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Friday, June 25, 2004 - ore 23:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ogni stagione ha il suo lato negativo.
L'estate, per quanto mi riguarda,
ne ha uno:le zanzare. il caldo
per me è un lato positivo e poi quest'anno nn fa caldo Siamo a fine
Giugno, ed il caldo è comunque ancora ancora gestibile.
Ma la tortura di stagione, le zanzare, no.
Mi domando spesso che posizione occupino queste *povere* creature nella catena alimentare e quanto
siano effettivamente importanti
per l'equilibrio ecologico del
pianeta per poter giustificare
la loro esistenza ed impedire il
loro sterminio di massa.
Evitandomi, tra l'altro, la limitazione del ricircolo d'aria
in camera dovuta alla presenza costante di una zanzariera alla finestra (comunque già
completamente spalancata...).
Ora fermiamoci un momento a
pensare alla giornata tipo di una zanzara comune: durante il giorno,
a parte qualche eccezione, probabilmente dorme, dal momento
che non se ne vedono in giro
molte. Poi visto che lavorano
di notte ('ste zoccole!) di
giorno riposeranno.
La sera, diciamo verso le 08:00pm, eccole che decollano. Chi dagli stagni, chi da qualche pozza d'acqua dispersa da qualche parte, chi direttamente da Malpensa.
Ho verificato, mediante personale osservazione statistica, che il
picco massimo di presenza si
ottiene nel periodo tra le
08:30pm e le 10:15pm.
Probabilmente dopo quell'ora
tornano a casa per un pisolino
post-cena...
(Provate ad andare ad una qualsiasi delle feste della birra organizzate
un po' ovunque d'estate e
fateci caso).
Qualcuna però rimane in giro, decidendo di fare nottata
gastronomica.
Ho analizzato con attenzione
la loro strategia d'attacco, e
risulta essere molto accorta e precisa: la zanzara prima procede
con un avvicinamento sulla distanza,
alla ricerca di una traccia della
colonna di anidride carbonica
proveniente dalla sua vittima.
Poi seguendola perde quota con un
volo a spirale, intercettando anche
la fonte di calore emanata dall'obiettivo.
Con grande calma e con infinita
pazienza, e col favore delle tenebre, procede con voli di ricognizione sempre più radenti, intervallati da atterraggi strategici a distanza per riverifica della situazione, volti a localizzare con esattezza e con la massima sicurezza il punto di atterraggio più indicato per il prelievo.
Infine, dopo tanto minuzioso lavoro, avvia la procedura di atterraggio, precisa sull'obiettivo prescelto... atterra, punta il suo "pungiglione" per dare inizio al prel.... SCIAAAAACK!!!!!!!!
Maledetta bastarda. E' da un'ora che sto tracciando il tuo volo.
E adesso buonanotte. Che sono le cinque emmezzo.
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