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Friday, August 08, 2008 - ore 16:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
CMQ NN SOLO LE DONNE NN HANNO STI SINTOMI...
ANCHE GLI UOMINI ULTIMAMENTE...
Cosè la
sindrome pre-mestruale ??
La maggior parte delle donne in età fertile "avvertono" larrivo delle mestruazioni con un insieme di sensazioni difficili da definire. La sindrome premestruale non è che lamplificazione di questo fastidio che diventa patologico quando la sua severità è tale da interferire con la normale attività domestica o lavorativa.
Le manifestazioni della sindrome premestruale sono caratteristiche per ogni donna. Si riscontrano, più frequentemente:
· irritabilità, tensione emotiva
· cambiamento dumore
· insicurezza
· crisi di pianto immotivate, manifestazioni depressive
· aggressività
· scarsa concentrazione
· stanchezza
· tensione mammaria, dolore al seno
· gonfiore addominale
· aumento di peso
· caviglie gonfie
· mal di testa, emicrania
La sintomatologia non è specifica: molti sintomi sono comuni ad altre patologie. Nella sindrome premestruale la sintomatologia si manifesta, in modo caratteristico, 4-7 giorni prima della mestruazione e migliora o scompare con linizio di questa.
Come si fa a sapere se si soffre di sindrome pre mestruale?
Non esistono test di laboratorio in grado di diagnosticare la sindrome premestruale.
Gli esami del sangue e delle urine sono utili per accertare che non vi siano altre cause a scatenare la sintomatologia. La diagnosi di PMS è quindi basata sul carattere ciclico, mensile, della comparsa dei sintomi: compaiono generalmente nella settimana che precede la mestruazione; vi è poi un graduale peggioramento sino alla rapida o graduale scomparsa nel momento in cui si verifica levento mestruale. Più raramente il periodo critico può estendersi e i disturbi possono apparire sin dalla metà del ciclo, fino ai primi giorni dopo la mestruazione.
Per la definizione della diagnosi può risultare utile tenere un diario dei sintomi e della loro gravità, registrando le date delle mestruazioni. Il diario dovrebbe essere tenuto per tre mesi consecutivi. Si può fare diagnosi di sindrome premestruale solo se in un mese ci sono almeno dieci giorni senza la presenza di sintomatologia.
Quali sono le cause della sindrome pre mestruale?
Le cause della sindrome premestruale non sono del tutto note. Per molto tempo è prevalsa la teoria delliperestrogenismo, di un aumento, cioè, dei livelli di estrogeni nel sangue. E noto che gli estrogeni determinano un aumento della permeabilità capillare, fenomeno che giustificherebbe molti sintomi della sindrome. Altri meccanismi risultano essere, comunque, ugualmente plausibili. Recentemente è stata avanzata, ma non dimostrata, lipotesi di ridotti livelli di serotonina, un neurotrasmettitore la cui carenza spiegherebbe la comparsa di sintomi legati alla sfera emotiva (irritabilità, cambiamento dumore, depressione).
La sindrome premestruale non è causata da alcuna anomalia degli organi interni femminili né da deficit ormonali.
Quando intraprendere una cura?
Spesso la sintomatologia non è così grave da richiedere un trattamento specifico: la sindrome è, in tal caso, facilmente riconosciuta, anticipata e contrastata dalla paziente stessa.
Per alcune donne, invece, la sindrome premestruale è abbastanza grave da influire sul proprio lavoro, sulla loro vita quotidiana e sulle relazioni sociali. In queste circostanze è utile un approccio terapeutico mirato.
Quali cure sono disponibili?
Confermare la diagnosi e rassicurare la paziente sulla benignità delle manifestazioni è il primo passo da compiere.
Nella valutazione della gravità dei sintomi e dellefficacia della terapia occorre inoltre considerare il ruolo di alcuni fattori psicologici. Alcuni trattamenti farmacologici determinano benefici a breve termine ma spesso non danno sollievo per più di qualche mese, a causa del cosiddetto effetto placebo. Il placebo è un trattamento in realtà inefficace che però ha degli effetti psicologici, determinando un miglioramento della sintomatologia soggettiva. Per dimostrare che un farmaco abbia un effetto maggiore di un semplice placebo sono necessarie specifiche ed accurate valutazioni comparative. Non tutti i trattamenti proposti per la terapia della sindrome premestruale sono stati sottoposti ad una valutazione adeguata in tal senso.
Le pazienti con sintomatologia riferibile a sindrome premestruale dovrebbero inizialmente consultare il medico di famiglia o un consultorio familiare. Casi gravi o difficili, per i quali le cure più semplici non si sono rivelate efficaci, potranno essere successivamente valutati dal ginecologo o, in casi specifici, da uno psichiatra esperto nel trattamento della sindrome.
La terapia terrà conto della natura e della gravità dei sintomi. In molti casi un semplice cambiamento nella dieta e nello stile di vita, la riduzione del consumo di alcol e di caffeina, oltre che delle sigarette, renderanno i sintomi premestruali più sopportabili.
I farmaci utilizzati nel trattamento della sindrome premestruale hanno differenti meccanismi dazione e presentano varia efficacia. Solitamente si ricorre a:
Vitamina B6
Nota anche come piridossina. Raccomandata, come sintomatico, nel trattamento dei sintomi legati alla sfera emotiva alle dosi di 300-500 mg al giorno. Dosaggi elevati per periodi prolungati possono determinare alterazioni a carico delle fibre nervose.
Bromocriptina e cabergolina
Utili quando il sintomo principale è rappresentato dal dolore al seno.
Diuretici
Impiegati per il trattamento delledema da aumento della permeabilità capillare, danno sollievo alle caviglie gonfie. Non alleviano il gonfiore addominale che non è causato dalla ritenzione idrica ma dal rilassamento e dalla distensione muscolare della parete addominale. Indicata la somministrazione di 25-50 mg al giorno di idroclorotiazide, a giorni alterni, nei 5-7 giorni precedenti il ciclo mestruale. Lutilizzo a dosi inadeguate e per periodi prolungati può determinare un aggravamento del quadro clinico.
Antidepressivi
La fluoxetina, un farmaco inibitore della ricaptazione della serotonina (SSRI), sembra presentare una notevole efficacia nel trattamento della PMS con gravi manifestazioni depressive, irritabilità e variabilità dellumore. Gli effetti collaterali del farmaco possono talvolta rappresentare un problema.
Progestinici
Largamente prescritti, hanno effetti collaterali relativamente lievi. Molto impiegato il medrossiprogesterone acetato alla dose di 10 mg/die dal 14° al 24° giorno del ciclo. Una ipotesi non più accreditata faceva infatti ritenere che la causa della sindrome premestruale fosse una condizione di insufficienza luteale (o iperestrogenismo relativo). Secondo tale ipotesi il progesterone era, cioè, prodotto in quantità insufficiente a contrastare leffetto degli estrogeni a livello dei tessuti periferici.
Pillola contraccettiva
Lazione contraccettiva degli estroprogestinici si esplica mediante linibizione della secrezione ipofisaria di gonadotropine e, quindi, dellovulazione: si determina, pertanto, una sorta di blocco funzionale dellattività endocrina dellovaio.
Danazolo
E un derivato sintetico del testosterone; inibisce il rilascio delle gonadotropine, senza esplicare, tuttavia, attività estrogenica e progestinica. Sono stati riportati fenomeni di tossicità epatica in corso di trattamento con danazolo.
Estrogeni
La somministrazione di estrogeni, per via orale, per mezzo di cerotti a rilascio transdermico o tramite gel da applicare sulla cute, inibisce la produzione degli ormoni sessuali.
Analoghi del GnRH
Dopo una breve fase di stimolazione della secrezione di gonadotropine, della durata di circa una settimana, esercitano un effetto inibitore con soppressione della funzionalità ovarica e annullano la sintomatologia legata alla sindrome premestruale. Possono essere somministrati per un periodo limitato, non superiore a sei mesi. Sono farmaci molto costosi.
Dispositivo intrauterino medicato
Utilizzato come metodo contraccettivo, inserito nellutero, rilascia piccole dosi di ormone progestinico. Luso del dispositivo generalmente determina una riduzione del flusso mestruale. Può essere usato in combinazione con gli estrogeni.
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