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giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:24 Senza parole... È andato fino a Bruxelles per convincerli. Il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, è disperato. L’Unione Europea vuole inquinare meno, ma a noi italiani non ci passa nemmeno per la testa. Così, è partito nella sua assurda missione diplomatica, per convincere gli europarlamentari italiani a fare fronte comune e sperare che la Commissione Ue ci conceda un compromesso sul pacchetto “energia-cambiamenti climatici”. La Commissione, infatti, in linea con gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo, ha messo a punto una serie di proposte legislative per la riduzione dei gas-serra e laumento delle energie rinnovabili. Nulla di sconvolgente, si capisce, ma una saggia risposta all’emergenza che nessuno può più negare: l’obiettivo è quello di ridurre del 20 per cento le emissioni inquinanti, di portare al 20 per cento la quota di energie rinnovabili e di migliorare del 20 per cento lefficienza energetica. Tutto questo entro il 2020, da cui il nome dell’accordo «20-20-20». Ma a noi della salute nostra e della Terra, non ce ne importa, a noi sta a cuore «linteresse nazionale». Ovvero, nell’accezione di Ronchi, lo stato dell’industria italiana. Siamo in crisi, e non possiamo permetterci di spendere soldi per tutelare l’ambiente. Per questo siamo gli unici die 27 paesi membri dell’Unione Europea ad aver chiesto una revisione dell’accordo. Certo, messi come siamo, raggiungere gli obiettivi europei per noi è una fatica, visto che, per intenderci la nostra quota di energia rinnovabile è al 5,2%. Ronchi va a pietire di essere graziato perché con quei parametri rischiamo di perdere «competitività». L’Europa finora è stata intransigente, ma il ministro Ronchi ci prova comunque: il 3 ottobre sarà a Parigi, il 6 a Varsavia e Berlino, l’8 tornerà a Bruxelles insieme al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Da "Lunità" COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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