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Monday, August 04, 2008 - ore 18:53
La prima pietra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Colto in flagrante, di fronte all’evidenza, nega, nega sempre». Ricordo, lo diceva Nonno Bassotto nei mitici "Topolino" della mia infanzia. Tramandava questa “lezione di crimine” ai suoi tre scalcagnati nipoti come fosse una regola aurea, un monito da tenere sempre presente nella loro carriera criminale a venire. Come a dire: «Se hai già fatto un crimine, non farti scrupolo di mentire per negarlo». Un ragionamento per niente stupido, che il nostro Paese sembra aver imparato maledettamente bene. Siamo come la banda bassotti: un covo di mascalzoni maldestri, di impenitenti rubagalline, di assassini di circostanza. Con un difetto in più: l’insopportabile sfrontatezza. Chi ha peccato qui scaglia la prima pietra. Persino le vecchiette al supermercato nascondono i cioccolatini nella borsa e poi aggrediscono a calci le commesse che glielo fanno timidamente notare (è successo).
Dai politici agli assassini; da chi si dopa a chi tradisce la moglie; dagli stupratori gli evasori. Quasi tutti negano. E non chiedono scusa. Mai. Tutt’al più, ogni tanto qualcuno se ne esce col solito, insopportabile «Così fan tutti», e se ne va di scena con un’alzata di spalle. Riccardo Riccò, ciclista formidabile che ha fatto una formidabile scemenza, almeno dopo un po’ l’ha ammesso. Ci aveva provato a negare tutto. Ma poi ci ha ripensato e ha ammesso di aver sbagliato. Suo maggior onore, non ha nemmeno tirato in campo a sua discolpa il ciclismo, sport malato grave in cui ci si dopa anche per vincere un prosciutto alla corsa del paese. Ha detto che, se potesse, non lo rifarebbe. Tutti gli altri no, lo rifarebbero. Per me, ha più statura morale quel romeno che, ubriaco, ha investito e ucciso un bambino l’hanno scorso chiedendo poi di essere sbattuto in galera piuttosto di un Moggi che, intervistato, dice: «Ammettere? Ammetto sì. Ammetto che non ci sono prove». Solo che uno adesso è in carcere a pentirsi (giustamente) per tutta la vita, e l’altro fa ospitate in tv. Anche la banda bassotti, nonostante gli infiniti tentativi di furto, era sempre a piede libero. Ma, tra un attacco e l’altro al deposito di Zio Paperone, una bella notte in gattabuia almeno loro se la passavano.
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