
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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martedì 23 settembre 2008 - ore 15:20
L’orologio batte l’una tu sei fuori chissà dove
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“Ma nessuno dice niente? No ve siu incorti?”.
Sì, ci siamo accorti, ma abbiamo messo il silenziatore.
Vige una tacita regola a casa mia: alcuni argomenti non vengono trattati per una mera questione di quieto vivere. Già non si parla molto alla nostra tavola, ma ci sono temi che non vanno assolutamente toccati, onde evitare di dare adito a litigi e baruffe di portata colossale. Un tabù assoluto è quello degli orologi che tappezzano ogni stanza della mia abbinata fontanese.
Casa mia non è un maniero, ci si accorge subito delle novità, si vede subito se un nuovo accessorio è stato collocato in una qualsiasi parete, in un qualsiasi mobile del reparto giorno. Se nessuno ha fiatato, se nessuno ha avuto il coraggio di commentare il recente acquisto, un motivo c’è.
Ebbene, un nuovo ospite indesiderato ha fatto capolino ieri sera. Un invitato senza partecipazione, un infiltrato che quattro quinti della mia famiglia mal tollerano alla sola vista. Per non parlare dei restanti sensi. Un solo estimatore può però decidere delle sorti di un intero edificio.
La prima domanda che ho posto (e che mi ero posta nello stesso momento in cui avevo visto quell’orrore sul mobiletto) dopo essere stata ammonita per non aver commentato il nuovo oggetto d’arredo, è stata: Suona? Mi è stato risposto con un ridente No.
Mi sono preoccupata, lo ammetto: quel ghigno poteva significare qualcosa di terribile, ma poi mi sono chiesta, Perché il mio genitore dovrebbe mentirmi su una cosa del genere? Su qualcosa che poi scoprirei? La solita scettica malfidente Silvia.
Ieri sera mi sono fiondata a letto alle 21 e ho dato sfogo alla mia voglia libresca fino quasi a mezzanotte (terminando in un sussulto d’estasi il mio ultimo Pennac). Avevo la porta chiusa e la mente assorta; ogni tanto tendevo l’orecchio per cercare conferme che non desideravo, ma nulla ha turbato la mia serata di rilassamento sotto le calde coperte autunnali.
Stamattina mi sono messa presto sui libri, alle 8 e mezza stavo già lavorando di gran lena. Ad un tratto sento dei campanelli. Oh Gesù, chissà chi è arrivato a portare un fastidioso giocattolo a casa mia. Ma non aveva senso, non aveva assolutamente senso. Nove campanellini trillanti. Guardo il cellulare, sono le nove. Un colpo al cuore. Una fossa delle Marianne in cui precipitare senza trovare appiglio alcuno. No, non è possibile. Torno con la mente ai miei libri, alla mia penna a sfera, al mio cellulare. Sono le nove in punto.
In rapida sequenza gli altri tre orologi a pendolo partono. Scaglionati, ovviamente, per poter godere appieno del trionfo melodico collettivo, una sinfonia di disturbo all’apparato uditivo. Il primo che parte è quello in soggiorno, vicino alla finestra, e lancia un unico sibilo di dolore quando scatta l’ora. L’abbiamo fatto mettere un po’ nascosto, giocando un brutto scherzo all’orgoglioso proprietario, per non soffrire ogni volta che notiamo la sua presenza. Il secondo è quello appeso lungo le scale che scendono: suona ogni quarto d’ora e alle 9 ha battuto i suoi 9 tocchi, accompagnati da una musica che ricorda un qualsiasi girone infernale, decidete voi quale. Il terzo è in taverna, e grazie al cielo fa solo i tocchi dell’ora in punto.
Ed ecco la rivelazione mistica, il significato di quei nove trilli della morte: il nuovo arrivo di casa mia è un orribile, pacchiano, volgare, assurdo, bruttissimo orologio da tavolo. Che suona ad ogni ora.
No va beh, questo è più pacchiano del mio, ma è solo per darvi un’idea di cosa giace sul tavolino del mio salotto. Voi, ingenui abitanti di case normali, non sapete cosa significa avere tre dico tre orologi che partono ogni quindici minuti. Non potete capire cosa significa avere la vita scandita da tre orribili orologi appesi alle pareti, che vengono caricati appositamente sfalsati per poter distinguere un suono dall’altro. E non potete comprendere il disagio e lo sconforto che hanno colpito i quattro quinti della mia famiglia quando ieri abbiamo visto il nuovo pezzo. Che suona, anch’esso suona.
E non potete neanche lontanamente immaginare la mia disperazione in questa mattinata grigia e ansiogena quando, intenta a leggere i miei libri, ho scoperto che la quarta soneria di casa mia parte per prima. No, io me ne voglio andare da qui. Chi mi ospita in una casa senza tempo?
Ken Hirai – Okina Furudokei
Ookina noppo no furudokei
Ojiisan no tokei
Hyakunen itsumo ugoite ita
Gojiman no tokei sa
Ojiisan no umareta asa ni
Katte kita tokei sa
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Hyakunen yasumazu ni
CHIKU TAKU CHIKU TAKU
Ojiisan to issho ni
CHIKU TAKU CHIKU TAKU
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Nan demo shitteru furudokei
Ojiisan no tokei
Kirei na hanayome yatte kita
Sono hi mo ugoiteta
Ureshii koto mo kanashii koto mo
Mina shitteru tokei sa
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Hyakunen yasumazu ni
CHIKU TAKU CHIKU TAKU
Ojiisan to issho ni
CHIKU TAKU CHIKU TAKU
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Ureshii koto mo kanashii koto mo
Mina shitteru tokei sa
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Mayonaka ni BERU ga natta
Ojiisan no tokei
Owakare no toki ga kita no o
Mina ni oshieta no sa
Tengoku e noboru ojiisan
Tokei tomo owakare
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Hyakunen yasumazu ni
CHIKU TAKU CHIKU TAKU
Ojiisan to issho ni
CHIKU TAKU CHIKU TAKU
Ima wa mou ugokanai sono tokei
Ima wa mou ugokanai sono tokeiPS - meno male che il post è allegro. Le brutte notizie sono arrivate dopo. Chissà se sarei riuscita a scriverlo lo stesso...
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