STO LEGGENDO

Che dei libri possano sconvolgere a tal punto la nostra coscienza e lasciare che il mondo vada a rotoli ha di che toglierci la parola.
Daniel Pennac
HO VISTO
Ecco che se ne va. Uno dei prototipi di Dio, un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per le produzioni di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire.
"Che modo imbarazzante di morire". "Certo, ma niente è in confronto a Walter, mio cugino". "Com’è morto?". "Si è spezzato il collo". "E sarebbe imbarazzante?". "Se l’è spezzato cercando di succhiarsi il cazzo"
STO ASCOLTANDO







ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
dire l’incredibile e fare l’improbabile
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.
Hank
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) ..i capelli in disordine! l'umido li increspa maledettamente...uffi!
2) rendersi conto di vivere una vita che non è la tua
3) Lo Squaraus in un posto frequentato e senza BAGNI!!!
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) essere i campioni del mondo e sfottere i vicini tedeschi,francesi puzzoni ecc..
3) vedere un sorriso dove non c'è mai stato
4) il kebab
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Tuesday, August 19, 2008 - ore 20:39
Eclissi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
dopo una cena e una partita a polli capita di volersene tornare a casa da soli, a piedi. E se questo mi sembra strano, adesso, non lo capisco. Quand’ero un moccioso avevo molto più coraggio, sicuro. Ma ora che sono un uomo e mi merito di passare le mie giornate in ufficio, se mi capita una cosa come quella che sto per raccontare ci tengo a ricordarla.
Camminavo in una delle poche viuzze di campagna che sono rimaste ad Abano, pochi chilometri di vero buio alle 2 di notte. Dopo i primi momenti di smarrimento i miei occhi si stavano abituando all’oscurità e notai che la luna era come quella della bandiera turca. Qualcosa però si stava muovendo, l’ombra della terra credo, un eclissi. Arrivai davanti a una recinzione che conoscevo, li dentro ci viveva un cavallo, un pony o qualcosa del genere. Sentivo che stava correndo, distante, per i cazzi suoi. Poi cominciò ad avvicinarsi.
Io mi fermai, non so perchè ma ero sicuro che lui fosse incuriosito. Si avvicinò piano, e poi lo vidi. Era bello. Forse era la luna, forse mi sentivo solo, ma vedere quel cavallo avvicinarsi piano piano mi fece sorridere. Lo guardai per un po’ e mentre decidevo cosa fare per salutare l’amico, passò un auto. Ripresi il cammino, piano, perchè l’impressione che può dare un tipo fermo alle due di notte, in una strada buia come la notte, improvvisamente abbagliato da due fari accecanti, mi metteva in imbarazzo. Appena tornò il silenzio mi voltai verso il cavallo e feci quel suono che si fa ai cavalli quando devono partire, lo so perchè quando ero un moccioso ci salivo sopra ai cavalli, e facevo pure i salti. Lui cominciò a seguirmi piano, attento ai miei passi. Arrivati alla fine del recinto lui si fermò, fece un verso tipo quello che fanno sempre i cavalli quando sbuffano. Restò li, a fissarmi mentre mi allontanavo.
Poi mi fermai a pisciare, illuminato da una luna che diventava sempre più rotonda, e sorrisi guardando un campo di pannocchie.
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