
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Sunday, June 27, 2004 - ore 16:58
non sono portata per fare la figa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
potrei dilungarmi nella descrizione della mia strana notte alla festa del
Club del Prosecco, ma preferisco soffermarmi su alcuni particolari non esattamente esaltanti o esilaranti ma comunque degni di nota.
uno per eccellenza:
LA LUNGA STRADA VERSO CASA.la villa in cui si celebrava tale manifestazione alcolica e danzante era persa nelle campagne trevigiane. non saprei tornarci neanche a pagare, e nemmeno lo vorrei.
insomma, ci fanno parcheggiare vicino a un
vitigno, e per entrare nel circolo vizioso del Prosecco dovevamo tipo fare due chilometrini a piedi. non era il massimo, e per di più avevo voluto sfoggiare le mie scarpette bianche tacco 1.5 cm (non sopporto altezze superiori, è genetico).
più o meno all'ingresso del lungo viale verso la villa io, la nana pigmea che aveva guidato fin li e la sua amica stangona veniamo accolte da risate fragorose, seguite da un invito: "salite qui.."
un furgoncino malridotto, sporco, vecchio.. ma bianco, quindi intonato alle mie scarpe, alla mia borsa e alla mia cintura. non potevo che salire.
era il nostro bus navetta. dentro ci stavamo in 15.. metà seduti su delle tavole di legno probabilmente attaccate con lo scoccc, metà in piedi. io ho gentilmente fatto sedere le donne.
come sono cavaliere, io!un tragitto breve e pauroso, un film di Dario Argento mi provoca meno traumi.
festa discreta, ero l'unica sobria (
non parliamo dei miei amici che hanno pure fatto lo spogliarello in mezzo alla pista ubriachi marci e mi hanno regalato una dedica dal DJ "alla Silvia Chi che non la da mai a nessuno") fra migliaia di amanti della viticoltura, e nonostante il disagio iniziale ho provato piacere nel valutare ogni mossa dei presenti conosciutimi per poterlo poi ricordare e/o svelare l'indomani o alla prima possibilità. adoro il cinismo quando non è necessario!
nota dolente l'uomo dei miei sogni che tra un bicchiere e l'altro trovava il tempo per infilare la lingua nella bocca di qualche pulzella mentre io venivo tarmata da una bolla di uomo, ma poco male, tutto fa esperienza, no?
comunque sia, parlavo del mio pseudo- bus navetta e voglio parlare di quello.
siccome lo avevamo perso di qualche secondo, al ritorno io, la pigmea, la watussa e maury ci siam fatti tutta la strada a piedi. ho rimpianto terribilmente il bus navetta che avevo tanto criticato.
la terra era umida sotto i nostri piedi. la terra era molta sotto i nostri piedi. la terra era scivolosa sotto i nostri piedi. sotto le nostre scarpe dalla suola liscia. la lunga strada verso casa non era illuminata cristoddio. il rumore che facevo ad ogni passo era molto simile a quello di quando pesti una merda, solo che la strada era tutta una (
fine come solo io so essere). avevo i brividi, ero convinta che sarei scivolata costringendo i miei compagni di avventura a ridere ininterrottamente almeno fino a Natale.
al primo lampione mi sono decisa a controllare le mie peppe. strano.. mi era parso di averle comprate
bianche.
meno male che volevo essere breve stavolta..
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