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![]() MelaAcerba, 18 anni spritzina di provincia di Padova CHE FACCIO? Liceo Artistico Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Sto (ri)leggendo "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. HO VISTO Non ancora abbastanza... Voglio vedere oltre, voglio vedere da altre prospettive, voglio vedere da testa in giù. STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO Jeans corti e canottiera ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... Studio tutto l’anno. Con alti e bassi, ovviamente. OGGI IL MIO UMORE E'... Altalenante. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Monday, September 15, 2008 - ore 13:11 Divagazioni di un pranzo domenicale. Si avvicina l’ora di pranzo, mentre io mi avvicinano alla tavolata, obbligata da quel presuntuoso e prepotente impulso di fame, che a volte mi è tanto facile da governare. Una tavolata rosso amaranto con ricamati intrecci di un tono più scuro. Il rosso è un colore che mi turba è colore di sangue, di vita, dei “coppi” del tetto, della mia ex-felpa-alias-coperta-di-linus, dell’accendino che mi tiene sempre compagnia in borsa, del tramonto che il giorno dopo ci assicura il bel tempo, del rossetto della donna che mi sta fissando in questo momento, del pesce rosso che sognavo di vincere alla sagra quando ero piccola, è il colore che alcuni affetti da daltonismo confondono con il marrone, del libro di matematica (che sistematicamente detesto).. dell’abbandono alla passione. Ed è per questo che mi infastidisce, perché (tralasciando questi esempi futili), mi fa palpitare l’iride, per quanto razionalmente sia impossibile. Divagazioni a parte, riprendo il filo del discorso. Al centro di questa tavolata, una bottiglia capeggiava in mezzo ad altre tre, vuoi per la forma diversa, più affusolata ed elegante rispetto ai tozzi vetri d’acqua, vuoi per il colore più palpabilmente appetibile: rosso. Una bottiglia di vino rosso, con un etichetta molto elaborata, contornata da stemmini dorati dell’azienda in cui era stata imbottigliata e rifinita a dovere. La curiosità mi fa andare oltre la forma.. già aperta, non esito a versarmene metà bicchiere, immedesimandomi in una “somelier all’assaggio”. Giro e rigiro quel liquido che ad ogni movimento mi sembra diventare sempre più fluido, sembra prendere la consistenza densa dell’olio, distolgo lo sguardo, lanciando l’ennesima occhiata alla composizione di bottiglie e tornando sul vortice by my self mi accorgo che era tutta un’impressione, ottica o psicologica, da qualcosa doveva pur essere dettata. Un altro sguardo malizioso verso quell’affascinante forma, affusolata e smagliante. Non mi sono ancora arresa, nonostante sia l’ennesimo senza risposta, senza segni di approvazione, di compiacimento o di turbamento. Impassibile. Il non essere ricambiata mi butta giù a tal punto da vedere quante altre persone l’hanno amata prima, e hanno lasciato un segno del loro passaggio scrivendo almeno un paio di tutte quelle lettere che compongono l’etichetta posteriore. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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