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Friday, September 05, 2008 - ore 13:18
insegnamento obbligatorio del cattolicesimo
(categoria: " Riflessioni ")
Religione cattolica per tutti
Lo propone assessore istruzione veneto, proteste
(ANSA) - VENEZIA, 5 SET - L’assessore veneto all’istruzione sta lavorando a un disegno di legge regionale per l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica. Secondo l’assessore Elena Donazzan (An), la religione non dovrebbe piu’ essere facoltativa in Veneto, ma per tutti gli alunni, italiani e stranieri, nel programma di studio. Per la dirigente scolastica del Veneto Carmela Palumbo non esiste allo stato possibilita’ che una Regione inserisca nei programmi di studio l’insegnamento obbligatorio della religione.
La religione, le religioni in quanto tali sono forse il tema più discusso da quando l’uomo ha messo radici sul pianeta terra. Uniscono, dividono, esagerano, accomunano, lottano, incoraggiano…sono infiniti i verbi da utilizzare nei confronti della religione. Ciò premesso, l’idea di introdurre l’obbligatorietà della religione cattolica nelle scuole venete, incontrerà sicuramente resistenze e incoraggiamenti. Bisogna affrontare la questione con lucidità ed obiettività. L’argomento è annoso ed irrisolto per cui getterò qui solo alcune impressioni, le più siginifcative.
Dal mio punto di vista la cogenza al cattolicesimo in Veneto potrebbe portare a tali argomentazioni:
1- Dal punto di vista politico:
La sponda favorevole all’assessore indica la necessità di riappropriarsi delle proprie radici della propria dottrina di fede ecc., soprattutto recriminando contro a chi non è italiano ed è immigrato extracomunitario. L’altra ala può dire che l’idea viene da una parte politica che pubblicizza a suo favore il termine libertà ma che può disseminare divisioni sociali; dice un’ala.
2- dal punto di vista giuridico:
Se il cattolicesimo fosse religione di stato, com’era fino alla nascita della costituzione allora la cosa sarebbe corretta. Ma vedendo un po’ di storia scopriremo che il Cattolicesimo venne riconosciuto religione di stato con l’articolo 1 dello Statuto Albertino del 1848, dapprima in vigore nel solo Regno di Sardegna e poi esteso al nascente Regno d’Italia. Dal 1946 la Costituzione repubblicana garantisce, con l’articolo 3, l’uguaglianza degli individui a prescindere anche dalla religione, il che rappresenta l’abolizione de facto della religione di stato in Italia, cui si giunse ufficialmente con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 (Protocollo addizionale, punto 1), e con la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale che sancisce che la laicità è il principio supremo dello stato. Quindi, dal punto di vista giuridico la proposta non sta in piedi.
3- Dal punto di vista sociale
I bambini verranno messi di fronte ad una realtà della quale non possono rendersi conto, come non si rendono conto cosa sia un luogo di culto, non sapranno perché alcuni stanno dentro o fuori. Fino ad ora è sempre stato così, ma credo che ora s’incrementerà la cosa. E a star fuori potrebbero essere italiani, non per forza di cose figli appartenenti a famiglie di fede diversa.
E qui vengono sottintese tutte le disparità sociali,“quello è figlio di”… et cetera et cetera…
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