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Wednesday, September 10, 2008 - ore 18:00
Vuoi mettere cosa vuol dire avere una Ferrari a Cortina?
(categoria: " Riflessioni ")
Diciamo che voi possessori di fuoriserie e case a Cortina mi date orribilmente fastidio.
Fastidio, non invidia.
Con una certa frequenza, in momenti dellanno diversi dai periodi classici di ferie, passo per la ciclabile di Cortina o nelle frazioni più piccole, staccate dal centro. E normalmente durante lanno vedo pricipalmente case disabitate e chiuse. Bellissime case ristrutturate, ma tristemente chiuse.
Mi viene subito da pensare a quale spregevole proprietario possa appartenere una casa del genere. Poi però tendo a farmi passare questo senso di rabbia interno e mi voglio convincere che forse quelle case apparterranno a persone che in fondo la montagna (quella vera) sanno apprezzarla lo stesso e avendone la possibilità si sono comprati una casa a Cortina.
Anche i primi giorni di Agosto (di ogni Agosto) spesso quelle case restano chiuse, ma nei fine settimana o in quei ponti ferragostani, improvvisamente si aprono. E contemporaneamente si "addobbano" di fiori che fino al giorno prima non cerano, ma che comunque fanno apprezzare ancora di più la fortuna di chi la possiede.
Questo almeno finché da attento osservatore non mi imbatto nelle abitudini di certi proprietari. Gli stessi che possiedono per lappunto le fuoriserie.
Al mattino prima delle 10 il piazzale davanti alle abitazioni è vuoto, ma quando rientro dai miei giri in bici improvvisamente quei piazzali vengono occupati da luccicanti Ferrari, potenti Aston Martin, cafoneggianti Porsche, sorpendenti Corvette, ma non mancano neanche le "meno costose" Audi e Bmw dalta gamma.
Al pomeriggio poi facilmente non ci sono, rientrano alla sera. Ma rientrano nel senso che proprio rientrano nel garage coperto, dove invece se ne stanno sempre (anche di giorno) le auto meno appariscenti.
Poi, passati i giorni di ferie, o i weekend, delle costose auto, almeno allesterno, non cè più traccia.
E allora mi torna quel fastidio iniziale. Si amplifica. A chi degli ospiti di Cortina piace la montagna perché è montagna e non perché è Cortina?
Io amo quei posti per quel che sono, non per Cortina è di moda, non perché ci vanno anche Montezemolo e Marta Marzotto. Non perché Cortina vuol dire lusso. Anzi, fosse per me farei chiuderei tutti gli impianti di risalita (da un punto di vista alpinistico la più abominevole è la funivia sulle Tofane), vieterei laccesso alle navette/jeep, chiuderei tutti gli alberghi dalle 4 stelle in su e la vieterei laccesso alle zone montuose a chi supera un certo punteggio in un apposito test di cafonaggine.
Allora non avremmo più le orde di persone che vanno in seggiovia nella zona delle 5 torri, non avremmo più le zone di pascolo umano a Ra Stua, a Prato Piazza, alle Tre Cime. Non avremmo più quegli essere spregevoli che vestiti in giacca e cravatta passeggiano verso le sorgenti del Boite, o peggio non avremmo quelli che attrezzati di tutto punto, scendono dalla jeep perfetti, puliti e neanche sudati e si "parcheggiano" nel primo ristorante in quota che li accoglie, ovviamente, a braccia aperte.
Okay, forse non sarebbe la montagna dei turisti, ma finalmente sarebbe la montagna dei veri appassionati, di chi paga col sacrificio fisico, la soddisfazione di giungere ad una meta prefissata.
E comunque ricordiamo che prima di tutto la montagna è di chi ci è nato e vissuto "dentro". E con un po di rammarico che mi rendo conto però che a quelle persone un po potrebbe far comodo la montagna "turistica", a patto che non si arrivi (e però mi sembra che la situazione sia già molto vicina) ai livelli di Venezia. Ovvero vivere in una città nella quale si viene soffocati dai turisti, soffocati dalla maleducazione di chi crede che vivendo di turismo si faccia unicamente un bene alla città (no, probabilmente questi individui vogliono solo il bene del loro portafogli!).
Un piccolo esempio di come appunto la situazione in montagna stia degenerando è il numero di abitanti di San Vito di Cadore: i residenti sono poco più di 1800, in alta stagione 20000.
Non ho più niente da dire.
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