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Monday, September 15, 2008 - ore 15:16
Confortatemi con Pennac
(categoria: " Riflessioni ")
Esiste il
comfort food ..quei cibi, soggettivi per ognuno, che ci regalano conforto e calore, magari perchè evocano una sensazione positiva, un ricordo dolce, il volto di qualcuno..oppure ci fanno sentire coccolati..
Allo stesso modo per me, lettrice accanita, esistono i
comfort books , quei libri che ho letto e che periodicamente rileggo perchè
so che mi regaleranno buone vibrazioni. I miei comfort book preferiti sono quelli della "saga dei Malaussene " di Daniel Pennac..
Pennac è uno scrittore parigino, professore di francese in un liceo della banlieue ... Oggi molto famoso, lo era meno quando ho iniziato a leggerlo nel 1994.. Io sono una lettrice seriale e spesso se un autore mi piace dopo il primo mi metto a leggere tutti i suoi libri, e così è stato con Monsieur Pennac.
Il suo eroe è Benjamin Malaussene, che vive coi suoi molti fratellastri ( avendo una madre che vive d’amore e si riproduce in continuazione ) nel quartiere di Belleville, vicino al cimitero di Pere Lachaise e di lavoro fa il
capro espiatorio. Fanno da comprimari tutta una serie di strani e buffi personaggi..buffi ma non banali..ognuno ha una storia alle spalle, chi dolorosa, chi crudele.. chi surreale. E poi ci sono i vicini di casa maghrebini che cucinano cus cus e caffè turco... e i poliziotti perchè Malaussene finisce sempre coinvolto in storiacce di malavita..
E poi c’è Julie..la fidanzata di Benjamin..una donna felina coi capelli sconvolti e i seni enormi..
La cosa che più mi piace di questi racconti credo sia la descrizione dei personaggi. Hanno tutti un dettaglio caratterizzante che viene descritto nei minimi particolari..e in me evoca immediatamente un’immagine.. Non serve altro. E’ quasi come leggere un fumetto.
Quello che mi conforta è l’ingenuità del protagonista, il modo in cui si viene sempre a trovare in situazioni ai limiti dell’assurdo, apparentemente senza speranza.. e invece poi si risitema tutto..spesso proprio in virtù della sua ingenuità e del suo candore

.
A volte mi sento molto simile al signor Malaussene di professione capro espiatorio... Mi sembra di attraversare il mondo senza conoscere alcune regole del gioco.. ma faccio finta di niente e penso che dopotutto andrà bene lo stesso

..
E poi ognuno di questi racconti è una sorta di inno all’amore e alla passione..in senso lato; e un inno alla diversità, alla non omologazione..
E forse è questo che mi rende quelle parole, quesi personaggi tanto cari.. Al punto che quando ho periodo nero, o mi sento giù mi basta prendere uno di quei libretti economici Feltrinelli, consunti, con le copertine scolorite per il sole che hanno preso in spiaggia tanti anni fa, e le pagine gialle..e una dedica ormai non più attuale, e leggere qualche pagine.. e assorbire di nuovo
buone vibrazioni..
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