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mercoledì 27 agosto 2008 - ore 14:35
Benvenuta Silvia!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ok, prima di cominciare a riempire il blog di foto mozzafiato di spiaggie e cibi greci è doveroso raccontare la mia esperienza culinaria di ieri sera!
Con la mia amichetta e compagna di viaggi Sede, infatti, sono andata a fare le spese tanto per rimepire un po’ il mio frigo, popolato da limoni, uova primaverili (sia per data che per strane fioriture) e pomodori di altri tempi. Onde evitare di ritrovarmi la casa riempita solo di ingredienti utili a fare insalte greche, ci siamo imbattute nel reparto "piatti etnici" del buchan. E cosa ti ci trovo lì? Il cous cous della barilla! Marca italiana, scritte italiane, ricette in italiano...porto a casa. Ieri sera arriva a casa il mio amoruccio Enrico che solitamente non vuole mai scegliere cosa mangiare a casa mia, ma che per una strana forma di istinti di soppravivenza(o se lo sentiva o la Sede ha fatto bocca) ha portato a casa feta, cetrioli e peperoni. Io ovviamente mi sono imposta con la novità del cous cous e,nonostante la sua lacrimuccia che gridava "insalata greca", non ho desistito e mi son messa ai fornelli. Ed ecco la ricetta per fare il cous cous: per 70 gr di cous cous (1 porzione) occorrono 70ml di acqua e un cucchiaino di olio. Ovviamente a casa mia, oltre a sparire le mie pinne (ma questa è un’altra storia) sono spariti tutti i misurini. Niente, manco un bicchiere graduato della cocacola , dei succhi o della birra..zero! Misure di capacità in casa jager scomparse! Le soluzioni sono due: o pesare l’acqua e poi convertire, oppure prendere un bottiglietta di acqua da mezzo litro! Data l’ora, la fame. la lacrimuccia di Enrico e le mie amnesie sulla conversione da litri a kg prendo in mano la bottiglietta e riempio. Una bottiglia, due bottiglie, tre bottiglie, metti sul fuoco fai bollire, sala e finalmente butto il cous cous, sgrano con la forchetta, metto il coperchio , lascio là 5 minuti a fuoco spento e corro ad asciugarmi i capelli da perfetta casalinga organizzata...Nel tragitto tra la cucina e il bagno, Enrico e la sua lacrimuccia mi fanno "Ma è così liquidosa la cosa?". Non gli do troppo retta, prendo il fon, butto in avanti la testa, attacco il fon..ed ecco l’illuminazione!
Ebbene sì.. nonostante la laurea in biologia e gli anni passati in laboratorio... l’ho fatto... 140 gr di cous cous in 1400 ml di acqua!Non 140 ml ma quasi un litro e mezzo di acqua! Panico! E adesso?Niente cous cous! E no! Col cavolo! tanto cosa ci vuole a far scaldare 140ml di acqua? ci riprovo, cambio pentola, dosi giuste e...zac! Fatto!!ieri sera cena con cous cous gamberetti e asparagi!
Ma cosa ne è stato dell’altra pentola? Ebbene trattandosi di liquido bollente abbiamo deciso di lasciarlo raffreddare e poi buttarlo nel cesso... Il problema è che il cous cous deve essere un lontano parente del riso oppure avere vita propria, perchè nel giro di 20 minuti ha triplicato il suo volume e poi ancora e ancora e ancora... Finchè anche l’idea di buttarlo nel ceso è diventata una pessima idea.. Abbiam deciso quindi di lasciarlo lì e pensarci l’indomani. Prima di andare a dormire ho chiuso la porta della cucina e gli ho lasciatao la finestra aperta si amai volesse uscire...Beh stamattina era ancora lì, però prima di andare via io e Enrico le abbiamo dato un nome. Si chiama Silvia (la poltiglia).. A breve manderò le foto e gli inviti per il battesimo, sempre che mi lasci entrare ancora in cucina!
Ah stasera insalata greca!
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