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Saturday, September 20, 2008 - ore 07:50
GUERRIGLIA URBANA A CASTELVOLTURNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


CASERTA - Stamani, poco prima delle otto, erano gia’ li’. Erano in pochi ma la rabbia era gia’ tanta. Amici e parenti degli immigrati che ieri sera, a Castelvolturno, sono stati uccisi, continuavano a fissare le macchie di sangue, i vetri rotti, proprio li’ dove si erano contati morti ammazzati. Poi la rabbia e’ aumentata, sempre di piu’, fino a trasformarsi in guerriglia urbana. E cosi’, per ore, hanno scatenato il loro risentimento verso gli italiani devastando di tutto. E’ sul luogo dell’agguato, proprio davanti al negozio-sartoria di vestiti etnici, dove lavorava una delle vittime, che la protesta ha preso forma.
Prima le accuse: ’’Non e’ vero che i nostri amici erano narcotrafficanti e che lavoravano per conto della camorra’’. E’ stato soprattutto questo, che ai ghanesi e ai liberiani di Castelvolturno proprio non e’ andato giu’: che loro ’’gente che lavora dalla mattina alla sera fossero stati considerati dei criminali’’. E cosi’ e’ andata in scena la rabbia: materassi, cassonetti dati alle fiamme, poi perfino automobili rovesciate; il tutto sul luogo dell’agguato. La statale Domiziana si e’ iniziata a bloccare li, dove gli immigrati sono diventati sempre di piu’, circa cento. Ore di urla, di insulti verso gli italiani (’’Siete razzisti, ci accusate solo perche’ siamo neri’’ ) e poi la decisione: partire in corteo verso il centro di Castelvolturno, vale a dire circa 15 chilometri. La pioggia non e’ riuscita a fermarli e la polizia neanche.
Piu’ il corteo procedeva piu’ la rabbia si e’ trasformata in guerriglia e in atti di vandalismo. Non c’era cosa, segnali autostradali, semafori, cassonetti dell’immondizia, che gli immigrati non hanno divelto o distrutto. Poi se la sono presa anche con i cittadini: gente comune che, terrorizzata, ha visto andare in frantumi i vetri dell’auto sulla quale erano a bordo, colpevoli solo di stare attraversando la Domiziana proprio in quel momento.
E ancora, cittadini presi di mira con pietre e bottiglie di vetro solo perche’ si erano affacciati ai propri balconi per capire cosa stesse accadendo. Distrutte vetrine di negozi, auto anche parcheggiate: tutto, basta ’’riuscire a dare una bella lezione agli italiani’’. ’’Perche’, perche’ sono stati ammazzati?’’, gli immigrati durante il corteo lo hanno chiesto a tutti. Qualche cittadino italiano preso di mira ha cercato di reagire.
’’Ma dove sono le forze dell’ordine, perche’ non ci difendono, perche’ consentono di distruggerci i nostri negozi e le nostre case’’, ha urlato Antonio le cui vetrine della sua pizzeria sono andate letteralmente in frantumi. Ma, intanto, gli immigrati avanzavano: sbarre di ferro e cocci di vetro in mano. Il bersaglio era tutto cio’ che li circondava: hanno bloccato perfino un’ambulanza, anche se per pochi minuti. Una protesta che e’ arrivata alle porte del centro di Castelvolturno: con le forze dell’ordine in assetto antisommossa e con sindaco, questore pronti a trattare. A cercare di stemperare la tensione anche alcuni esponenti dei centri sociali.
A fine giornata protestano anche i commercianti: ingenti i danni subiti. La resa degli immigrati arriva dopo aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che le indagini sulla strage saranno celeri e dopo un incontro al comune di Castelvolturno tra una delegazione di immigrati e il sindaco. Il presidio viene abbandonato e come gesto di distensione e riappacificazione con la comunita’ locale viene deciso che alcuni di loro aiuteranno gli operai del Comune nelle operazioni di pulizia delle strade.
Avete visto e letto che hanno fatto i sporchi negri? E se al loro posto ci fossero stati ULTRAS? Secondo voi avrebbero fatto 15 km senza che nessuno gli rompesse le palle? Maroni dei me cojoni... è qua che devi prendere provvedimenti... decine di torce umane! Andatevene a casa vostra brutte merde, tornate nella miseria!
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