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Thursday, September 11, 2008 - ore 17:16
In clima di Quarta Crociata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La storia, troppo spesso, ci è sconosciuta: per esempio non conosciamo come Venezia arrivò ad assicurarsi il suo splendore (per inciso, quella ricchezza che portò la Serenissima all’ apogeo tra il 1200 e il 1500). Beh, in estrema sintesi si deve alla spregiudicatezza di un doge, Enrico Dandolo, e alla sua assoluta mancanza di remore morali.
Come sapete nel Medio Evo i papi avevano la bizzarra abitudine di indire spedizioni in Terra Santa per liberare il Santo Sepolcro: il quarto tentativo fu un’ ideona di Innocenzo III nel 1198. Da prima i Veneziani, che non avevano troppa intenzione di compromettere i loro traffici commerciali con l’ Egitto chiesero a Roma una dispensa dall’ impresa mappoi fiutarono l’ affare: vista la mancanza di competitors nella produzione di bastimenti nel mercato dell’ epoca, avrebbero dovuto armare in regime di monopolio una flotta di 1.200 navi fatturandone l’enorme cifra di 85.000 marche imperiali d’ argento nonché “prestare” all’ esercito crociato 50 galere (navi da guerra) in cambio del 50% del conquistato.
(Il doge Enrico Dandolo annuncia la partecipazione alla Crociata nella Basilica di San Marco nel 1201, splendida incisione di Gustave Dorè che ho tratto da wikipedia)Ovviamente i capi crociati del tempo (Bonifacio I del Monferrato su tutti) non riuscirono a saldare il debito contratto e negoziarono con il doge un compromesso per mettere comunque in mare le truppe… solo che prima di “liberare il Santo Sepolcro” avrebbero dovuto fare qualche capatina qua e la per venire incontro agli interessi dei Veneziani.

I “Crociati” quindi presero Trieste, Muggia e Zara nella costa croata –per di più dopo un lungo assedio-, tutte città cristiane.
Proprio a Zara il doge accolse Alessio IV, figlio del detronizzato Imperatore di Bisanzio, che gli fece notare questa tragica usurpazione: il nostro non si perse d’animo e con la scusa di “riunire le chiese d’ Oriente ed Occidente” e “ristabilire l’ ordine naturale delle cose” attaccò e prese Baghdad. Scusate, volevo dire Bisanzio (alias Costantinopoli alias Istanbul, per la cronaca).
(La Quadriga Domini, alias le statue bronzee che per quasi 600 anni sono state esposte sulla facciata della Basilica di San Marco a Venezia –ora ci sono delle copie-, frutto del sacco di Costantinopoli del 1204 da parte dei Crociati)Dopo 14 giorni di stupri, violenze, saccheggi e distruzioni a Bisanzio (città cristiana, ortodossa ma cristiana, ricordiamolo) tornò la civiltà, ma nulla era più come prima: con la Crociata moriva l’ Impero dei Romani e nasceva l’ Impero Latino di Costantinopoli e vi fu messo a capo il Conte Baldovino IX di Fiandra, andò irrimediabilmente perso gran parte del patrimonio artistico della città e si posero le basi per un’ instabilità nella regione che si perpetuò per secoli.
In tutto questo che c’entra Venezia? Beh, la Serenissima da questa vicenda guadagnò enormi possedimenti territoriali (in Grecia, Turchia, Tracia, sull’ Egeo e persino l’ isola di Creta) che diedero un ulteriore decisivo sviluppo alla sua potenza commerciale, grandi ricchezze economiche e pure parte di quel tesoro bizantino che ora è il Tesoro di San Marco.
Ora mi chiedo:
visto il periodone di cacca mio e di chi mi circonda, quand’è che da questo totale disfacimento si passa ad un apogeo di 300 anni in mare e terraferma illustrata dal Tiziano, al più seguito da 200 anni di dorata decadenza e dall’ inevitabile trattato di Campoformio?
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