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ademarki, 35 anni spritzino di candiana CHE FACCIO? Ingegnere musicante Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO L’OSPITE INQUIETO - di U. Galimberti.. sì, ancora oggi, dopo 5 anni.. HO VISTO gente sprecarsi STO ASCOLTANDO MUSICA in ogni forma ABBIGLIAMENTO del GIORNO lo mismo que 30 anos ORA VORREI TANTO... giorni da 1 settimana STO STUDIANDO... come realizzare il mio piano OGGI IL MIO UMORE E'... alto, come al solito ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: SQUALONOIR LAH MIKNESIAC BAJI VITTO EMILY uèuè TATASUX SIRIASUN CANINA SYST3M SQUEENSY M.ORGAN CARAVITA DEMIAN JOHNTRENT MALAKA DrBenWay CHIACHIARA ELFA CATEYE MORETTA GUITARGIRL MAESTRON SAEUDO TRIXIE BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Saturday, October 18, 2008 - ore 02:26 A. Ieri sera , il Prof. Galimberti era a Padova, nel cuore di CIELLE patavina (centro congressi Papa L.): ci è venuto per parlare di "PLATONE E L’AMORE". L’ometto ci sa fare: sazia con efficacia anche la mente più esigente o lo spirito più inquieto. Lui ha trovato delle risposte alle cose, studiando, molto, ma soprattutto, essendo onesto con se stesso. Quando stravolge le prospettive omologate della nostra cultura occidentale giudaico-cristiana (come lui la chiama) lo fa proponendoti l’altra visione, senza vena polemica. D’altronde, la Verità non ne ha bisogno. G. ha parlato di Amore prendendo spunto da un dialogo tra Platone, Socrate ed altri sapienti, che pare sia avvenuto una sera in cui, appunto, si fossero interrogati su cosa fosse, come fosse nato e come potesse essere descritto. Beh, i Greci sapevano il fatto loro, coglievano la vita per quello che è e, avendone la giusta misura, provavano a godersela. "Thanatos": l’uomo è mortale.. ..il dolore non è espiazione di una qualche colpa primitiva o "caparra" per l’Aldilà, ma l’anticipazione della morte, che certamente giunge e che chiude la vita. Non vi è sopravvivenza alla morte: niente sconti nè premi. L’amore è pertanto uno dei momenti più alti dell’esperienza della vita: esso è quella distanza che separa il mondo organizzato dai codici convenzionali (la ragione.. ma potrei dire: il vivere sociale) dal mondo divino (l’irrazionale/ il folle/ l’indistinto). Quando c’è Amore l’uomo libera la sua componente divina: crea, inventa, intuisce, avanza, esplora. Quindi Amore alimenta l’arte, le aspirazioni, i sogni. Ma soprattutto, l’Amore è soddisfazione della ricerca famelica di qualcosa sentito come necessario, vitale. Quando lo si ottiene, Amore finisce. Non c’è Amore corrisposto eterno. Casomai, ti cambia eternamente, per sempre. Socrate, in quell’occasione raccontò che, in origine, gli uomini erano entità con 2 teste 4 braccia e 4 gambe, in combinazioni UOMO-DONNA, UOMO-UOMO, DONNA DONNA* e.. ..rotolavano.. rotolavano per il mondo, godendone e scoprendone i vari aspetti. Zeus, geloso di questi progressi, li divise a metà: fece di ogni Uomo due parti, due "symbolon" (parti di piatti o di amuleti che in Grecia venivano creati, spezzandoli, per poi riunirli nelle occasioni di incontro in onore della relazione di stima/amicizia/bene).. Da allora, gli individui cercano la metà che li possa completare in quella armonia perduta. Questo racconto, tanto eccezionale quanto grottesco, spiega come l’individuo, protagonista assoluto della nostra cultura, per i Greci fosse imperfetto, ed esso avesse senso solo in una RELAZIONE (amorosa, all’interno della polis, ecc.). Cioè, l’uomo individuo è una metà di qualcosa di superiore. L’Amore è uno dei modi in cui questo sentire superiore riesce a realizzarsi. Ma è una circostanza, non una condizione, perchè per sua stessa natura muore al suo compimento. Viceversa, senza Amore l’individuo muore: tipico destino delle persone sole, che non avendo uno specchio per la propria parte folle, si spengono soffocate dall’avanzare del codificato (il lavoro, il tempo..). Non so se abbia avuto un senso provare a trasmettervi alcune delle cose che ieri ho colto da quanto ascoltato, ma credo confermi che la condivisione, la relazione sono necessità e diano all’individuo la possibilità di una esperienza superiore, per quanto breve o leggera essa sia. E che soddisfazione parlare di Amore senza avvertire quel velo di glassa e banalità, e poterne vedere l’origine dell’arte, del bello, del folle. * notare come l’omosessualità fosse vista come aspetto della natura umana. lo so, mi ripeto. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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