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La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito.

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Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no.

STO ASCOLTANDO

Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile)

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna.

ORA VORREI TANTO...

Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ?

STO STUDIANDO...

Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Thursday, October 09, 2008 - ore 09:36


LA CACCIA 5/A PARTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il bar è pieno, il Cacciatore è vicino al bancone ha ordinato un bicchiere di gin. E’ la prima volta stamattina che prende qualcosa da bere. Probabilmente perché ha l’impressione di essere finalmente arrivato alla fine del viaggio. Si guarda attorno con fare circospetto. Il suo interesse sono gli occhi. Saranno loro a svelargli la sua prossima preda. Improvvisamente

P

Eccolo lì. Eccolo. E’ lui. Ha avuto un guizzo di paura, ha ricominciato
a sorseggiare la bevanda, dopo avermi squadrato, ma sono convinto che si tratti proprio di lui. Eccolo. Finalmente. Il mio intuito non mi ha mai ingannato, non lo ha fatto neanche questa volta. Ora sta sorseggiando la bevanda. Bevi, bevi, è l’ultima cosa che farai in vita tua. Farà una mossa falso, che so, uscire dal bar oppure andare alla toilette. Se corre lo inseguo, non ci sono santi. Oggi si deve chiudere la caccia.

Gli occhi della Preda per un attimo hanno incrociato quelli di un uomo robusto che sta sorseggiando un bicchiere di gin al bar. Un brivido lo ha scosso. Non vi è nulla di particolare in lui, eppure la Preda percepisce subito la sensazione tutt’altro che gradevole che si tratti dell’uomo che vuole ammazzarlo. Non c’è nulla che lo caratterizzi, se non il fatto che la sua giacca a vento sembra essere di fattura superiore a tutte le altre presenti nel locale. Anche le scarpe sono insolitamente pulite. E’ un estraneo, ed un estraneo che si ferma in un bar di periferia significa semplicemente guai. E i guai conoscono sempre il numero di casa di una Preda.

P

Eccoli i suoi occhi, le sue spalle larghe, la sua giacca a vento di tipo militare. Non somiglia neanche un po’ a quelli che qui ci vivono abitualmente. E’ un estraneo, e quindi, è uno che cerca guai, la cosa appare scontata. Sorseggia il gin con studiata calma, e poi dal vetro indirizza occhiate attente ai nostri tavoli. Se mi dovessi muovere in fretta potrebbe insospettirsi. Mi seguirebbe anche fuori. Il mercato dista cinquecento metri, ma lui ha l’auto, non avrei molte speranza di allontanarmi. In fondo non ha mica bisogna di arrestarmi come la polizia, il suo unico scopo è quello di ammazzarmi, e può farlo benissimo in qualsiasi momento. Fino a quando però sono seduto in mezzo agli altri non può fare nulla.

La situazione ora è in perfetta fase di stallo. I due protagonisti di questa vicenda lunga quanto il mondo, sono arrivati al punto morto di ciascuna caccia, quando cioè Preda e Cacciatore si guardano in faccia. Ora tutto può accadere, anche se in questo momento preciso nulla accade. I due già stanno pianificando le prossime mosse, nessuno però oserà muoversi per primo. Ciascuno attende la mossa altrui.
Nel frattempo nel locale la vita trascorre tranquilla. Il barista, corpacciuto e burbero, mesce la birra, due avventori chiedono due bicchieri più freschi, un altro un po’ imbarazzato chiede dove si trova il telefono. I due però sono sempre lì, e si guardano di sottecchi. Immobili, apparentemente dimentichi del mondo intero.

C

Eccolo che beve tranquillo, bevi la tua birra, bevi. Lo sorveglio, ma non devo assolutamente far sembrare che voglia stringere i tempi. A questo punto, ed in questa situazione è lui quello che deve fare la prima mossa.
Non spetta certo a me, aprire le danze, a me basta sparare il colpo giusto nel momento giusto. Eccolo lì, con i suoi lineamenti decisi, sembra averlo scritto in faccia il fatto che tra poco sta per morire. Bevi, bevi la tua birra, è questa l’ultima cosa che farai.

P

Vedo quasi il suo fiato mentre ingurgita il gin. La cosa più ridicola è quella che crede di essersi mimetizzato ed invece lo vedrebbe anche un cieco che non ha nulla a che fare con questo buco di culo di mondo. Questo è l’angolo degli sfigati, la patria dei perdenti, lui con le sue scarpe lucide qui non c’entra nulla. Fa finta di sorseggiare attentamente il suo bicchiere ed intanto osserva gli altri avventori. Rimango seduto, finisco il mio pernod, ne ordino un altro. Posso solo attendere il momento opportuno per svignarmela.

La stasi continua. In una situazione come questa l’elemento fondamentale è la strategia. Arrivati faccia a faccia la Preda ed il Cacciatore hanno una sola grande paura, quella di sbagliare la prossima mossa. E’ il motivo di questa paura non è assolutamente misterioso, poiché la prossima mossa è quella finale, quella che in qualche modo deciderà chi dovrà soccombere e che invece dovrà vincere.


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