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Friday, August 08, 2008 - ore 17:00
Prima che sia troppo tardi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“… a ripensarci bene non avrebbe potuto, neppure sforzandosi, tornare così indietro per fissare l’attimo esatto in cui la sua vita aveva intrapreso quella precisa direzione.
Forse l’estate alla fine del college era stato un punto cruciale per quella che, oramai si poteva definire, senza ombra di dubbio “un’esistenza tranquilla”. Il periodo universitario gli aveva regalato una moglie ed un titolo da spendere nel mercato del lavoro. Ma né la prima, né il secondo si sarebbero potuti distinguere per dei tratti particolarmente brillanti tra le altre infinite possibilità che la vita gli aveva posto davanti; niente dunque di così trascendentale o folgorante aveva attraversato quella sua parte di tempo.. e niente di ciò che comunemente viene definita come genialità era mai stata neppure vicina al suo modo di essere. Non fraintendiamo: la sua esistenza non era certamente una vita piatta o incolore, me per indole o per scelta aveva sempre amato quella via mediana, la via del compromesso che se non esalta, almeno non ti viene a scombinare ogni due minuti i piani…
In definitiva non esisteva frattura tra un attimo e l’altro in cui la determinazione avesse potuto incidere indelebilmente il percorso dei suoi trentanove anni. Nessun colpo di testa, nessuna scelta dettata dalla passione, ma solo una lunga pianificazione in cui il criterio dei pro e dei contro aveva determinato ciò che era conveniente e ciò che non lo era.
Quello che avvenne quel pomeriggio mentre, sprofondato nei suoi pensieri, sedeva nello scompartimento della metropolitana è difficile da spiegare. Dove fosse iniziata la frattura a quella monumentale diga di contenimento alle passioni estreme o all’irrazionalistico, il punto esatto dello sbriciolarsi di tutto il patrimonio di giorni e giorni di intricati concatenamenti logici nessuno potrà mai dirlo con precisione. Ma ciò che non lascia spazio all’interpretazione è che quel pomeriggio la sua vita subì una svolta. Forse, viste nell’economia globale, le conseguenze paradossali a cui sarebbe arrivato non erano altro che le conclusioni di un lungo districarsi di passaggi dialettici, a cui la stessa razionalità aveva dato il beneplacito. Un’invisibile catena al cui ultimo anello non ne succedeva un ulteriore, un’infinità conclusa, un’enorme congiunzione di strade che si riduceva ad un’unica strada, ad un senso unico ed, infine, ad un vicolo cieco.
Forse l’irrazionalità è l’unica conclusione logica della logica del pensiero occidentale, da sempre pericolosamente in bilico tra il trascendente e il materiale."
D. Gentle - Utopya
Forse anch’io ho bisogna di una svolta.. prima che sia troppo tardi
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