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Morandaz, 35 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Fumettaro Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO ![]() il PanStore tutti i giorni STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) pensare di essere l'unico alieno sul pianeta 2) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà 3) capire di essermi perso qualcosa, di non aver sfruttato ogni occasione per rendere la mia vita degna di essere vissuta 4) aver trovato la persona che ti fa trovare la gioia di vivere solo per ricevere un suo abbraccio e sapere di averla persa per la paura di affrontare insieme le tue ferite ancora da rimarginare MERAVIGLIE 1) Abbracciare qualcuno e sentire di aver trovato finalmente la tua casa.. 2) arrivare a casa sporchi, infagati, pieni di freddo, e consolarsi con una lunga doccia calda.. 3) Rendersi conto che non si vive per lavorare e non si lavora per vivere ma si vive per le piccole cose che la vita ci regala ogni giorno: l´amore, un sorriso, una carezza, uno sguardo intenso, un amico vero, una canzone... 4) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera... 5) Gli amici veri, i sogni che si avverano e un sorriso spontaneo. Le notti in città,i big beat party. BLOG che SEGUO: japan rutta L.Kapelot Di0 rebbell Raly blondy banana_joe ZorroBobo vel Mr. Blond ganon ebe Replicant Vampire Tomming TheCheCko Sampy styge Kaworu sortilegio split70 telete Sybelle paroxysm eimar grisupd BOOKMARKS panstore (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) UTENTI ONLINE: |
Monday, August 04, 2008 - ore 10:29 FINALMENTE UNA RECENSIONE ORIGINALE ![]() Girando per la rete si trovano mille e più recensione tutti uguali sul nuovo film di Batman, questa scritta da MML, al secolo Marco Marcello Lupoi, direttore della Panini, invece dà nuovi punti di riflessione. Leggetela: "Il nuovo film di Batman, il settimo in totale, il sesto dell’era moderna o il secondo della sua più recente "revisione" hollywoodiana, è probabilmente il più film più cupo, violento, dark, disperato, mai prodotto nel genere "fumetti al cinema". Non è di certo il primo film a prendere il materiale di origine e ad adattarlo per il grande schermo in chiave totalmente drammatica, senza nessuna concessione alla commedia: mi vengono in mente Il Corvo, V for Vendetta, o History of Violence o anche Era mio padre, ma erano comunque ispirati a fumetti underground come distribuzione o come stile. Il Cavaliere Oscuro viene invece dal mainstream, da uno dei tre personaggi dei comics USA più conosciuti del pianeta, viene da decenni di batarang, batmito, batcaverna, Robin, Mr Freeze, l’Enigmista e una pletora di personaggi bizzarri, grotteschi, paradossali. Eppure, per questo The Dark Knight, la Warner Brothers e il regista Christopher Nolan hanno abbandonato la stessa tradizione hollywoodiana dei film di Tim Burton, per non parlare di quella di dozzine di telefilm e cartoni animati, per lasciarsi andare a una fantasia oscura e violenta, che pur riprendendo il filo della narrazione da Batman Begins, porta l’Uomo Pipistrello in territori ancora più neri, ancora più disperarati. Batman nei fumetti è stato sospeso nei decenni tra la caratterizzazione "camp", un po’ leggera, quasi umoristica, e quella dark, altalenando tra il Detective Mascherato, con il suo amato Ragazzo Meraviglia al fianco, e i suoi pittoreschi avversari, al Cavaliere Oscuro che nella notte della città più corrotta e violenta d’America tenta di opporsi alla marea di follia e criminalità che cerca di travolgerci. Nolan abbraccia senza riserve questa seconda interpretazione, quella dei Miller, dei Mazzucchelli, dei Loeb, quella che negli ultimi vent’anni è stata incondizionalmente la versione ufficiale della DC Comics del personaggio icona più notturno. La abbraccia in toto, e la porta alle estreme conseguenze, con un misto di violenza e quasi sadismo che lascia un po’ interdetti. In sé il film è magnifico: ben diretto, visionario, con un’altalena continua di colpi di scena e di movimenti di macchina. Gotham appare nel suo luridume urbano, senza speranza e senza futuro, tra esplosioni, palazzi che crollano, e ovunque vetri, vetri, vetri. Quasi tutti gli ambienti hanno pareti di vetro, o enormi finestre, quasi a contrastare l’oscurià del film e della città, ma allo stesso tempo tutto questo vetro è fragile, effimero, illusorio. Viene continuamente sfondato, violato, e questa impressione di vulnerabilità la proviamo per tutti i personaggi, per Gordon, Dent, Rachel, Alfred, Lucius Fox, persino per Bruce Wayne/Batman, che fatica a fare l’eroe, a trovare i tempi giusti e la forza giusta, ed è come travolto dal vero protagonista del film: il sadico, folle, misterioso, indecifrabile Joker. Nella sua ultima interpretazione, senza nessun compromesso, senza farci mai vedere il suo vero volto, Heath Ledger ci conduce nella mente di un personaggio senza morale e senza motivo, che uccide, ruba e terrorizza per il gusto di farlo, e diventa così non solo una nemesi imprevediile e quindi quasi inarrestabile, ma anche il contraltare di Batman, la sua nemesi, il folle che fa del male contro il pazzo che fa del bene, entrambi mascherati, entrambi con identità che non è possibile conoscere, apparentemente senza passato e in lotta l’uno con l’altro per privarsi del futuro. Nelle due ore e mezza del film, Batman e Joker lottano, si insegono, ma è Batman a soffrire, a sentirsi impotente, a pagare un prezzo altissimo per la vittoria. Nonostante il costume corazzato, lo vediamo e percepiamo piccolo, umano, con il cuore che potrebbe spezzarsi per amore e che solo la compassione di Alfred riesce a proteggere. Joker è invece una forza incontrollabile, folle, sadica, che non riesce a suscitare alcuna empatia nello spettatore, ma solo una paura di fondo: paura di quel volto deformato, di quel sorriso fasullo, del coltello che colpisce più rapido dello sguardo, di quegli occhi che non conoscono l’umanità e che non riconoscono nulla al genere umano o alla vita. Paura che ci sia qualcosa di lui dentro di noi, anche solo per un istante, di una follia che non conosce perdono, aliena all’umanità. Un grande film, che merita il successo che sta riscuotendo, e che ridefinisce il genere dei fumetti al cinema con un nuovo standard, che sarà difficile da superare o eguagliare." LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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