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Tuesday, June 29, 2004 - ore 14:48
Elogio all'ingegnere
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho scelto il classico perché era il liceo dove c’era meno matematica. E anche oggi non mi pento d’aver intrapreso quella scelta. Ho sempre detestato la matematica perché non ci siamo mai trovati interessanti.. a vicenda penso.
Per fortuna me la sono sempre cavata egregiamente.
Comunque una cosa c’è da dire: ho sempre invidiato chi la sapeva usare.
L’ingegnere ad esempio. Un uomo (spesso) che ha delle convinzioni nella sua vita. Magari poche, ma incrollabili, ferme e indistruttibili, quasi sempre di origine matematica. C’è poco da fare. L’analisi matematica è una scienza che pochi possono permettersi di controvertere.
Per progettare una costruzione si fa così: una formula spiega la portanza, un’altra la flessione e così via. Se usi quel materiale e la devi realizzare di tot metri il risultato sarà questo. Punto.
Ho scelto le scienze umane perché ci sono tagliato. Me lo dicono in molti.
Ma in pratica che cosa so fare veramente bene? Questa domanda mi frulla in testa sa un po’ di tempo. E mi ha portato ad allargare nello spettro della mia intera vita questa tenebrosa ed inquietante domanda. In che cosa sono esperto? Cosa so fare realmente?
Vi risparmio le risposte. Per una volta fidatevi: non è stato un gran bello spettacolo.
Però vi posso fare un riassunto. La sintesi è questa: inadeguato.
Mi sento proprio così: insufficiente, sproporzionato, scarso. Insomma manchevole.
Avete presente i tuttologi? Sanno un po’ di tutto, ma niente a fondo. Beh, io nella vita mi sento proprio così. Forse per indole, mi sono sempre interessato a tutto ciò che mi circonda, ma non sono mai riuscito, ne ho mai voluto portare a compimento fino in fondo, una qualche disciplina in particolare.
A ben vedere anche nel resto degli ambiti umani.
Ed ecco che ritorna l’ingegnere: così specialistico, così certo del suo sapere. Ed io invece cavaliere fuori tempo massimo e senza cavallo, mi aggiro in questa palude di incertezze senza mai giungere da nessuna parte.
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