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MuzziSan, 38 anni spritzino di palayork CHE FACCIO? Ingegneria Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito. HO VISTO Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no. STO ASCOLTANDO Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile) ABBIGLIAMENTO del GIORNO Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna. ORA VORREI TANTO... Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ? STO STUDIANDO... Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor. OGGI IL MIO UMORE E'... Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: di0 vel BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, August 01, 2008 - ore 10:47 QUESTA NON E UNA OSSESSIONE 5/A PARTE Un uomo ed i suoi tormenti morali. Dopo la inattesa esperienza con il collega calvo, l’uomo ha smesso di cercare la compagnia giusta per la sua dirimpettaia. Del resto l’idea lentamente gli è apparsa sempre più balorda. Pretendere di essere il tramite fra due persone che non si conoscevano, facendosi garante peraltro di una donna che aveva sempre osservato da dietro una finestra.... Ma quali garanzie poteva dare ad un suo conoscente circa le buone qualità della donna? Non l’aveva mai sentita parlare, persino. Chissà quali discorsi scombinati poteva essere capace di fare una tipa del genere. E poi a lui bastava osservare. Almeno fino a quando durava. Poi ci sarebbe stato un altro passatempo (poiché era chiaro che non si trattava di una ossessione). Eppure proprio dopo qualche settimana dopo la storia del calvo, quando la donna attraverso gli appunti sul taccuino e le osservazioni del binocolo sembrava finalmente aver accettato la propria solitudine, eccola esibirsi in un ennesimo colpo di coda. La donna infatti cominciò ad ospitare, in modo anche piuttosto disinvolto, sempre più uomini a casa sua. La si vedeva uscire di casa soprattutto di sera, con abiti abbastanza inquietanti, e poi tornare seguita da uomini molto spesso mogi e rassegnati. Anche questa volta le luci della stanze si accendevano alternativamente e alla fine della serata il buio più fitto regnava nella casa. Al mattino dopo l’ospite abbandonava la casa, lasciando la donna più triste della serata precedente L’uomo da dietro al suo binocolo cominciò ad avvertire un certo disagio. Aveva spiato la vita di un’altra persona, ma non poteva dire di aver visto o conosciuto chissà quale dettagli intimi della vita di questa. Eppure adesso gli sembrava chiaro di assistere quasi ad un processo di dissoluzione morale. La donna oramai sembrava come quelle cagne brutte e secche che pur di riuscire a trovare qualcuno con il quale passare una notte sono capaci di far di tutto. La donna all’inizio non era così. Aveva quella sua maniera di fare irritante, quella andatura spezzata, ma non si può certo dire che si comportasse male. Poteva tanto la solitudine? L’uomo pensò alle conseguenze devastanti della solitudine, conseguenze che per fortuna per quantoloriguardava erano completamente inesistenti. Accarezzò il suo gatto, preda di un raro momento di autocompiacimento, prima di fare mente locale sul fatto che anche oggi, come del resto da tre giorni, non era andato a lavoro. Un uomo e la sua casa polverosa. La polvere oramai si ammassa sugli oggetti. L’uomo non esce quasi più di casa. I suoi pasti sono scanditi da quelli del gatto. L’uomo infatti si può ben dire che mangi oramai solo trippa oppure cibo per gatti del quale ha fatto scorta in quantità industriale l’ultima volta che è uscito. L’uomo oramai passa quasi tutta la sua vita alla finestra. Il suo binocolo è anch’esso impolverato, ma al contrario le lenti sono sempre pulitissime. L’uomo infatti le pulisce quattro cinque volte al giorno. Il gatto ogni tanto facendo ronf-ronf gli sale sulle ginocchia, ma poco dopo seccato dalla sua indifferenza va via, in cerca di altri svaghi. Le confezioni aperte e finite di cibo per gatti si accumulano nella stanza, mentre il cucchiaio è oramai sporchissimo. Ma non vale la pena pulirlo, non c’è tempo. La donna dal canto suo continua la sera a portare uomini nella sua casa. Il livello degli uomini sembra però che si stia abbassando pericolosamente. Alcuni sembrano infatti avanzi di galera, un paio invece hanno l’andatura imbarazzata e traballante degli alcolizzati ( addirittura le ultime volte la donna non si è presa la briga neanche di far visitare la sua casa a questi, le luci infatti non si sono alternativamente accese e spente). L’uomo capisce che dovrebbe fare qualcosa per riuscire a salvare la donna dalla perdizione e dalla dissoluzione morale, poiché lui sì che sa come affrontare la solitudine. Potrebbe aiutarla. Ma al momento di fare qualcosa subito la sua determinazione lo abbandona. L’uomo ha oramai compreso che il suo ruolo sembra esser esclusivamente quello dell’osservatore. Può solo osservare, impotente, quello che la donna sta facendo. Vorrebbe aiutarla, ma non sa come fare. Ripensa con rabbia al suo ex collega calvo. Ricorda di non aver mai avuto, tranne i colleghi di lavoro, altri amici. Ripensa al fatto che pur di togliere la donna da quella vita potrebbe tranquillamente farsi avanti lui, ma poi ricorda il fatto che non ha mai vissuto con altre persone, che la convivenza è faticosa. E poi lui ha già il suo gatto. L’uomo si trova in un vicolo cieco mentre la donna si sta autodistruggendo. Bisogna che accada qualcosa perché le sorti della vita della donna si risollevino. Dal lavoro, nel frattempo, hanno provato a telefonare qualche volta, ma il telefono ha squillato invano. Un uomo ed una giornata particolarmente bella. L’uomo ha continuato per giorni a macerarsi in questo dubbio dilaniante: riuscire ad aiutare la donna ma senza essere coinvolto personalmente. La donna è oramai parte della sua vita, questo è chiaro. Certo potrebbe abbandonarla da un momento all’altro, potrebbe tranquillamente passare ad un altro hobby, ma al momento questo va più che bene, non vale la pena cambiare. Un giorno però accade qualcosa di veramente importante. La donna esce con i suoi abiti folli da casa, e quindi rientra seguita da un uomo alto, non bellissimo, con grandi occhiali. Le luci anche questa volta, come le prime volte si spengono e si accendono alternativamente. Buon segno, si dice l’uomo da dietro al suo binocolo. Potrebbe essere che a questo uomo la donna tenga particolarmente. La donna fa visitare la stanza, poi accade qualcosa di assolutamente strano. La donna comincia a fare delle mosse sconclusionate, vorrebbe convincere l’uomo alto con gli occhiali a fare qualche passo di danza, ma i movimenti dell’uomo sono legati, rigidi. Sembra una lunghissima pertica agitata goffamente da folate di vento. La scena che l’uomo osserva da dietro al proprio binocolo è assolutamente pietosa. La donna dopo aver concluso un altro passo di danza ( eseguito peraltro anche da lei in modo molto approssimativo) precipita sul divano con la testa fra le mani. La sua schiena è scossa da sussulti impercettibili. Sta piangendo, questo è chiaro. L’uomo sente una fitta di dolore. La donna è precipitata nel baratro della dissoluzione morale, ed ora si sta pericolosamente avvicinando alla follia. Ma a questo punto accade una cosa sorprendente, inimmaginabile. L’unica cosa che in un momento come questo avrebbe potuto azzerare la tensione. L’uomo con gli occhiali si piega su di lei, gli accarezza le spalle magre, abbozza addirittura dei piccoli massaggi sui fianchi inospitali della donna. Questa, dopo un attimo di tentennamento, si slancia tra le braccia del suo salvatore. I due si avvinghiano. Ma non c’è solo passione erotica, c’è una forma oscura misteriosa e bellissima di comunicazione. L’uomo toglie gli occhi dal binocolo, si massaggia gli occhi, e solo allora si accorge che sta piangendo. Questo qui, pensa, domani mattina non andrà via come tutti gli altri. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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