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Tuesday, September 02, 2008 - ore 12:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non funziona il telefono di casa da quando abbiamo cambiato compagnia telefonica e mia madre è isolata non riuscendo ad usare il cellulare, lasciandomi con una certa apprensione vista la sua salute precaria. Anche da mio padre le cose vanno come al solito ovvero ogni volta che passo a trovarlo mi saluta depresso chiedendomi se andrò al suo funerale. Rido, ovvio che rido ma è una risata amara che non risolve molto. Faccio il bucato, pulisco dove lui non riesce, cambio aria e cerco di scherzare per vederlo sorridere un po’, magari distogliendolo dai suoi trip stile Banana Yoshimoto su vita, morte e miracoli. Cerco solo di fare del mio meglio, io non sono niente, vorrei salvare questo piccolo mondo che conosco e non vedere più i miei genitori invecchiare ma non ho energie infinite e non possiedo nemmeno alcun potere divino. Mi sono concessa questo viaggio famoso sperando di recuperare le forze dopo più di un anno di lavoro senza tregua ma sono tornata più stanca di prima e con una marea di problemi da risolvere, dalla casa da pulire alla moto bucata e a tutte le spese che non avevo considerato, non ultimo il bollo della macchina da rinnovare anche se praticamente non la usa mai nessuno. Vorrei davvero una mano dal cielo o qualche aiuto inaspettato, la forza che non ho e quell’allegria che un tempo mi dava la carica di prima mattina quando mi innamoravo di tutto e avevo qualcuno al mio fianco. E’ giusto che la vacanza me la debba meritare e dunque, adesso, pago quanto devo e cerco di mettercela tutta. Spero di farcela anche perché non ho alternative, non posso lasciare tutto com’è perché mi sento in dovere di aiutare la mia famiglia così come mio fratello, da parte sua, bada al lavoro e aiuta come può. Non contesto e non rimpiango nulla, questa è solo la situazione del momento ed è temporanea, ho già una certa percezione dello scorrere del tempo ed anche se talvolta un attimo può sembrare eterno questa vita m’ha insegnato che ci son così tante cose che avvengono oltre alla nostra comune umana comprensione da riuscire ancora a commuovermi sotto il grande cielo stellato della notte. Scrivo male e forse saper usare le parole non rientra nel mio mestiere ma vorrei cogliere il senso ultimo di quest’attimo che sto vivendo. Quando tutto sarà diverso, quando un giorno potrò realizzare di trovarmi sola al mondo a dover rispondere di me stessa davanti a Dio, quando i volti cari saranno muti e ogni sforzo sarà compiuto, quando io non sarò più io ma qualcosa di nuovo, forse riconoscerò tra tutti qualche amico, qualche sopravvissuto, chi mi avrà voluto bene e mi sarà stato fedele nel tempo e, in tutto questo, in quell’istante, io saprò di non aver vissuto invano e forse con Dio ci potrò parlare per chiedergli, finalmente, che ne vorrà fare di tutto questo...
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