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Tuesday, October 21, 2008 - ore 22:27 Rifkin: "Roma ha sbagliato rotta, solo il business verde ci può salvare" di ANTONIO CIANCIULLO "La posizione del governo italiano rischia di trascinare lEuropa verso labisso. Berlusconi ha lo sguardo volto al passato, vede e pensa alla vecchia economia: ma su quella strada non cè scampo perché la crisi ha una dimensione non affrontabile con i parametri tradizionali. Per salvarsi bisogna innovare, rilanciare, scommettere sul futuro". Jeremy Rifkin, il teorico americano della nuova Europa, guarda a Bruxelles come allunico motore capace di trainare il mondo fuori dal pantano della grande crisi. LItalia sostiene che il costo della battaglia per la stabilizzazione del clima è troppo alto, che la difesa dellecologia affonda leconomia. "E vero esattamente il contrario: solo il green business è in grado di far ripartire leconomia perché non siamo di fronte a una difficoltà congiunturale ma al passaggio tra due ere. Un momento molto simile al 1929, anche se stavolta è peggio: a llora cera una crisi economica, oggi si sommano tre diverse crisi. La crisi del sistema creditizio, la crisi energetica e la crisi provocata dal riscaldamento globale. Però unanalogia con il 1929 cè ed è fondamentale perché dà il segno del tempo che viviamo. Il 29 corrisponde al passaggio tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, tra il vapore e lelettricità. E stata una rivoluzione profonda che ha causato grandi sommovimenti sociali e la seconda guerra mondiale". Stavolta cosa sta cambiando? "Stiamo passando dalla seconda alla terza rivoluzione industriale. Quello che si è appena aperto è il secolo di Internet e dellenergia dolce prodotta nei quartieri, nelle case. Passiamo da un modello centrato sulle autostrade a uno centrato sulle superstrade dei bit. Non comprendere il senso di questo cambiamento significa esserne tagliati fuori". Questa crisi mette paura, tende a rallentare lo slancio. "Chi deve saltare e si ferma a metà del salto in genere fa una brutta fine. La seconda rivoluzione industriale è arrivata a fine corsa, al capolinea. Per ripartire ci vuole visione del futuro". Il governo italiano sottolinea la necessità di difendere i posti di lavoro, di non esporre i bilanci industriali a investimenti onerosi. "Ma le conoscono le proiezioni? In Europa le fonti rinnovabili creeranno un milione di nuovi posti di lavoro. Senza calcolare la crescita negli altri pilastri della terza rivoluzione industriale: ledilizia avanzata, lidrogeno, le reti intelligenti". Quindi lei considera irrinunciabile lobiettivo 20, 20, 20? "Il più convinto sponsor di questa strategia è il commissario europeo allindustria, qualcosa vorrà dire... Questo obiettivo è la spinta che può far ripartire leconomia globale, rinunciare vuol dire condannare il mondo a una recessione violenta. E in questa partita lEuropa ha già una posizione di leadership. Non sono stati gli Usa, non è stata la Cina, non è stata lIndia, non è stato il Giappone a imporre sullo scenario mondiale il legame tra la battaglia per la difesa del clima e linnovazione tecnologica". Investire tanto sul futuro non significa trascurare il presente? "Bisogna adottare la strategia del doppio binario perché una transizione energetica come quella che stiamo vivendo richiede decenni. Da una parte si fa i conti con quel che cè: bisogna minimizzare i danni degli impianti a combustibile fossile e delle centrali nucleari. Dallaltra servono massicci investimenti pubblici e privati per spingere verso le rinnovabili, lidrogeno, le costruzioni avanzate, le reti intelligenti". lusconi si è fatto interprete di umori largamente diffusi nel mondo industriale. "Quale mondo industriale? Durante le stagioni del cambiamento ci sono sempre i nostalgici, quelli che rimpiangono il vecchio. Difficilmente sono loro a guidare il nuovo. Il 24 ottobre a Washington abbiamo organizzato una riunione a cui parteciperanno 60 presidenti, amministratori delegati e leader delle più importanti industrie a livello globale nei settori strategici: le fonti rinnovabili, ledilizia avanzata, i trasporti a basso impatto ambientale, le reti intelligenti". Qual è lobiettivo? "Si creerà un think tank per mettere a fuoco la strategia necessaria a dare respiro alle politiche ambientali legando la difesa degli ecosistemi alla crescita economica. Dobbiamo misurarci con i prossimi appuntamenti internazionali sul clima: limminente conferenza di Poznan, in Polonia, e quella del 2009 a Copena ghen. Serve un nuovo approccio: non più solo target in negativo ma obiettivi in positivo. Non solo dire a ogni paese quanto deve tagliare le emissioni, ma chiedere a ognuno di realizzare una certa quantità di case super efficienti, di centrali rinnovabili, di celle a combustibile, di trasporti avanzati. In questa prospettiva stare fuori dalla scommessa sul clima significa stare fuori dalleconomia vincente". COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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