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Saturday, August 30, 2008 - ore 03:00
Piccoli viaggi
(categoria: " Sport ")
Sono le sette, finalmente a casa. Sono stanco, di una stanchezza che non so descrivere, maliziosa e insolente. Settimana intensa. Nessun impegno in programma per la serata. Maglietta, pantaloncini, scarpe. Cinque minuti di passeggiata, due minuti di stiracchiamenti vari alle mie povere vecchie tagliandate ginocchia. L’odore dell’erba secca si fa sempre più vivo, fino a confondersi nella mia testa, arrivato a rincorrere il serpentone di argine che costeggia il bacchiglione. Il fiato inizia a mancare in fretta, nonostante l’andatura tranquilla, sono lontani i vecchi tempi... non incontro nessuno nella mia strada, a parte me stesso. Immerso nel presente, nel passato, nel futuro. Ripasso mentalmente segmenti di vita, centrifugandoli e rimettendoli assieme in maniera confusa. Sarà il poco ossigeno al cervello. Ho dimenticato l’i-pod, e l’unica musica che mi accarezza l’orecchio è il rumore delle mie scarpe che sgranocchiano la ghiaia sottile. Attraverso il ponte, tra il frastuono di mille macchine in fila al semaforo e aria che puzza di inutilità. Incrocio il mio cammino con qualche persona finemente agghindata che senza dubbio è diretta alla serata culinaria della sagra paesana. L’odore della legna bruciata e della carne alla griglia è un canto di sirene per il mio appetito. Passo velocemente all’altra sponda. Del bacchiglione intendo ovviamente. Il traffico di runners da questa parte è più sostenuto. La fatica inizia a farsi sentire e le gambe cominciano a mollare. Il ginocchio comincia a far male, o forse no, dannato cervello, continui a fregarmi. Incontro un vecchio amico a passeggio in bicicletta, due chiacchere e si riparte. Il sole sta calando inesorabile e il sudore si fa freddo e pungente. Riparto in fretta e all’orizzonte un sole sfuggente lascia dietro di se orme luminose che vanno dal rosso al violetto. Ultimi tratti di strada, da percorrere a passo lento, camminando, con le braccia e le gambe pesanti. E la mente corre, in piccoli viaggi senza meta, ma pieni di significati. E’ bello ritrovare queste sensazioni. Ho voglia di una doccia, di una fanta ghiacciata e di un divano comodo. Quanto è diversa questa stanchezza dalle altre... una stanchezza viva, che avevo quasi dimenticato.
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