Avrei voluto che questo post fosse diverso, ricco di dati, link e definizioni enciclopediche.
Non ne ho il tempo, e mi spiace perche’ credo davvero che questa cosa andrebbe approfondita con feroce incazzatura e quindi, buon per voi, la faro’ breve.
Ovviamente sto parlando della strage degli africani nel casertano avvenuta più o meno una settimana fa, ora che è passata la notizia possiamo tirare un pò di somme.
Quello che mi ha molto incuriosito e’ questo:
BREVE SILLOGISMO
sei morti in una botta guadagnerebbero normalmente la prima pagina di un giornale italiano
MA
se i sei morti sono negri vale la famosa regola giornalistica che rende proporzionale il numero dei morti con la prossimita’ del lettore (diecimila indiani in un terremoto valgono meno di due americani in una rapina; e’ una regola/aforisma notissimo, ha sicuramente un nome e un autore ma non sono riuscito a trovarli, mi spiace)
QUINDI
i sei negri non sono morti in Italia.
VARIANTE DEL BREVE SILLOGISMO
sei morti in una botta guadagnerebbero normalmente la prima pagina di un giornale italiano
MA
se i sei morti sono stati uccisi dai casalesi vale l’extraterritorialita’ dell’evento
QUINDI
Caserta non e’ in Italia.
A me di tutto questo interessa la vicenda mediatica, le priorita’ dell’agenda di composizione della prima pagina. Non dimenticatelo leggendo quel che segue.
I sei morti sono stati sostanzialmente ignorati. Continuavo a far refresh su repubblica e corriere per seguire le quotazioni della notizia.
Per caso avevo fatto un viaggio in treno la mattina, leggendo quotidiani. La strage e’ avvenuta intorno alle 21. Non se parlava sui giornali di ieri quindi, comprensibilmente.
Premetto di non avere visto la televisione, ne’ ieri ne’ oggi.
Quello che ho costantemente tenuto sott’occhio erano le homepage di Repubblica e Corriere.
Repubblica parte per prima, un occhiello sul fondo, un link a sezioni/locale/cronaca/caserta.
Piu’ tardi la notizia si sposta al centro poiche’ arricchita delle foto della scena del crimine ma l’articolo continua a essere quello della cronaca locale.
Sei morti, benche’ non tedeschi si garantirono immediatamente le prime pagine in Germania al tempo di Duisburg.
Il Corriere ignora invece la notizia fino alle 14. Alitalia e mercati internazionali continuano a essere i titoli di testa.
Alle 14 circa iniziano ad arrivare le notizie del corteo sfasciatutto e subito appare una perla utile a scalare la gerarchia dell’agenda: non i morti, non la mafia, nemmeno lo scenario da guerriglia. No: il coro "italiani bastardi"
Repubblica ci si fionda subito. Verso le 15 la copertura del corteo guadagna posizione. Ma e’ solo appunto il corteo, perche’ ci sia una migliore copertura della strage (non piu’ un link alla sezione locale/cronaca) bisogna aspettare un’ora. Arriva una cartina di limes con la cartina della malavita internazionale, una riscrittura dell’articolo, un video.
Il Corriere invece resiste, continua sostanzialmente ad ignorare la strage ma schiude le porte alla notizia del corteo.
Fondamentalmente, per usare una delle mie migliori uscite , Repubblica intravede la possibilita’ di propagare una prospettiva veterosinistrorsa e il Corriere tace e continua a tacere fino a sera, quando il rumore di fondo diventa quello dei temperini dei corsivisti che affilano le loro matitine.
Lo scenario e’ comprensibile e ovvio. Saviano ha venduto bene, Gomorra e’ ancora nelle sale.
Parlare dei casalesi e’ un certamen letterario, un genere narrativo, una merce.
Stamattina le pagine 2 e 3, 4 e 5 del Corriere diventano un mini bancarella un mini strega.
Spicca fra tutti l’articolo, per il Corriere appunto, di
Imarisio . Un articolo ben scritto, senza ironia.
Cosi’ ben scritto che viene immediato il paragone con Saviano [che pubblicava per la Gazzetta del Mezzogiorno fino a due anni fa], il cinico sospetto che qui siamo al manierismo, ci si esercita per far del lirismo parlando di Gomorra, e’ il mercato che lo chiede, a grande richiesta, by popular demand.
Ora il vento e’ gia’ cambiato, un’autobomba a Islamabad esige attenzione, e’ finito lo spazio per la letteratura, perche’ di questo si e’ brevemente trattato, non di cronaca. Lasciamo pure che i casalesi, i negri e l’indipendente regno della camorra bruci nella gehenna.