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Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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giovedì 14 agosto 2008 - ore 09:38


Sante il bandito ha troppo vantaggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ferragosto in città. qualcuno di voi conosce forse un momento dell’anno più divertente del ferragosto in città? Ma soprattutto: qualcuno di voi ha mai passato ferragosto a Treviso? No, non credo.
Voi no, io sì. Io so cosa significa, e non lo auguro a nessuno.
Sento già scorrere nelle mie vene un veleno al quale sono ormai diventata immune, ma che spruzzo in faccia ad ogni avventore che mi si presenti sotto forma umana, animale o vegetale nei giorni del week end di ferragosto.
La città silente, solo qualche cucciolo lasciato in libertà da padroni poco attenti – o poco interessati al relax dei loro vicini di casa. Pochi locali aperti, cosicché Treviso diventa un covo di ultraottantenni che colonizzano ogni spazio pubblico e privato. Sono aperte quasi solamente le gelaterie, e questo dato ben conferma la drastica diminuzione degli stati alcolemici in centro e il pauroso aumento di donne che il 17 agosto comprano gallette di riso e prugne.

La questione che si pone allora è più semplice di quanto sembrerebbe: le città, tutte le città, si svuotano a ferragosto, non ci piove (a parte ieri sera, ma era il 13). Ma l’assioma su cui lavoreremo è il seguente:
la città è vuota e i supermercati sono affollati. E qui torniamo al fattore "media statistica dell’età dei residui cittadini".
Qual è una delle poche distrazioni per l’anziano? Fare la spesa, lo si sa. Mia nonna me lo dice sempre. È l’unico posto in cui si possa incontrare qualcuno d’estate, si fa qualcosa per la casa, si riempie il frigorifero per quando arriveranno ospiti, c’è la musica che suona e si sta al fresco – elemento da non sottovalutare. A me piacciono i supermercati perché penso che se proprio dovessi rimanere bloccata in un posto, tipo sequestro di persona, o che ne so, causa imminente guerra nucleare tutti gli abitanti sono costretti a fermarsi nei posti in cui sono in questo preciso momento passeranno i militari a sprangare ogni possibile uscita, ecco, io vorrei in quel momento essere in un supermercato.
Resta il fatto che i supermercati sono sempre pieni a ferragosto, non so se l’avete mai notato. Secondo me questi vanno in ferie tutti i pomeriggi e stanno fuori fino a dopo cena, perché se no la cosa non si spiegherebbe. La gente viene a fare la spesa e poi parte. Ogni mattina.

Mi sembra di essere entrata nel giorno della marmotta con Bill Murray.



La gente a ferragosto non c’è, i giovani sono scomparsi, inghiottiti da qualche discoteca sulla spiaggia, le famiglie cercano refrigerio in montagna. E tutti gli altri vanno al supermercato. Tutti fanno la spesa, si dovrà pur mangiare, dite voi, e ok. Ma poi anche queste persone scompaiono, perché la sera i nonni vanno a letto presto, se no come fanno a svegliarsi alle 5, dico io, e ok. Ma finisce che, in giro dalla mattina alla sera, a Treviso ci sono solo io.
Era una constatazione, non pretendo la vostra carità o la vostra comprensione. La mia era una constatazione amichevole. Ho sbattuto su questa idea e ve l’ho raccontata, tutto qui.

L’anno scorso a ferragosto avevo un obiettivo, perché il 15 è il compleanno della Dany e la settimana prima ero generalmente impegnata a cercare un regalo, a pensare con lei al menù, a dove fare la cena, se farla o se non farla, dove andare dopo eccetera. Compleanno di cui vorrei postare alcune diapositive, per non dimenticare.





Beh, quest’anno mi è saltata anche questa imprescindibile cerimonia, la città si è paurosamente svuotata (ma chi l’ha detto che gli italiani hanno risparmiato sui viaggi, a me sembrano tutti in vacanza), gli amici se ne stanno tutti spaparanzati in qualche meta sublime, tutti tranne me e la Arianna. Della quale avrei piacere mostrarvi una foto, ma non ne sono in possesso. Primo perché la Ari non vuole farsi fotografare, secondo perché ho prestato a Sandro e Alvise la mia macchina fotografica per andare in Scozia. Ciò significa che dovrete aspettare ancora per vedere la mia amica Arianna.
Non molto, dai, la prenderò di sorpresa.
Detto questo.
Buon ferragosto. Devo cercare qualcosa da fare domani sera. Assolutamente.
Suggerimenti? No mete balneari, io in macchina per il mare il 15 agosto non mi ci metto. Grazie.



L’amore segue i passi di un cane vagabondo – Diaframma

Seduti a tavola di quel misero caffè
tu come stai... bla... bla... bla
io come sto... bla... bla... bla...
che senso c’è, a unir parole con le altre
che senso c’è, qui non si arriva a niente
e amore, se vuoi mangiare fallo con le mani,
fossi in te non mi riguarderei.

Il cameriere ci ha sorriso, altrimenti nessuno mi ama,
io voglio aspettare che la fame cresca
e che magari non passi mai.
Hai un vestito nuovo? No, è lo stesso rivoltato...
Usi secche pulizie?, o hai soltanto simbolismi oscuri...
Il vero amore... il vero amore
Il vero amore forse è là fuori,
il vero amore è lontano
nelle ruote del mio furgone
nel suo motore ormai nuovo...
E’ negli occhi del cameriere,
dentro i suoi muscoli giocondi.
Il vero amore è negli occhi dei cani vagabondi,
il vero amore sorride soltanto ai cani vagabondi,
il vero amore è negli occhi di un cane vagabondo.
Il vero amore è nei passi di un cane vagabondo,
il vero amore sorride soltanto ai cani vagabondi,
il vero amore è negli occhi di un cane vagabondo.


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