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Wednesday, August 06, 2008 - ore 00:28 LARPAC affondata dalle clientele Scritto da Mariano Maugeri da il Sole24Ore, 01-08-2008 14:50 «Guagliò, senza lUdeur cà nun se governa». Le parole di Antonio Fantini, coordinatore regionale dellUdeur, rimbombano ancora oggi a palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Se Napoli è unex capitale derubricata a prefettura, Santa Lucia è una tragedia di Eschilo con il naso di Pulcinella. Fantini, presidente della Regione Campania dall83 all89, commissario straordinario per lemergenza terremoto, luomo (plurinquisito) che per conto della Repubblica italiana ha manovrato migliaia di miliardi di vecchie lire destinati alla ricostruzione e in ossequio a un editto inappellabile di Bassolino e Mastella riceve in dote la politica ambientale del territorio più compromesso dEuropa. Ambiente significa Arpa, nel caso in questione Arpac, Agenzia regionale per lambiente della Campania. Tutte le regioni ne hanno una, così la legge impone. Laccordo politico uscito dalle elezioni del 3 e 4 aprile 2005 (61,6% dei voti al Centro-sinistra) assegna lassessorato allAmbiente allUdeur.«E ai mastelliani gli potevamo dare il Bilancio?», dicevano maliziosamente gli scherani del ritinto governatore ("guai ai tinti", ha scritto un giornalista indigeno con humor anglosassone). Allalba del 2005, con un Himala-ya di monnezza in procinto diimplodere, lAmbiente ai mastelliani sembra il male minore. Allassessorato Fantini piazza il medico salernitano Luigi Nocera, «nu dottore scetato (sveglio, ndr)». AllArpac cè già Luciano Capobianco, un ingegnere idraulico che quando era guaglioncello Fantini volle con sé al commissariato per lemergenza terremoto. La missione dellArpa Campania, sancita burocraticamente nel suo statuto, è quella di «monitorare, prevenire, controllare e tutelare la qualità del territorio e favorire il superamento delle molteplici criticità ambientali della Campania». Quello che né il sito né la legge istitutiva ci raccontano sono le telefonate di raccomandazione di Capobianco al suo omologo di una regione del Nord. E forse non solo a lui. «E daie, damme na mano...», lo implorava. Da quanto ci risulta né Capobianco né tantomeno No-cera né men che meno Fantini pare abbiano mosso un dito per conferire ai dipendenti dellArpac lo status di ufficiali giudiziari, come normalmente avviene in tutte le Agenzie del Nord. «Io non sono razzista, ma con quelli dellArpa Campania non mi faccio fotografare», dice uno dei più brillanti dirigenti di unAgenzia per lambiente settentrionale. E riporta un dialogo con Capo-bianco: «Caro mio, io non li voglio i dipendenti con funzioni di polizia giudiziaria. Quelli portano solo guai. Con la camorra che cè in Campania, poi. Lavvocatura regionale ci ha pure dato ragione. Gli avvocati dicono che in base alla legge i dipendenti possono avere lo status di polizia giudiziaria. Possono, non debbono, capisci a me.,..».La Campania è la regione più antropizzata, popolata e flagellata dEuropa. La sua Agenzia per lambiente dovrebbe essere una delle più efficienti dItalia. Nulla di tutto questo. Dei 784 dipendenti previsti dalla pianta organica ce ne sono 307, più 200 precari che per titoli e impegno sono la spina dorsale della struttura. Situazione disastrosa se confrontata con gli organici dellEmilia Romagna (1.200 dipendenti, 200 cococo, 75 borsisti) o Lombardia (1.100 dipendenti, 220 cococo, 70 borsisti). Per non parlare dei bilanci: 20 milioni in Campania, 60 in Emilia o Lombardia. Un dirigente napoletano racconta: «I cinque laboratori di analisi ereditati dallAsl fanno schifo. Quelli di Caserta e Benevento ti fanno vergognare. Per anni abbiamochiesto almeno un macchinario che misurasse la diossina. Quando mi hanno invitato a Milano sono rimasto a bocca aperta. Lì tengono la Nasa!».Pure Capobianco si vergogna di fronte alla Commissione parlamentare dinchiesta sul ciclo dei rifiuti. È il 7 giugno del 2007, infuria la guerra della monnez-za. Il presidente della Commissione, Roberto Barbieri, lo incalza. Il direttore generale dellAr-pac si sfoga: «Ormai facciamo i vigili del fuoco. Ogni giorno mando gli unici due furgoncini mobili di cui dispongo a vedere dove e cosa viene bruciato». I rinforzi non arrivano. Anzi, sì. Bassolino e Fantini sentono lurgenza insopprimibile di inventarsi una fusione per incorporazione della Pan con la neonata Arpac multiservizi: la Pan è una società mista con 207 dipendenti, tutti lavoratori socialmente utili con la terza media. Il suo presidente è Raffaele Busiello, potente sindacalista della Cgil, ex capo dei metalmeccanici della Campania. Un compagno, insomma, al quale non si può dire di no. «Noi chiedevamo disperatamente laureati e diplomati, invece arriva un esercito di lava provette, autisti e uscieri», dicono alPÀrpac. Nessuno però si dimette. Nessuno protesta. Gomorra, falò di monnezza che oscurano il cielo, un cimitero di rifiuti tossici seppelliti tra Napoli e Caserta. AllAgenzia ammettono: «Non abbiamo mai progettato autonomamente il monitoraggio di un pezzo di territorio. Neppure a campione. Uscivamo, quando uscivamo, solo su chiamata dei Comuni».In questi mesi, nulla è cambiato nella tecnostruttura regionale, malgrado Napoli e la Campania siano ogni giorno sui giornali di tutto il mondo, malgrado i disperati appelli del presidente della Repubblica, gli slanci mediatici del premier Silvio Berlusconi, le rassicurazioni tardive di un governatore delegittimato, malgrado lassessore regionale allAmbiente dellUdeur sia stato prima inquisito e poi rimosso.Sette mesi fa, allindomani del suicidio dellUdeur in Parla-mento, Fantini e Capobianco, daccordo con Bassolino, chiudono il cerchio e rimuovono dallincarico il direttore tecnico dellAgenzia, Maria Luisa Imperatrice. Il suo curriculum ineccepibile non è più sufficiente e a Santa Lucia pure lappellativo "tecnico" perde il significato che gli attribuisce il dizionario della lingua italiana. Si deve far posto a un uomo del Governatore. Capobianco fa il pietoso: «Maria Lui, lo sai che sei la persona più competente dellArpac, ma che ce vo fa?» . Già, che cevofa? COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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