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Thursday, July 31, 2008 - ore 00:55


La rivincita dei Nerds
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Tra tutte le storie tristi, grottesche e a volte schifose cui mi ritrovo ad assistere, ogni tanto c’è qualche siparietto carino. Proprio un coriandolo microscopico, quel tratto spazio-temporale minimo che separa casa mia dal Museo. Tanto più che a volte ho faticato a distinguere l’ una dall’ altro.
E poi ci sono periodi dell’anno in cui ci trovo sempre mia madre.
Non che stasera ci sia andata per respirare tutta quest’aria domestica (io che non ho neanche più voglia di respirare l’aria tout court – e scusate la precisazione), ma per dovere, si intende.
Solo che stavolta era incluso nel dovere anche lo sbellicarsi dalle risate.
Gli allievi del corso di pittura tenuto da mia madre ridono sempre. Senza un motivo, così, per inerzia, per il solo fatto di esistere. E così dopo un po’, per osmosi, ti ritrovi anche tu sotto l’effetto del gas esilarante e ridi. Certo, vedere un ritratto di dama che somiglia sputato ad una bambola gonfiabile aiuta, ma ho notato che è proprio l’alchimia di questi soggetti a scatenare l’ilarità più anarchica, come mi ricordano le immagini di cene sghignazzate e di viaggi sganasciati (se si può definire “viaggio” lo spostamento a bordo di un furgone Polonia-style in cui ci si fa fermare da una pattuglia notturna apposta per sapere dove ci si trova). E sto parlando da esterna, ossia da una che non va mai al bar con loro, ogni settimana.
“Di’ quello che pensi, di’ veramente quello che pensi!”, mi esortavano stasera mentre si parlava di mia madre.
E invece io, per la strada in bicicletta a mezzanotte, mi chiedevo “ma che cazzo dico alla loro presentazione di venerdì?!”.
Vabbè, me lo domando ogni volta che mi tocca presentare una mostra. Ma stasera mi sono accorta che, in fondo, a parte un paio di eccezioni, si tratta di relitti della società: un gay, un sordo, una sorda, una vedova con figlia handicappata a carico, un vedovo sfigato, una riccona alcolizzata, una malata di cancro.
Vabbè - direte - tu sei una cogliona di avvocato che a mezzanotte si diverte a fare le acrobazie in bicicletta col berrettino e le braghette corte come un regazzino.
Ma loro, quei personaggi non in cerca di autore (perchè sono loro gli autori) pare che abbiano trovato dignità e motivazione in quello che fanno, anche se la gente riderà di loro (e non con loro).
Perchè sto scrivendo questo blog? Perchè non posso dire quanto sopra all’inaugurazione.
Però è quello che penso veramente di loro.






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