
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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venerdì 17 ottobre 2008 - ore 08:32
Meccanica irrazionale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Meccanicamente. Solo per tenerci la testa ficcata dentro. Solo per non pensare ad altro. La settimana enigmistica con me sotto le coperte. Riempire una lettera dietro l’altra, come unire i puntini. Una dopo l’altra, terminare il piccolo schema e partire con un altro, meccanicamente. Saltare le barzellette (già lette…), saltare i Forse non tutti sanno che (già letti…), saltare le Spigolature (già lette…) e completare meccanicamente schema dopo schema.
Poi arrivo alle parole crittografate, mia passione. E lì smetto la meccanica operazione di muovere il pennino sulla carta mantenendo la posizione nei quadrati, e vedo. E finalmente torno Silvia.
Sono cambiate le lettere guida nelle parole crittografate. Prima erano in corsivo, e in alcuni casi la l minuscola traeva in inganno passando per una I maiuscola. E adesso le hanno cambiate, omologate, ridimensionate assecondando la grafia dell’utente: la parola chiave è in stampatello.
E mi sono piaciuta per aver notato e per aver sorriso a questa variazione sul tema. E poi sono tornata a scrivere meccanicamente le mie letterine. Senza goderne. Senza provare soddisfazione, con la sola ansia di finire. Provando ogni tanto una sorta di leggero compiacimento nel vedere il reticolo completo dei suoi neri e dei suoi segni. Ma breve, fuggevole cinereo segnale d’arresto. E si ricomincia. Volta la pagina e cominciane un altro, meccanicamente.
E non mi sono piaciuta. Ho iniziato un nuovo libro di Coe, “L’amore non guasta”. Mi è toccato riporlo sul comodino, mio malgrado. Ieri sera ero troppo meccanica e il libro diceva cose che mi facevano pensare troppo. E di pensare a quelle cose, ieri, ero davvero stanca.
E oggi che è venerdì tredici mi chiedo e cerco di non chiedermi cosa succederà, ancora. Cosa potrà peggiorare la giornata di ieri. E mi sorprendo nell’ipotizzare mille altre cose che possono sfondare la porta aperta della mia malinconia.
Il cielo fuori è di un grigio silenzioso. Una linea di nebbia ferma il volo degli uccelli. Scompaiono, non li si vede più, dopo che si sono alzati da terra per raccogliere la briciola sbattuta fuori dalla mamma. L’aria profuma di freddo. Arriva l’autunno e io sono già vecchia, per un altro autunno.
Orsetti gommosi alla frutta.
Per dare un po’ di tono al post, dato che qualcuno potrebbe pensare a eccessi di pessimismo (sono semplicemente tornata agli standard passati) aggiungerò un consiglio letterario perché so che ne andate ghiotti, pur non condividendo i miei gusti narrativi. Per questo oggi vi consiglio un trattato, un saggio, un manuale del vivere sereni, datato 1641: un libro ancora attuale, contestualizzabile in una qualsiasi delle occasioni e delle situazioni quotidiane.
Fidatevi della zia Silvia, merita davvero.
Torquato Accetto, Della Dissimulazione Onesta“Meditando sul conformismo e sull’ipocrisia della società del suo tempo, l’autore si interroga su quali possano essere la risposta e la reazione dell’uomo onesto. Accetto vuole dimostrare che la dissimulazione, quando si identifica con la prudenza e non giunge alla volgare menzogna, diventa nelle mani del saggio un’arma per difendersi dall’oppressione dei potenti”.
Respirando – Lucio Battisti
Respirando
la polvere dell’auto che ti porta via
mi domando
perchè più ti allontani più ti sento mia
respirando
il primo dei ricordi che veloce appare
sto fumando mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore
proprio in fondo al cuore senza pudore
per cancellare anche il più antico amore
respirandoti
io corro sulla strada senza più frenare
respirandoti
sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore
lontano una sirena e poi nessun rumore
lasciarti è fra i dolori quel che fa più male
fra tanta gente nera una cosa bella tu al funerale
nananananana ...
respirando
i pensieri un po’ nascosti mentre prendi il sole
ti stai accorgendo
che un uomo vale un altro sempre no non vale
respirando più forte ti avvicini al mare
stai piangendo
ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore
proprio in fondo al cuore senza pudore
per cancellare anche il più nuovo amore
respirandomi
ti vesti sorridendo corri e poi sei fuori
respirandomi
tu metti in moto l’auto ed accarezzi i fiori
lontano una sirena e poi nessun rumore
dolore una gran gioia che addolcisce il male
fra tanta gente nera una cosa bella tu a me uguale tu a me uguale
papapapapa...
respirandoci uuuu respirandoci
guardiamo le campagne e ti addormenta il sole
respirandoci
le fresche valli i boschi e le nascoste viole
respirandoci
le isole lontane macchie verdi e il mare
i canti delle genti nuove all’imbrunire
i canti delle genti nuove all’imbrunire
i canti delle genti nuove all’imbrunire.
papapapapapa...
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