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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Thursday, September 18, 2008 - ore 12:38
CORRERE, CORRERE, CORRERE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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Correre fino a non sentire più le gambe e ad avere le ginocchia che cedono... correre fino ad avere il fiato mozzo e le orecchie che ronzano... sotto un cielo color piombo e con un vento gelido che ti sferza le gambe nude... correre per sentire il sangue che ti pulsa nelle vene e per avere limpressione di fare parte del mondo che ti circonda ed in cui, nonostante tutto, ti sei trovata immersa... correre per provare a trasformare la grande rabbia che provi in altro... non importa in cosa, basta che sia qualcosa di diverso, per superare il momento, per andare avanti...
Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dellAlabama, e cosi feci. Corsi attraverso tutta lAlabama, e non so perché continuai ad andare. Corsi fino alloceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre. Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e continuare a correre... quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare... insomma, la facevo! [R. Zemeckis, Forrest Gump, 1994]
Si chiamava Adam Martin Zebrin, ma tutti nel quartiere lo conoscevano col nome di Zebra. Non ricordava quando avessero cominciato a chiamarlo così. Forse quando lui aveva cominciato a correre. O forse cominciò a correre quando loro cominciarono a chiamarlo Zebra.
Gli piaceva quel nome e gli piaceva correre.
Una volta, da piccolo, i genitori lo avevano portato allo zoo e lì aveva visto per la prima volta le zebre. Erano delle creature strane, somigliavano un po ai cavalli, ma erano più tozze, con le zampe corte, il collo grosso, il manto a strisce bianche e nere.
Unaltra volta andò al cinema coi suoi, cera un film sullAfrica, e vide le zebre, centinaia di zebre, che galoppavano rumorosamente su una pianura erbosa, alzando torride nuvole di polvere marrone. [C. Potok, Zebra e altre storie]
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...ho scoperto che
mi piace correre...
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