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Thursday, September 18, 2008 - ore 12:38


CORRERE, CORRERE, CORRERE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Correre fino a non sentire più le gambe e ad avere le ginocchia che cedono... correre fino ad avere il fiato mozzo e le orecchie che ronzano... sotto un cielo color piombo e con un vento gelido che ti sferza le gambe nude... correre per sentire il sangue che ti pulsa nelle vene e per avere l’impressione di fare parte del mondo che ti circonda ed in cui, nonostante tutto, ti sei trovata immersa... correre per provare a trasformare la grande rabbia che provi in altro... non importa in cosa, basta che sia qualcosa di diverso, per superare il momento, per andare avanti...

Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dell’Alabama, e cosi feci. Corsi attraverso tutta l’Alabama, e non so perché continuai ad andare. Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre. Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e continuare a correre... quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare... insomma, la facevo! [R. Zemeckis, Forrest Gump, 1994]

Si chiamava Adam Martin Zebrin, ma tutti nel quartiere lo conoscevano col nome di Zebra. Non ricordava quando avessero cominciato a chiamarlo così. Forse quando lui aveva cominciato a correre. O forse cominciò a correre quando loro cominciarono a chiamarlo Zebra.
Gli piaceva quel nome e gli piaceva correre.
Una volta, da piccolo, i genitori lo avevano portato allo zoo e lì aveva visto per la prima volta le zebre. Erano delle creature strane, somigliavano un po’ ai cavalli, ma erano più tozze, con le zampe corte, il collo grosso, il manto a strisce bianche e nere.
Un’altra volta andò al cinema coi suoi, c’era un film sull’Africa, e vide le zebre, centinaia di zebre, che galoppavano rumorosamente su una pianura erbosa, alzando torride nuvole di polvere marrone.
[C. Potok, Zebra e altre storie]


...ho scoperto che mi piace correre...


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