
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Tuesday, July 29, 2008 - ore 15:44
Gli aerei stanno al cielo come le navi al mare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a essere soggetto a un altro genere di pazzia."
PascalIo amo le parole, mi piacciono da morire. Da impazzire. Mi piacciono quelle in italiano forbito, mi piacciono i termini aulici, mi piacciono i dialetti. Mi piacciono dette e mi piacciono scritte, a voce e sulla carta. Come si vedono e come suonano. Mi piaciono anche le parole straniere, mi piace da impazzire la lingua spagnola. E il francese, anche se non amo i francesi come categoria di persone (purtroppo il calcio entra nella nostra vita molto più di quel che crediamo). Mi piacciono da morire le parole. Mi piace usarle, stravolgerle e abusarne. Mi piace da impazzire parlare, raccontare, esprimere con soggetto verbo e complemento una frase di senso compiuto, ma anche no. Mi piacciono un sacco le parole. Mi piace scriverle, mi piace pronunciarle. Mi piace usare accenti diversi, mi piace quando mi vengono certe consonanti emiliane, mi piace quando c’ho i resti di Bologna che mi escono dalle labbra. Adoro le parole, adoro l’italiano e le sue parole, l’italiano e anche i dialetti italiani, quelli li amo in un modo ancora più dolce. E le parole tutte, ecco io le adoro.
E poi a un certo punto non servono a niente.

Renoir - Francesco De Gregori
Gli aerei stanno al cielo, come le navi al mare
come il sole all’orizzonte la sera, come vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri col bicchiere nella mano
Chi di voi l’ha vista partire, dica pure che stracciona era
quanto vento aveva nei capelli, se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno, era seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi, giocando a carte col suo destino
Ora i tempi si sa che cambiano, passano e tornano tristezza e amore
da qualche parte c’è una stanza più calda
sicuramente esiste un uomo migliore
io nel frattempo ho scritto altre canzoni, di lei parlano raramente
ma non vero che io l’abbia perduta, dimenticata come dice la gente.

La canzone è qui perché l’ho cantata l’altra sera in un momento di euforia e di gioia allo stato puro. E allora merita una pagina di blog. Perché è bella e nulla più.
Non state a pensare al testo, la metto perché è bella.
Mica ha tutto un senso. Mica si usano parole per tutto.
Anzi, il più delle volte le parole che pensi non serve dirle.
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