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MuzziSan, 38 anni spritzino di palayork CHE FACCIO? Ingegneria Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito. HO VISTO Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no. STO ASCOLTANDO Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile) ABBIGLIAMENTO del GIORNO Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna. ORA VORREI TANTO... Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ? STO STUDIANDO... Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor. OGGI IL MIO UMORE E'... Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: di0 vel BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Wednesday, October 01, 2008 - ore 19:20 LA CACCIA 2/A PARTE C La lingua d’asfalto sotto l’auto si dipana con grande regolarità. La città nella quale mi devo recare, è grande ma lo scopo della mia ricerca è quellodi trovare la preda. Conosco le sue abitudini, conosco i locali dove a volte bazzica, si tratta di sporchi bar dei bassifondi. Si tratta di una preda furba, poiché ha deciso di occultarsi nell’ambiente nel quale verrebbe spontaneo cacciarlo: i bassifondi. E questo ambiente così degradato gli permette di occultarsi meglio. Sa che il cacciatore è sulle sue tracce, l’unica sua speranza è quello di depistarlo, comportandosi in modo prevedibile. Non c’è nulla di più imprevedibile che una mossa perfettamente prevedibile. Un altro uomo a letto, sta lentamente cincischiando con le coperte del suo letto. I suoi gesti sono impacciati, lenti, eppure basta un piccolo cigolio di una scala di emergenza perché l’uomo abbia subito un sussulto, apprestandosi alla fuga. I suoi muscoli, improvvisamente, appaiono molto più vigorosi rispetto a qualche attimo prima. I suoi gesti dopo il piccolo episodio della scala, peraltro assolutamente casuale e di nessun nocumento per la sua sicurezza, appaiono come quelli di tutte le prede di tutte le latitudini: permeate cioè apparentemente da una letargica domesticità, animate però da una tensione perenne, continua, sfibrante. P Sta in guardia, è questo che non devo dimenticare. Sta in guardia ti cercano, non devi scordarlo. Il mondo sembra sempre immerso nei suoi soliti problemi, insolubili e insulsi, ma nel silenzio o nel caos, nulla rimane nascosto a lungo e al sicuro, se la preda per prima non si preoccupa della propria sicurezza. Il tuo cacciatore, il carnefice delle tue speranze di sopravvivenza, potrebbe essere lì al buio, ed in un momento qualsiasi potrebbe colpirti a morte. Tu in fondo sei da solo, questo è un vantaggio. Ti puoi occultare facilmente senza problemi, lui però ha gente che gli lavora fianco, che gli fornisce informazioni dettagliate. Gente che da alla tua vita una metodicità ed una lettura razionale che tu stesso non ti aspetteresti. I loro destini oramai distano meno di cento chilometri. L’auto del Cacciatore infatti si avvia sempre più velocemente verso la città nella quale vive la Preda. Questi nello stesso tempo ha ultimato le operazioni mattutine ed è uscito in strada, confondendosi con la folla. C Una segnalazione mi porta in questa città. I bassifondi saranno sicuramente il luogo dove finirò per trovarlo. Eppure non devo sottovalutarlo. La sua identità oramai per me non è un segreto. Non ho il suo identikit, ma so già che quando lo guarderò in faccia comprenderò che si tratta di lui. P Sento che la mia fuga sta per volgere alla fine. La caccia non credo che durerà ancora a lungo. Non credo che chi mi cerca attenderà ancora tanto per colpire. Ho eluso i loro colpi, a lungo, ma non oso credere che si arrenderanno. Al contrario temo che mi colpiranno, e lo faranno anche immediatamente. Eppure è strana la esistenza: come i destini di persone fino a qualche giorno prima completamente distanti, lontani, possano incrociarsi, in modo inestricabile. Come vi sia una forza che in qualche modo lentamente ci attrae l’uno verso l’altro, senza che nessuno di noi possa riuscire a controllarla, e ad eluderla. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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