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Quando ti accorgerai che il vento ha posato sulla tua testa una piccola foglia... ferma il tuo passo. Sei stato prescelto, prima che cada desidera la conoscenza del ’segreto’ che solo l’armonia della mente, il calore del cuore e la fermezza dello sguardo potranno svelare ciò che ai più è celato. J. R. R. TOLKIEN
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Tuesday, September 23, 2008 - ore 13:52
La musa venale ( Charles Baudelaire)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall’abisso, Beltà?
Il tuo sguardo, infernale e divino, versa, mischiandoli,
beneficio e delitto: per questo ti si può comparare al vino.
Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l’aurora,
diffondi profumi come una sera di tempesta;
i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,
che rendono audace il fanciullo, l’eroe vile.
Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?
Il Destino incantato segue le tue gonne come un cane:
tu semini a casaccio la gioia e i disastri,
hai imperio su tutto,
non rispondi di nulla.
Cammini sopra i morti, Beltà,
e ti ridi di essi, fra i tuoi gioielli l’Orrore
non è il meno affascinante e il Delitto,
che sta fra i tuoi gingilli più cari,
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.
La farfalla abbagliata vola verso di te, o candela, e crepita,
fiammeggia e dice: "Benediciamo questa fiaccola!"
L’innamorato palpitante chinato sulla bella sembra
un morente che accarezzi la propria tomba.
Venga tu dal cielo o dall’inferno, che importa,
o Beltà, mostro enorme, pauroso, ingenuo;
se il tuo occhio, e sorriso, se il tuo piede,
aprono per me la porta d’un Infinito adorato
che non ho conosciuto?
Da Satana o da Dio, che importa?
Angelo o Sirena, che importa se tu - fata dagli occhi vellutati,
profumo, luce, mia unica regina - fai l’universo
meno orribile e questi istanti meno gravi?
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