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La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito.

HO VISTO

Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no.

STO ASCOLTANDO

Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile)

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna.

ORA VORREI TANTO...

Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ?

STO STUDIANDO...

Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Monday, October 13, 2008 - ore 23:18


LA CACCIA 7/A PARTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La stasi continua esasperante, la situazione non si sblocca. Ognuno continua ad attendere la mossa altrui. L’uomo che davanti al bar sta sorseggiando il suo gin è già stato urtato un paio di volte, ma non ha mai reagito, questa sua mancanza di reazione, però, ostentata, sicura, quasi minacciosa, nella sua mitezza, gli ha fatto guadagnare la considerazione dei presenti. Per quanto si tratti di balordi, temibilmente incoscienti, sono in grado però di scovare nello sguardo di un altro l’abitudine alla lotta. La consuetudine a bazzicare certi ambienti. E’ sicuro quindi che il cacciatore nei prossimi istanti non sarà più infastidito da alcuno.
Poi d’un tratto accade qualcosa che interrompe il normale flusso degli avvenimenti. La stasi si rompe improvvisamente poiché

C

Eccolo che si alza, ha terminato la sua fottuta birra, finalmente. E sta
andando proprio dove mi attendevo andasse. Al bagno. Del resto è l’unica cosa che può fare in un momento come questo. L’uscita era bloccata. Faccio passare una frazione di secondi, poi lo seguo. Passo davanti ad un paio di fetidi tavolini, su uno di questi c’è un ubriacone con la barba lunga e bianca che sorseggia il terzo pernod. Entro nel bagno dopo aver aperto con circospezione la porta. Il mio uomo è già vicino all’orinatoio. Il suo sguardo stranamente, guardandomi, non ha alcun guizzo. Le sue spalle sono notevoli.
Devo riuscire ad ammazzarlo subito, una colluttazione avrebbe esito incerto.
Dopo avermi dato un’occhiata pigra, si rimette di buzzo buono a pisciare. Peggio per te, piccolo imbecille, oggi il tuo istinto da preda non ti ha aiutato assolutamente. Non credevo che sarebbe stato così facile. Prendo la pistola, e dopo averla punta velocemente alla nuca, esplodo un colpo. La sua testa sbatte al muro. Il sangue schizza sull’orinatoio. Guardo l’acqua che scende per qualche secondo ed è tutta rossa. Il suo corpo è lungo e disteso la sua bocca scioccamente aperta. La vita, o meglio la morte, l’ha sorpreso. La vita
era un affare troppo complicato per una Preda sprovveduta come te.

P

Uno che e’ seduto al tavolino davanti al mio, sorseggiando una birra, si alza per andare in bagno. L’uomo al banco ha un guizzo. Si guarda intorno e dopo un attimo si incammina verso la toilette anche lui. La cosa mi sorprende, capisco in questo momento che le sue occhiate truci dal bancone non erano indirizzate a me , ma all’uomo che era davanti a me. Entra nel bagno. Devo solo mantenere la calma. Non devo destare sospetti, potrei correre via in questo momento, ma la cosa sarebbe effettivamente poco intelligente. Da quel momento in poi il Cacciatore saprebbe immediatamente chi è la preda, non correrebbe più il rischio di sbagliare. Invece rimango seduto, se torna, vedrà al situazione come era prima, non avrà alcun indizio.

Il cacciatore rimane per qualche attimo a fissare la sua vittima. Poi si rende conto che l’ambiente nel quale si trova non è quello più adattp per consentirgli grandi pause di riflessione. Deve andare via nel più breve tempo possibile. Non può più rimanere fermo. Esce con circospezione dal bagno, dopo un attimo ha la sensazione di aver portato a termine un’altra missione.

C

Ecco fatto, dovrebbero essere cinquantadue. Cinquantacinque se mettiamo quei tre che “aiutai” a morire quella sera sull’autostrada. Eppure questa volta ho una sensazione strana. Quasi che vi fosse stato qualcosa che non ha funzionato come si deve. Adesso però devo smammare, ed in fretta, anche.
Se rimango qui potrebbe essere dura portare a casa la pelle. Eccola la mia auto, spero che non si accorgano subito di quello che sta accadendo. Mi servirebbe un po’ di tempo per allontanarmi. Comunque questa è quasi sempre la fase discendente della missione, quella nella quale sai già di aver concluso,e devi solo prendere la strada per andare a casa. Chissà, tra poco, in un quartiere del centro mi fermerò, e comprerò una bella bambola allamia piccola Bice.

P
Ordino il mio quarto pernod dopo aver visto che la sua auto si è messa in cammino. Per adesso non corro più rischi, vorrei solo sapere se quel povero cristo che stava bevendo la birra è stato ammazzato oppure no. Il fatto che non stia uscendo dal bagno mi fa pensare che abbia fatto, pace all’anima sua, una gran brutta fine.
Io, Preda designata, anche questa volta sono riuscito a cavarmela, questa volta però mi ci è voluta tanta fortuna. Credevo che guardasse me, che mi avesse già scovato, ed invece stava studiando le mosse della persona sbagliata. Così va la vita :mors tua vita mea. Sorseggio il pernod mentre dopo un attimo la porta del bagno si apre, si sente un trapestio di passi, e poi tutti accorrono verso gli orinatoi. Dopo qualche attimo qualcuno afferra il telefono, lontano comincia a sentirsi il pigro ululare delle sirene.
Io guardo nel riflesso del bagno ed oltre la fumo, ed alle scarpe di quelli in piedi, vedo anche la mia faccia, quella cioè di un vecchio alcolizzato con la barba bianca ed incolta. Finirà, mi dico, questo maledetto gioco un giorno o l’altro. Finirà.







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