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Saturday, August 23, 2008 - ore 17:49
Pregiudizio permaloso
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Domenico Riso era gay. E’ morto nel tragico incidente aereo della Spanair a Madrid. Ed era gay. Faceva lo stewart. Era gay. Stava recandosi alle Canarie per una vacanza. Ed era gay. Amava volare, Domenico. Era gay. Non aveva avvisato di quel viaggio la famiglia, che è rimasta nel paesino siciliano da dove, parecchi anni fa, è emigrato in Francia. Era gay. Viveva a Parigi, insieme al suo compagno Pierrick Charilas, ex campione di aerobica. Anche lui era gay. Anche Charilas e suo figlio Ethan sono morti nell’incidente. Ethan era come un figlio per Domenico, che lo adorava ed era gay.
Se fossimo nei migliore dei mondi possibili, avrei potuto finire il mio post anche al capoverso precedente. Ma siccome siamo in un Paese di permalosoni e di fobici, mi tocca specificare. Ieri, l’arcigay ha accusato pubblicamente i media italiani di aver scientemente censurato l’orientamento sessuale di Domenico Riso dalle cronache dell’incidente avvenuto a Madrid, e costato la vita a 153 persone. «La vita di Domenico Riso è stata avvolta da una cortina fumogena tragicamente ridicola - hanno affermato - E ci siamo chieste e chiesti, quando in questo paese si avrà il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome?». In pratica, l’arcigay voleva che il fatto che Domenico fosse omosessuale fosse messo bene in vista. Come se gli orientamenti sessuali di una vittima facessero da soli notizia; come se facessero di Domenico - guarda un po’ - un «diverso» rispetto a tutte le altre vittime. Eppure, scommetto che se avessero letto ieri il capoverso precedente sui giornali, avrebbero subito urlato all’omofobia.
Se fossimo una società perfetta, senza pregiudizi alcuni, quei «Era gay» del primo capoverso sarebbero scivolati come punti e virgole nella nostra lettura. Invece, no. Perchè esistono due tipi di pregiudizio: quello discriminante e quello permaloso, che vede discriminazione ovunque; che vuole essere «pari» ma si indigna se non è «speciale». Domenico, probabilmente, non aveva nessuna voglia di essere «speciale»; di essere «diverso» per il fatto di essere gay. L’Arcigay è riuscita a far diventare, lui e la sua memoria, tale. Complimenti.
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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