1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
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Saturday, October 04, 2008 - ore 16:38
tjú, tjú, tjú
(categoria: " Pensieri ")
Questa mi sembra sempre più una pagina di tragicomiche memorabilia della mia vita. Cose da rileggere e dire "ma no, possibile sia stato così coglione da pensare ’ste cose? sì, possibile". Cose da rileggere per riciclare in myspace nei momenti di noia. Cose che non ho. Sigur Ros nello stereo. Quella cosa con le casse di fianco che si usava prima di winamp itunes e diavolerie varie, insomma. Stereo perché ha due casse. Non come le Tivoli mono dei coglioni come me che vogliono il lo-hi-fi inutile. Non avevo tempo e mandavo avanti le canzoni. E dicevo "mio dio che palle, skippa". Avevo un sacco di tempo, in realtà. Ma mentre ascoltavo avevo bisogno di mettere nella playlist ideale, nella mia to-do list un centinaio di album. Altre cose che conoscevo a memoria e avevo bisogno di ascoltare ancora.
Non mi bastava mai niente. E il telefono squillava e io non rispondevo, perché ero nevrotico. E il telefono non squillava e toglievo il blocco tasti per vedere se qualcuno aveva chiamato. Ora aspetto che mi passi l’ustione da tubi blu. Ora aspetto che Carletto arrivi in stazione per portarlo a bere due cose, parlare di donne e portarlo a mettere dischi a Venezia. Come aspettavo Carlo un anno fa. Un anno esatto, o giù di lì. Pare una vita. Che mi facevo far la piastra in testa per la prima e ultima volta. E che uscivo dal parrucchiere e pioveva che dio eccetera. Che compravo un sacco di dischi al ventitrè per la serata e che la serata andava cosìcosì. Che dovevo guadagnare dei soldi e c’ho rimesso 16 euro. Che ero ubriaco e coglione ho guidato lo stesso perché poi sapevo che avevi fatto un salto al Banale. Che mi sono aggrovigliato a te al bancone e non me ne ricordo ma me l’hanno detto. Che siamo usciti per mano e siamo andati a far colazione. Che chiusi in un cesso ci siamo baciati e maledetto quel momento. Che neanche alle medie guarda. E poi gli scurimenti le incomprensioni le baruffe e allontanarsi e avvicinarsi e abbracciarsi e musica e sticazzi e maggie che torna e tu non mi saluti e maggie che riparte e tu mi tiri un calcio. E i mesi senza e i ritorni e il vomito e il reflusso e i casini e i dispetti e le mancanze di delicatezza ed altre sbronze e le cose legate al dito e conquistare 24 territori e sì ma io ti ho già visto le carte e sì ma io bleffo e ancora sticazzi. E qualcuno aveva avuto pazienza e io no e pazienza per cosa ancora per sticazzi.
Prima non avevo un lavoro regolare, avevo 4 cani in pista e tanti sogni. Ora i sogni non ci sono. C’è soddisfazione. C’è un lavoro serio. C’è un secondo lavoro serio con centinaia di gambe e mani a portata di occhio. C’è sempre denaro per fare benzina senza accumulare debiti con Visa e per tutto il resto c’è Mastercard. Ci sono stati altri limoni e ci sono state scopate e pompini. C’è il sorriso ebete di qualcuno per un disegno e il sorriso ebete di un altro quando guarda il sorriso ebete per il disegno. Questo è il problema? No, non è certamente questo.
Perché adesso io sono tranquillo.
Bisogna avere pazienza quando si ascolta uno dei loro dischi. Mi sono preso un po’di tempo per ascoltare. Sigur Ros, of course.
Forse ho bisogno di tempo. Ma non di certo per aspettare.
ég er kominn aftur inn í þig það er svo gott að vera (hér) en stoppa stutt við
ég flýt um í neðarsjávar hýði (á hóteli) beintengdur við rafmagnstöfluna (og nærist)
tjú, tjú, tjú tjú, tjú, tjú
en biðin gerir mig (leiðan) brot (hættan) sparka frá mér (og kall á) verð að fara (hjálp)
tjú, tjú, tjú tjú, tjú, tjú tjú, tjú, tjú
tjú, tjú, tjú, tjú
ég spring út og friðurinn í loft upp
(baðaður nýju ljósi ég græt og ég græt, aftengdur) ónýttur heili settur á brjóst og mataður af svefn-g-englum