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Wednesday, June 23, 2004 - ore 17:32
da sanihelp
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Curare il diabete senza punture, ora si può
ultima revisione: 21/06/2004
L'alternativa alle tradizionali punture di insulina ora esiste: è l'insulina inalata. Recenti studi hanno confermato, oltre alla comodità per il paziente, anche la sua efficacia e sicurezza.
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Per chi è affetto da diabete di tipo 2, quello in cui l'iniezione di insulina esterna non è vitale, sono in arrivo buone notizie.
Durante il 64° Congresso dell’American Diabetes Association sono stati annunciati i risultati relativi allo studio di una nuova forma di cura, l’insulina inalata, cioè un’insulina pronta in polvere secca da assumere per via inalatoria.
I dati dimostrano che questo trattamento mantiene un controllo glicemico prolungato senza compromettere la funzione respiratoria.
Un’analisi cumulativa su due studi della durata di un anno, condotti su 627 pazienti con diabete di tipo 2, ha dimostrato infatti che i soggetti cui è stata aggiunta l’insulina inalata al consueto regime terapeutico non hanno dimostrato effetti clinicamente significativi sulla funzione respiratoria rispetto ai pazienti trattati con i soli ipoglicemizzanti orali.
Un’ulteriore analisi su 209 pazienti, 159 dei quali trattati con insulina inalata per tempi variabili fino a quattro anni, ha poi confermato l’efficacia e la sicurezza della nuova insulina nei pazienti con diabete sia di tipo 2 sia di tipo 1, ossia dipendenti da insulina.
«I risultati di questi studi dimostrano che in questo gruppo di pazienti l’insulina inalata si può considerare efficace e ben tollerata» ha dichiarato l’endocrinologo britannico Anthony Barnett, coordinatore dello studio e ordinario di Medicina all’Università di Birmingham. «Emerge, inoltre, l’indicazione che le variazioni della funzionalità polmonare sono clinicamente lievi, simili nei due gruppi di trattamento e non evolutive».
Oltre a valutare l’efficacia e la sicurezza, questi studi prevedevano anche sottoanalisi relative alla soddisfazione verso la terapia da parte dei pazienti in cui gli ipoglicemizzanti orali si erano rivelati inefficaci.
«In questi studi, i pazienti non hanno avuto alcuna difficoltà nell’integrare l’insulina inalata nei loro regimi terapeutici quotidiani» ha affermato Marcia A. Testa, docente alla Harvard School of Public Health e responsabile delle sottoanalisi.
Il vantaggio principale è quello di poter evitare le fastidiose iniezioni multiple utilizzate per la terapia insulinica tradizionale, spesso mal tollerate dai pazienti.
L’insulina inalata, quando disponibile, può aiutare il paziente a raggiungere il controllo glicemico senza ricorrere a ulteriori iniezioni, e questo assegna al nuovo prodotto il ruolo di promettente opzione terapeutica per il trattamento dei diabetici.
La nuova insulina da assumere per via inalatoria è stata sviluppata per l’uso da parte dei pazienti con diabete di tipo 1 e di tipo 2, grazie a una collaborazione tra Pfizer Inc. e Aventis.
Per averla, però, bisognerà attendere: la richiesta di registrazione centralizzata per l’Unione Europea è stata sottoposta all’European Medicine Evaluation Agency (EMEA) all’inizio del 2004.
di Silvia Na
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