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uh! ..eh sì! gli assomiglia proprio tanto...ciaomicio!
mmmiciooo
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STO STUDIANDO...
UOMO D’ACCIAIO
Till Lindemann è la più enigmatica star del metal. Parlando con un candore senza precedenti, il frontman dei Rammstein si apre su pornografia, punk-rock e sul suo passato sovversivo…
Till Lindemann non dà mai molto di sé nelle interviste. Ma a giudicare dalla propensione per un rock’n’roll tempestoso tinto di industrial della sua band, verrebbe da pensare che la potente ed imperscrutabile voce dei Rammstein sia spaventosa quanto la musica che fa.
E invece, indovinate? Proprio ora è seduto nella elegantissima Executive Suite dell’ultra sfarzoso Sanderson Hotel di Londra. Un interprete tedesco\inglese siete accanto a lui. Molto tranquillo.
“Oh salve – dice Lindemann, alzandosi per una stretta di mano che sembra una trappola per orsi – Siediti. Vuoi del caffè?”.
Certo. Probabilmente ne vorrà anche tu – hai davanti una pesante giornata di interviste.
“Oh, ma non importa – dice in un inglese da baritono, aprendosi in un debole sorriso – Siamo una band tedesca, per cui è ancora un mistero per noi come abbiamo potuto avere un simile successo.”
MA COSA VUOL DIRE “TEDESCO”? TU SEI CRESCIUTO NELLA GERMANIA DELL’EST – UN PAESE SOCIALISTA
(Attraverso l’interprete) E’ vero. La vita prima della riunificazione della Germania (nel 1990) ha avuto una grandissima influenza su di noi. Il nostro mondo è divenuto molto più grande quando è caduto il muro.
SEI CRESCIUTO GELOSO DELL’OCCIDENTE?
Si certo, si parlava sempre di blue jeans e Matchbox cars, ma non erano queste le nostre peggiori privazioni. A volte riuscivamo a prendere delle stazioni radio dell’Ovest, ma ci sentivamo molto tagliati fuori, perché era proibito. Registravamo segretamente la radio su cassetta, ma ciò che facevamo era molto illegale. C’era un mercato nero per gli album di paesi non socialisti, ma costavano l’intero stipendio di un mese.
A QUALI GRUPPI ASPIRAVATE DI PIU’?
I Kiss in special modo, e uno dei momenti più emozionanti della mia vita è stato quando i Rammstein gli hanno fatto da spalla. Man mano che diventavano famosi sono diventati anche un gruppo assolutamente vietato, con tutto quel sangue, poi hanno messo le “SS” bel nome che assomigliavano alle “SS”che gli ufficiali Nazisti indossavano. Un enorme taboo. Le persone segretamente portavano delle loro piccole foto, che erano un grandissimo “no-no” (ride).
QUINDI HANNO AVUTO UNA QUALCHE INFLUENZA?
(Parlando improvvisamente in inglese fluente) Certamente. Questo a causa di ciò che significavano nella Germania dell’Est. (Tornando al tedesco) Negli Stati Uniti l’americano medio non ha assolutamente idea della storia, e non capisce quanto provocatorie possano essere le “SS” o gli elmetti nazisti. È la loro totale incapacità di conoscere qualcosa di storia, di avere una idea di ciò che si sta realmente dicendo. Per loro è solo scenografia.
QUINDI I RAMMSTEIN SONO PROVOCAZIONE?
(Scuotendo la testa) Non è tanto provocazione. È rompere i taboo per avere impatto. È punk-rock. Sbattere un cucchiaio sul tavolo è provocatorio in un paese in cui è proibito. Punk rock è rischio, ed è tutto relativo al contesto in cui sei.
ALLORA AVETE DOVUTO EVITARE CHE CRESCESSERO LE AUTORIZZAZIONI?
Era molto bizzarro a quei tempi. Se eri in una band dovevi apparire davanti ad una commissione di stato e suonare tutta la tua setlist per essere approvata, dopodiché ottenevi la licenza di suonare esattamente quei pezzi e nient’altro, nessuna improvvisazione, altrimenti ti saresti trovato in grossi guai. Perfino ciò che dicevi tra una canzone e l’altra doveva essere approvato, per cui parlare di politica era fuori questione. Potevi chiacchierare con il pubblico, ma tutto il resto era intoccabile.
MA TU HAI SUONATO IN UNA PUNK BAND, I FIRST ARSCH, PRIMA CHE CADESSE IL MURO…
Sì ed era incredibilmente divertente, ma lo facevamo in barba al pericolo. Trovavamo edifici abbandonati fuori città o fabbriche vuote e montavamo l’equipaggiamento su un rimorchio così se venivamo scoperti potevamo scappare via in fretta. C’era un passaparola sul giorno in cui ci sarebbe stato un concerto da qualche parte. Si posizionavano delle spie e delle vedette per la polizia e ricorda, non avevamo cellulari a quel tempo per cui non era facile. (Sorridendo nostalgicamente) Ci davamo 90 minuti per montare, suonare e poi scappare via in tutte le direzioni.
DEVI TROVARE NOIOSO SUONARE IL ROCK ORA CHE E’ LEGALE
No, ma è tutto molto diverso oggi. Si parla tanto di provocazione, ma non c’è veramente quel senso di eccitazione e tensione, in una cultura che accetta quello che stai facendo. I Green Day sono veramente una buona band, ma non c’è quel “crepitio”. (In inglese) Il vero spirito del punk è andato. È morto coi Sex Pistols o ora non ha una anima perché in esso non c’è resistenza.
SEI MAI STATO ARRESTATO?
No, ma eravamo molto furbi al riguardo. Andavamo dal Dipartimento Culturale dicendo che volevamo fare un grande evento artistico, con film, quadri è un po’ di musica, per camuffarlo come evento multiculturale. E loro: “Oh, la cultura va bene”. Poi mettevamo insieme una manciata di band e gli facevamo suonare tre canzoni. Questa “sovversività” ha avuto una grande influenza su ciò che faccio oggi.
MA TUO PADRE ERA UN POETA E TUA MADRE UNA SCRITTRICE – SICURAMENTE ANCHE QUESTO E’ STATO UN FATTORE…
Sì, ma quando ero molto più giovane. Il mio piano originale era pesca in alto mare, e mio padre molto gentilmente mi ha detto: “Non vuoi pensarci su? Magari fare qualche studio, prendi l’arte per esempio…”. Era veramente incazzato con me. La sua capacità d’osservazione, il fatto che lasciasse i suoi appunti in giro per casa, o che spariva nei boschi a cercare ispirazione – non ero interessato a questo a quel tempo. Ma mi è rimasto dentro. Gli avevo detto che sarei sempre potuto tornare indietro e diventare un autore. In un certo senso l’ho fatto.
ERI UN CAMPIONE DI NUOTO MA SEI STATO CACCIATO DALLA SQUADRA. ALCUNI DICONO CHE E’ STATO LO STRAPPO AD UN MUSCOLO, ALTRI QUALCOSA DI PIU’ SINISTRO…
Eravamo ai Junior European Championship a Firenze e siamo scesi per la scala antincendio nel bel mezzo della notte per cercare quei piccoli sexy shop dove trovare riviste porno. Per un ragazzo della Germania Est era un sogno vedere delle riviste porno perché erano proibite (ride). Gli allenatori non ne sono stati felici.
E AVETE LOCALIZZATO I PORNO?
No, ed è stata una grande delusione. Nel villaggio in cui sono cresciuto c’era un ragazzo che aveva l’unica foto porno. Sembrava la mappa dell’Isola del Tesoro (strappa una pagina dal suo blocchetto delle traduzioni e la stropiccia). Questo pezzo di carta è stato piegato, toccato e tastato innumerevoli volte. Era così sbiadita che dovevi alzarla controluce per vederci qualcosa, ed era tenuta in una piccola busta di plastica. E ogni volta: “Vuoi vederla? Allora comprami una limonata. L’hai tenuta troppo, ora ridammela”.
Intervista di Kerrang - Traduzione di Jadax
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Friday, August 22, 2008 - ore 10:01
TRAUMA DA RIENTRO?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
OCCORRONO URGENTI FUSA....
Problemi di stress?
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In Francia un veterinario propone un singolare rimedio. Vende via Internet un cd con le fusa del gatto. E’ convinto che i suoni bassi, profondi e misteriosi emessi dai felini abbiano un effetto molto rilassante sull’uomo.
Jean-Yves Gauchet cura gli animali a Tolosa e per il curioso cd, acquistabile ha registrato il suo micio Rouky.
L’ha portato in una sala di incisione e a forza di coccole e carezze lo ha registrato una ventina di volte mentre si abbandonava a quegli enigmatici rumori fruscianti. Sul cd ha alternato sequenze ’nature’ ad altre mixate con la musica.
Il dottore ha incominciato a credere nelle virtu’ terapeutiche delle fusa (un meccanismo tuttora poco noto, non e’ nemmeno certo quali organi siano in gioco!) qualche anno fa, quando gli e’ arrivato in ambulatorio un gatto in punto di morte.
In genere si pensa che i gatti e gli altri felini (leone e pantere non sono da meno) emettano vibrazioni sonore solo quando sprizzano felicita’ da tutti i pori ma non e’ vero: ’Quel gatto malato - spiega il dott. Gauchet - faceva le fusa per partecipare alla sua guarigione. Produceva quel suono per attenuare, per sopportare il dolore. Le fusa possono essere una reazione disperata dell’organismo per resistere alla malattia’’.
Editore di ’Effervesciences’, una rivista di divulgazione scientifica con tiratura di 17.000 copie, il vulcanico veterinario di Tolosa ha approfondito la sua intuizione con l’aiuto di alcuni specialisti del suono e si e’ convinto di aver visto giusto.
’’Se si analizza lo spettro sonoro di un gatto che fa le fusa - spiega - si scoprono tonalita’ molto gravi, da 25 a 50 hertz di frequenza. Tonalita’ basse, molto ben conosciute dai compositori di musica, perche’ permettono di provocare delle emozioni’’.
Nell’uomo l’ascolto delle fusa feline avrebbe un impatto calmante perche’ tra l’altro attiverebbe i neuroni che producono serotina. L’effetto sarebbe particolarmente forte su chi ha gia’ avuto o ha fruttuose interazioni con gatti in carne e ossa.
gli hanno scritto cantando spesso e volentieri le lodi della ’’ronronterapia’’ (in francese far le fusa si dice ’’ronronner’’): avrebbe ’’un impatto molto positivo sul sonno’’, porterebbe ad un ’’relax profondo con percezione di una luce viola’’, stimolerebbe la ’’immediata e notevole diminuzione dello stress’’.
Piu’ di un acquirente gli ha pero’ evidenziato un limite:’’il cd non vale un gatto vero che fa le fusa’’.
Il potere terapeutico delle fusa
Perché il gatto fa le fusa? Sembra scontato rispondere: perché è soddisfatto, prova benessere, o per comunicarci qualcosa. Ma non è altrettanto noto che il gatto fa le fusa anche in altre situazioni meno piacevoli: quando soffre o è ferito, durante il parto e perfino in punto di morte.
Fare le fusa è un particolare modo di respirare, dovuto alla vibrazione delle cosiddette pieghe vestibolari, poste nella laringe accanto alle vere corde vocali, che vibrano alla frequenza di circa trenta volte al secondo durante il passaggio dell’aria. In pratica, quando fa le fusa, il gatto semplicemente respira in modo pesante, più o meno come quando noi russiamo.
Ma un gruppo di ricercatori ha provato ad andare oltre queste spiegazioni tradizionali, fino a ipotizzare una finalità particolarissima delle fusa: l’autoguarigione. Vediamo come.
Gli autori di questo studio appartengono al Fauna Communications Research Institute di Hillsborough (North Carolina), associazione non-profit, presieduta dalla dr.ssa Elizabeth von Muggenthaler, che si dedica allo studio della comunicazione animale; i ricercatori di questo team ritengono che molti animali (ad esempio i delfini, i rinoceronti, gli elefanti ed alcune giraffe) abbiano un linguaggio strutturato, che sia possibile la comunicazione interspecie, e che si possano perfino stabilire delle relazioni terapeutiche fra animali e umani.
Nel caso specifico, hanno registrato le fusa di piccoli felini, trovando che le loro frequenze dominanti erano nel range di 23-30 Hz per i gatti e di 20-140 Hz per gli altri felini. Più in particolare la frequenza dominante per le fusa del gatto domestico sarebbe di 25 Hz con una forte presenza dell’armonica a 50 Hz. Questi dati hanno incuriosito i ricercatori, giacché tali frequenze sono sembrate loro curiosamente simili a quelle dimostratesi efficaci, secondo taluni, nell’uomo, nelle terapie fisiche a base di vibrazioni contro il dolore e le patologie muscolo-tendinee.
I nostri autori si sono dunque chiesti se non poteva esserci una relazione fra questo effetto e la straordinaria capacità, attribuita al gatto, di sopravvivere alle cadute, guarendo rapidamente dalle fratture ossee e dalle altre lesioni riportate, cioè in pratica se le fusa non costituiscano un meccanismo naturale di guarigione.
Le molte vite dei gatti
In tutte le tradizioni popolari si narra di come i gatti dispongano di molte vite (sette dalle nostre parti, nove nei paesi anglosassoni). Secondo altre credenze, se si mettono in una stanza un gatto ed un mucchio di ossa rotte, queste si riparano. Oltre a ciò, si racconta che i veterinari avrebbero da tempo notato che la guarigione di una frattura ossea è più veloce nei gatti rispetto ad altri animali domestici, ad esempio i cani.
Secondo le statistiche veterinarie la sopravvivenza dei gatti alle cadute da grandi altezze è notevole. In una di esse, il 90% di 132 gatti era comunque sopravvissuto, nonostante una media di 5.5 cadute ciascuno da grandi altezze; molti di questi esemplari erano precipitati più di 7 volte e uno addirittura 45 volte [1]. Ci si è domandati allora: questa sorprendente capacità potrebbe essere dovuta ad una più veloce guarigione delle fratture ossee? E la ragione di questa rapidità potrebbe essere l’effetto terapeutico delle vibrazioni prodotte durante le fusa?
Nel 1999 il dr. Clinton Rubin ha pubblicato uno studio in cui si dimostra che nelle ossa di gatti sottoposti a vibrazioni a frequenza compresa fra 20 e 50 Hz, si creano velocemente delle strie di accresciuta densità ossea [2]. Una migliore ossificazione è stata evidenziata in gatti posti su di una superficie vibrante per 20 minuti al giorno [3]. Analoghi risultati sono stati descritti sui conigli, nei quali il processo di guarigione sarebbe risultato più veloce quando sottoposti a vibrazioni a 25-50 Hz [4].
Nell’uomo, le vibrazioni a basse frequenze sarebbero utili contro il dolore e le contratture muscolo-tendinee [5]. Inoltre sono presenti in commercio molte apparecchiature per la stimolazione biomeccanica dei muscoli, che dovrebbe servire ad aumentarne la massa e la forza.
Fusa e guarigione
Collegando i diversi dati in loro possesso (l’effetto anabolico delle basse frequenze, gli studi sulla guarigione delle fratture, gli studi sulle cadute, gli effetti della terapia biomeccanica sui muscoli e tendini, e non ultimo le credenze popolari) i nostri ricercatori americani ritengono non del tutto priva di senso l’ipotesi che le fusa costituiscano un meccanismo di guarigione che può avere portato ad un vantaggio selettivo fra i gatti ed i piccoli felini in genere.
In una prospettiva più ampia, la conoscenza dell’effetto delle vibrazioni a bassa frequenza sulla struttura ossea, se confermato, potrebbe avere importanti ricadute: potrebbe ad esempio aiutare a prevenire la decalcificazione ossea nei lungodegenti a letto, oppure negli astronauti che si trovano in assenza di gravità.
Purtroppo non sembra che siano stati condotti soddisfacenti studi sulla guarigione ossea nei piccoli felini, mentre ne sono stati compiuti sulle tigri, che non fanno le fusa. D’altro canto i ghepardi, che non fanno le fusa, guariscono anche loro rapidamente dalle fratture ossee.
Viene dunque proposto di effettuare degli studi controllati, anche se appare piuttosto improbabile potere reperire gatti di controllo, cioè che non facciano le fusa, e probabilmente un gatto che non fa le fusa è quasi sempre un gatto che ha qualche problema fisico. Né d’altra parte lo si può privare sperimentalmente di questa capacità, perché un tale trauma interferirebbe sull’esperimento.
Fra gli esempi aneddotici citati ce n’è uno in cui un gatto, con gravi difficoltà respiratorie era migliorato sensibilmente non appena aveva potuto riprendere a fare le fusa, come se queste avessero aumentato la pervietà delle vie respiratorie, ma viene più facile pensare che le due condizioni siano migliorate parallelamente [6].
L’effetto Internet
La pubblicazione su Internet dei risultati preliminari di questa ricerca (nonostante le avvertenze degli autori di non prenderle troppo sul serio e di considerarle solo una ipotesi di lavoro) ha avuto una certo eco, suscitando i commenti più disparati. Appaiono emblematiche le inevitabili "conferme" di tanti amanti dei gatti, chiara dimostrazione di come un’idea abbastanza suggestiva possa indurre, per quanto altamente improbabile, a ingiustificate e acritiche validazioni a livello popolare.
Il materiale originario è stato ripreso da alcuni giornali, ed in particolare dal Telegraph di Londra [7], suscitando interesse o derisione. In effetti l’articolista, come accade troppo spesso, ha presentato come dimostrata quella che invece è semplicemente una ipotesi, scrivendo testualmente "Alcuni scienziati hanno scoperto che le fusa dei gatti sono un meccanismo naturale di guarigione, che ha aiutato ad ispirare il mito che essi hanno nove vite […] fare le fusa aiuta le loro ossa e organi a guarire e crescere più forte […] ciò spiega perché i gatti sopravvivono alle cadute da alti edifici". L’articolista inglese sottolinea il fatto che i racconti popolari sulle molte vite dei gatti hanno certamente un qualche fondo di verità e che questa teoria potrebbe chiarire finalmente un mistero che dura da almeno 3000 anni. In sostanza, il fatto che le fusa aiutino a guarire avrebbe un senso selettivo più del fatto che il gatto manifesti semplicemente la sua contentezza. Viene inoltre sottolineata l’importanza che potrebbe avere la conoscenza dell’effetto delle basse frequenze su chi soffre di osteoporosi e ha difficoltà ad eseguire esercizi fisici.
Altri commenti sono rintracciabili sul sito stesso del Fauna Communications Research Institute (www.animalvoice.com) e su alcune liste di discussione. Fra chi è stato favorevolmente impressionato dalla ricerca, ad esempio, vi è una donna che soffriva di insonnia e di cefalea per una frattura al collo, e che ha riferito di sentirsi meglio dormendo con il gatto poggiato sul collo e che ha anche riferito che un tempo trovava sollievo quando viaggiava in treno o in auto, forse a causa delle vibrazioni dei mezzi. Secondo un altro lettore, che aveva posseduto un gatto siamese per ben 18 anni, l’animale capiva quando lui aveva bisogno di sollievo e gli si gettava al collo facendo le fuse, e ciò gli era stato più utile di tanti farmaci e terapie; inoltre egli aveva notato che invecchiando il gatto faceva le fusa più a lungo e più forte, come se volesse comunicargli il suo segreto.
Fra gli scettici, chi trova priva di senso questa teoria sottolinea come i gatti, anche se avessero acquisito la caratteristica di guarire con le fusa sarebbero comunque morti molto prima di potersene avvalere, essendo destinati, dopo una rovinosa caduta, a morire di fame o divorati dai predatori. L’accelerazione della guarigione per effetto di vibrazioni a bassa frequenza potrebbe anche essere un meccanismo efficace, ma è difficile pensare che abbia effetto concreto sul gatto nel suo ambiente naturale; e d’altra parte, quando le lesioni ossee sono di entità modesta, il gatto sopravvive comunque. Fra l’altro, tutti gli animali che hanno quattro zampe sopravvivono e camminano, anche abbastanza bene, se debbono fare a meno di una.
Si possono inoltre porre molti interrogativi: perché gli altri animali, ad esempio i cani, non avrebbero tale meccanismo di autoguarigione? E perché invece, quando sono contenti, scodinzolano?
Spiegazioni evoluzioniste
Tutti i piccoli felini come il gatto domestico e quello selvatico, la lince, il puma e alcuni grandi felini, come il leone e il ghepardo, fanno le fusa; ma nessuno ha mai capito perché. Anche i lemuri, che si fratturano frequentemente le ossa degli arti e ne guariscono con discreta facilità, fanno le fusa.
Dal punto di vista evoluzionistico, non appare chiaro il vantaggio selettivo di questo comportamento. Si potrebbe pensare ad esempio che le fusa siano una forma di comunicazione, per esempio una specie di ninna nanna per i gattini. Ma poiché il gatto fa le fusa anche quando partorisce e quando è seriamente ferito, ci dovrebbe essere una ragione più forte per questo comportamento, considerato fra l’altro che in questo modo il gatto spreca delle energie, preziose quando è malato.
Si sa che dopo un trauma aumenta la produzione di endorfine, che hanno anche un effetto antidolorifico e potrebbe anche darsi che i gatti in queste circostanze provino una sensazione di benessere che li spinge a fare le fusa; negli uomini, che non fanno le fusa, si ha ad esempio un aumento della liberazione di endorfine durante l’orgasmo; ma ciononostante nessun anestesista ha finora proposto di usare l’orgasmo per ridurre il dolore operatorio.
Alla fine, l’ipotesi proposta che i gatti, animali "divini" per eccellenza, userebbero spontaneamente la propria capacità autoguaritrice, potrebbe essere solo una abile mossa per attirare un poco più d’attenzione nel mondo scientifico verso questo nostro amico domestico.
Il meccanismo di caduta dei gatti dai palazzi è stato abbastanza studiato. Si è stabilito che esiste un intervallo critico di altezza entro il quale il gatto si produce danni seri. Per una altezza minore rimane illeso, mentre per un altezza maggiore i danni non aumentano. Infatti, quando un oggetto cade, ad un certo punto la forza di spostamento dell’aria diviene pari a quella esercitata dal peso dell’oggetto che per tale motivo non accelera ulteriormente
Questa velocità massima raggiungibile da un corpo in caduta viene definita velocità terminale. Essa è tanto più bassa quanto maggiore la superficie dell’oggetto e minore la sua massa. Inoltre il gatto tende ad aggiustare in maniera ottimale la sua posizione durante la caduta, riducendo ulteriormente questa velocità. Per questa ragione, paradossalmente, i gatti che cadono dalle maggiori altezze si producono spesso meno danni di quelli che cadono da altezze intermedie.
RIFERIMENTI : 1] Whitney W., Mehlhaff C. (1987): The Journal of American Veterinary Medical Association
[2] Clinton Rubin (1999): Strain mediated augmentation of bone mass and morphology: it is possible to harness the anabolic potential of mechanical stimuli without necessarily requiring exercise? (citato su www.animalvoice.com)
[3] National Geographic, January 2001, p. 11
[4] Chen et al. (1994): The effects of frequency of mechanical vibration on experimental fracture healing (citato su www.animalvoice.com)
[5] Lundeberg, 1983: (citato su www.animalvoice.com)
[6] Cook T.F. (1973): The relief of dyspnoea in cats by purring. New Zeland Veterinary Journal
[7] Harrison D. (2001): Revealed: how purrs are secrets to cats’ nine lives. The Telegraph, 18 marzo
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