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lunedì 6 ottobre 2008 - ore 20:43
Io (NON?) ho paura
(categoria: " Riflessioni ")
Bel momento per fare un corso di finanza e investimenti.
Sì, ci sarà da divertirsi al ritorno in filiale, mercoledì prossimo. Mi sorge una breve riflessione su ciò che sta accadendo, anche se nemmeno io so bene da dove iniziare e dove andare a parare. Lavoro proprio nel settore e un’idea precisa non ce l’ho, infatti, nemmeno io.
Quello che credo, così come sostengo da diversi anni ormai, è che si andrà verso una crisi finanziaria mondiale di livello inimmaginabile. Magari non sarà questa, che spero supereremo, ma non dò scampo al Pianeta per i prossimi 50 anni o giù di lì. Troppa gente. Troppi soldi che non esistono. Signori qui infatti non stiamo parlando di soldi cash, di banconote e monetine per intenderci, qui siamo su numeri generati da computers. Io credo che, se andiamo avanti di questo passo, arriverà un momento dove ahimè al telegiornale faranno appelli per invitare la gente a non andare a ritirare tutti i soldi dalle banche. Già, perchè la mancanza di fiducia mista all’ingoranza media che c’è in giro, come prima reazione, genererà questo: la corsa a riprendersi i soldi per tenerli sotto al materasso. Peccato che la gente non sappia che le banche avranno si e no il 10% di riserva da distribuire. Gli altri, come dicevo sopra, sono soldi che
non esistono. E allora lì scatterà il delirio. Si distribuiranno buoni e asegni circolari che le banche prometteranno di restituire. Senza riuscirci, ovviamente. Ma c’è un problema in più. Se anche ci fossero tutti i soldi da dare alla gente, supponendo che tutti nel medesimo giorno li ritirino agli sportelli, non si risolverebbe nulla. La gente girerebbe con pezzi di carta straccia, con valigie di banconote per comprare un litro di acqua o un chilo di pane. Svalutazione a manetta. Povertà dilagante. Lo Stato in perenne deficit non potrà fare nulla e allora sarà il caos. Per rimborsare la gente si bloccheranno le spese superflue, gli investimenti, la Nasa, le ricerche, quelle cose lì insomma, e poi via via quelle più necessarie. Niente scuole, niente trasporti, niente elettricità e gas, niente petrolio. E quindi poi facile intuire niente lavoro e niente produzione. Il Valore, i beni come li intendiamo noi, non avranno più senso. Divieto di fare figli, file per cibo e acqua, soldi come carta e gente ricca assalita da gente povera, per fame. Niente più auto nuova, campionato di calcio, vacanze o studi: gli edifici cadranno a pezzi di fianco a strade invase da erbacce, scene da introduzione di
Ken il guerriero. Mi vengono in mente anche scene di
Io sono leggenda, non so se l’avete visto o letto, dove le persone medio-benestanti si dovranno barricare in casa perchè esseri famelici gireranno per strada, sotto coprifuoco militare, pronti ad azzannarli per fame. Non servirà avere possedimenti o case, conterà solo il cibo. Chi ne avrà, vivrà. Poco di più, perchè produrlo sarà impossibile. Per restare in tema citazioni, avete presente la scena de
La guerra dei mondi quando la gente è disposta ad ammazzare per strada per avere un’auto? Ecco, roba simile. E intanto magari prima sarà arrivato un bel terzo conflitto mondiale a sistemare un po’ di cose. Pessimista? Lo teorizzo da anni: la fine del mondo economico. Il mio consiglio? Niente, comunque vada e qualunque cosa si decida di fare dei propri soldi non servirà, nè prelevarli nè investire nè speculare, perchè chi ne avrà di più non potrà comunque usarli perchè avrà da comprare ma nessuno avrà da vendere o viceversa. Inutile investire nel mattone se tra dieci anni nessuno avrà i soldi per ricomprartelo. Investite sul cibo. Prodotti a lunga conservazione. Fate scorta di acqua, di prodotti non deperibili, di scatolette. Compratevi un campo da coltivare, degli animali da mangiare e far riprodurre. Ma attenzione. fate un recinto inespugnabile per non farveli rubare, visto che saranno la cosa più ambita. Scavatevi un bunker, un nascondiglio segreto ed isolato e nascondetevi. Almeno qualche mese, forse qualche anno, sopravviverete. Magari su di un’isola, mangiando pesce, o in una foresta mangiando germogli, finchè non finiranno anche quelli perchè, come detto,
siamo troppi.
Mi piacciono i film catastrofici, si vede? Sì, forse esagero, ma non credo, tra 50, 100 o 200 anni, di andare troppo lontano dalla realtà. La soluzione? Una guerra, o ancora meglio qualche nuova e mortale epidemia che dimezzi la popolazione globale: chiamatela come volete, la natura, il caso, Dio che intervengono ad esasperare la selezione naturale e riportare questo pianeta al giusto livello di domanda e di soddisfacimento delle risorse. Altrimenti sarà la fine.
Spero solo che arrivi il più tardi possibile, o di non esserci, per quel giorno...
Postilla. Non ho scritto nulla che giustificasse il titolo. Sono preoccupato. I miei genitori hanno lavorato una vita per godersi quattro soldi che forse gli porteranno via. Ho suggerito loro di godersela, di viaggiare, finchè possono. Sono preoccupati per me. Vorrei farmi una vita, una famiglia, un futuro.. ci riuscirò? Sinceramente io, stando così le cose, di paura ne ho eccome...
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