i Pixies. Scioltisi nel 1992, anno in cui hanno fatto da gruppo di supporto allo Zoo Tv tour degli U2, si sono riformati quest'anno. Il loro rock è diretto e senza fronzoli, passando da momenti più distorti ad altri più melodici come "Monkey Gone To Heaven" o "Where Is My Mind?". 60 minuti di leggenda, tecnicamente ineccepibili anche il batterista ha perso spesso le bacchette.
E' ormai lontano il caldo soffocante del sole quando sale sul palco Ben Harper accompagnato dagli Innocent Criminals: questo è stato il suo sencondo concerto all'Heineken Jammin' Festival dopo quello del 1998. Ben suona con l'anima, appoggiando spesso la mano sul cuore quando ha bisogno della forza per tirare fuori tutta la sua splendida voce. Il prossimo autunno uscirà un nuovo disco, quasi tutto di gospel, e durante il concerto ha porposto due brani dal nuovo disco, "Take My Hand" e "Where Could I Go", davvero belli e magistralmente interpretati. Per il resto, beh, fatevi tutti da parte quando si tratta degli Innocenti Criminals: groove a non finire, con Jaun Nelson al basso sempre pronto a dispensare assoli poderosi. I brani sono stati presi da tutti i dischi, partendo con "Don't Take That Attitude To Your Grave" e passando per "Diamonds On The Inside", "Steal My Kisses", "Burn One Down". Ben è un artista geniale sencondo me, capace di reinventare il modo di fare musica (con l'utilizzo delle chitarre Weissenborn in chiave rock) dopo aver raccolto l'eredità dei migliori bluesmen, rockers e soulmen degli anni 70. Un concerto meraviglioso, quindi massimo dei voti ad uno dei miei artisti preferiti di sempre.
Si fanno attendere i Cure, saliti sul palco con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia. Attesa che viene immediatamente ripagata con un concerto a ritmi elevatissimi, nonostante l'eecuzione di quattro brani dal nuovo disco che uscirà tra due settimane.
Il concerto inizia proprio con "Lost", brano tratto dal nuovo disco che si intitolerà semplicemente "The Cure". I fan impazziscono, e gli applausi partono anche durante l'esecuzione dei brani. La scaletta è il giusto mix tra brani nuovi e i classici, tra i quali ricorderò a lungo una bellissima versione di "Pictures Of You". Il brano migliore della serata è stato senza dubbio "A Forest", con la batteria a dare il ritmo incalzante che tanto adoro.
Robert alla fine si è scusato con i fans per aver parlato poco, ma ha detto che è stato meglio concentrarsi sui pezzi nuovi per fare una bella figura (quella di Imola è la prima data del tour europeo).
Per me si è trattato di una giornata da incorniciare, per vari motivi: tempo splendido (anche se mi sono ustionato), posto comodissimo (per una volta niente spintoni, nessun ubriaco molesto, nessuna bambina isterica che cantava a squarciagola tutte le canzoni), la presenza costante e paziente della mia principessa (che mi ha servito e riverito come mai ho meritato in vita mia).
Voglio concludere questo racconto segnalandovi alcuni personaggi che hanno caratterizzato la giornata:
- la tizia strafatta di tavernello e chissà cos'altro che vagava col passo incerto di fronte a noi;
- la donna con le tette più grandi del mondo;
- la bimba 15enne che ha costretto il padre ad accompagnarla al festival solo per vedere i Calling;
- Federico Poggipollini, chitarrista di Ligabue, che girava avanti e indietro insieme ad un cazzone di prima categoria;
- PJ Harvey che si mette a lato del palco per vedere il set dei Pixies;

Concludo con un doveroso ringraziamento agli organizzatori del festival: grazie per aver organizzato uno dei cartelloni più interessanti di tutta Europa: vedere in un colpo solo tutti questi artisti fenomenali è un evento che non capita così spesso. Grazie ed un saluto a tutti quelli che hanno goduto insieme a me di questa fantastica musica.
Rock on!



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