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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

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Monday, July 28, 2008 - ore 15:52


Copio e incollo da http://titolando.wordpress.com/
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io la penso come lui, anche per come si sono svolte le cose dopo le prime notizie. Uno: chi va sull’Himalaya sa che può correre il rischio di non tornare; due: che bisogno c’era di andare a salvarli facendo tutto questo chiasso?; tre: che leggi si stavano votando in parlamento? ecco perchè dopo questa disgrazia, vanno forte le finali dei mondiali di grigliata a Jesolo e la moda del vortex in spiaggia.

Mentre Walter Nones e Simon Kehrer stanno tornando in italia, scoppia la polemica sui soccorsi.
A protestare, o a dire la sua, è l’alpinista Fausto De Stefani che afferma come i due non avessero bisogno di soccorsi e che si sia trattata di un’inutile spettacolarizzazione della montagna.

In primo luogo pone l’accento sul costo dell’operazione di salvataggio, pagata dallo stato italiano. Poi valuta l’opportunità di andare a recuperare i due che, a suo dire, non avevano bisogno di soccorsi.

La Farnesina risponde smentendo: “per le casse dello Stato il costo è stato zero: chi intraprende queste spedizioni è assicurato, e quindi è stata l’assicurazione a pagare il recupero”, avvenuto con l’utilizzo di mezzi militari pakistani.

Paradossalmente la polemica non è da poco. Si tratterebbe di speculazione sul dolore per la morte di Karl Unterkircher sul Nanga Parbat. E da qui riconscere che, a tutti i costi, si sia voluto recuperare i due scalatori che potevano farcela da soli.

“I due alpinisti - attacca il presidente dell’associazione protezionista Mountain Wilderness, Fausto De Stefani parlando ad Auronzo di Cadore, nel Bellunese, durante una conferenza dedicata proprio all’Himalaya - non avevano bisogno di essere salvati, tanto è vero che nella prima comunicazione telefonica con il satellitare avevano lanciato e ribadito l’idea di scendere da soli con gli sci”.

“Walter e Simon - prosegue De Stefani - apparivano come due alpinisti ancora in possesso delle loro forze, e non avevano ancora lanciato alcun sos. Quello accaduto a Unterkircher è un dramma di fronte al quale bisognerebbe rimanere in silenzio”.

De Stefani, secondo alpinista italiano dopo Reinhold Messner e sesto al mondo ad avere scalato tutte le 14 vette superiori agli 8mila metri (anche se l’impresa non è unanimemente accettata), spiega anche che chi parte per questo tipo di spedizioni “sa a quali rischi va incontro. Sa che potrebbe perdere la vita. E parte comunque per trovare il silenzio della montagna”. Un silenzio che, secondo il fondatore di Mountain Wilderness, questa volta è stato rotto.

Non ha tutti i torti, chi va in montagna sa che può cadere, morire e che deve contare solo sulle sue forze. Chei due se la cavassero benissimo anche da soli è un dato di fatto. Ma è anche vero che, senza il lancio del nuovo satellitare, col cavolo che riuscissero a dirci se stavano bene o se aveva bisogno d’aiuto.

In questi casi, ne sono tornati due su tre. Onde per cui, comunque, la retrologia serve a poco!

Qua potete trovare il post con molti materiali che ho raccolto e che, esagerando un pò, ho intitolato: tutto sulla spedizione al nanga parbat


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