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Thursday, October 23, 2008 - ore 10:36
Ia Orana da Bora Bora
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ahahah! Qui son le dieci di sera, son da sola in ufficio ed ecco che arriva lennesimo cucharachone da 7cm...mi mancava, dopo che avevo appena finito di fare la doccia assieme ad un altro!!
Bene, sono di stazione a Bora, tutto tranquillo per il momento...intanto faccio un piccolo salto nel passato del mio arrivo a Tahiti (dieci giorni fa)...per la giornata di oggi,dico solo che non avevo mai visto oceano e cielo con dei colori così. Senza fiato!
Ho capito cosa vuol dire lussureggiante.
Questo termine può essere stato concepito solo dopo aver visto posti come questo.
Ma partiamo dal principio, appunto: partiamo.
E non mi soffermo sulla prima tratta Venezia-Parigi, perché breve e nebbiosa, ma parto direttamente dal mio primo volo intercontinentale, Parigi-Los Angeles (passando per Reijkiavik, o come diamine si scrive, sorvolando Groenlandia e grandi laghi, passando a filo della Death Valley).
Cominciamo che già la sfiga mi accompagna: su quattro posti dove ci siamo seduti, solo il mio ha le funzionalità dei dvd bloccate. Significa che durante tutto il viaggio mi cucco film che stanno guardando altri, senza sottotitoli e senza possibilità di scelta. Come se non bastasse i quattro posti son quelli centrali, quindi non posso neanche sbavare felice sui panorami che il finestrino mi offre.
Ma insomma c’è sempre di peggio nella vita, per cui mi godo una visione di Sex and the city in lingua originale assieme alla visione del vicino di 2 posti più in là, l’unico giovine aitante tra i molteplici passeggeri di questo volo. Non sto neanche a dire quanto spocchiosi possano essere steward e hostess dell’Airfrance: sbottano se li fai parlare in inglese (che a momenti manco sanno), ti trattano come un demente se cerchi di parlare tu in francese. E allora andate a cagare ^_^
Pensavo che 11 ore di volo non passassero più; invece me la son cavata bene, sarà perché in quanto a perdere tempo sono una specialista!!
Atterriamo a L.A. che son solo le 13.25…anticipiamo il sole, siamo più veloci noi.
Il volo per Papeete è per le 17.25, son ben quattro ore di stacco, ma non so perché ho il sospetto che in America questo tempo sia comunque breve. E infatti: passiamo più tempo a compilare stronzate (hai mai compiuto o hai intenzione di compiere un attentato? Sì certo, e te lo scrivo anche), a pulire il pavimento (il famoso esplosivo nelle scarpe…quindi cammini con i calzini su un pavimento con anniannianniannieanni di schifo), a farci prendere le impronte (non mi hanno fatto quella del pollice, sigh!!ci tenevo tanto

) e foto segnaletiche che non a cazzeggiare nell’area del gate, come Dio comanda.
Ringraziando gli americani per la loro mania di persecuzione, inizia la seconda tratta, 8 ore…che mi sembrano una passeggiata, se ripenso alle 11 già terminate.
Ero già preparata a un volo con tutte coppie in luna di miele, invece la composizione dei miei compagni di viaggio è variegata; cominciano anche ad apparire i tratti somatici inconfondibili dei polinesiani, con qualche ragazza e il suo fiore all’orecchio.
Arrivata al mio posto controllo subito la mia “plancia comandi”: funziona tutto, mi guardo un bel filmetto come dico io e gioco anche a Chi vuol essere milionario (la versione inglese…avessi azzeccato na risposta!!). Purtroppo durante il volo la notte avanza, quindi guardandomi attorno son tutti a occhi chiusi e bocca aperta. Quindi cedo e sonnecchio…quando mi sveglio, sono appena atterrata a Papeete! Esco dall’aereo e comincio a focalizzare che sono in mezzo al Pacifico, che son 17000 km da casa, che ci sono 28 gradi e che il sonno è sparito di botto.
Appena usciti dall’aeroporto ci portano le collane di tiarè. Il simbolo della Polinesia, profumatissimo e usatissimo, anche nella vita di tutti i giorni, da donne e da uomini. Portato sull’orecchio destro significa che si è single, su quello sinistro che si è impegnati. Se porti il fiore con la corolla rivolta verso la nuca allora sei gay e non scherzo

Qui son tutti molto free riguardo ai propri gusti sessuali…e non capita di rado di trovare qualche “rere”, quelli che noi chiamiamo travestiti, tranquillamente inseriti nella vita sociale. Insomma come dovrebbe essere! La nostra ospite Lola è venuta a prenderci, carichiamo i bagagli e via, verso Chez Lola. La casa si trova abbarbicata in mezzo alla vegetazione, un poutpourry come la vegetazione stessa: intorno al nucleo originario hanno aggiunto stanze, verande, ora stanno costruendo non so cosa, forse un’altra stanza al piano superiore. Il profumo dell’Ylang ylang è dappertutto, attorno ci sono fiori di tutti i tipi e un sacco di palme da cocco…con noci di cocco sparse per tutto il giardino. Siamo un po’ cotti…il tempo di sistemarsi e poi dritti a letto, domani mattina si comincia con la maratona per trovare tutto quello che serve per l’impianto di Bora Bora.
Prima pastiglia di melatonina, ma potevo anche farne a meno vista la dormita che mi son fatta.
I galli. Tahiti è piena di pollame vagante, inutile dire che anche Lola ha il suo bel numero di pennuti. Che alla mattina alle 4 attaccano a cantare -.-‘
Ci svegliamo e si va di colazione…comincio a ricordarmi dove sono quando mi si presenta sul tavolo una bella ciotolina con ananas, papaia e banane. E quando assaggio il burro ed è salato.
E quando guardo fuori dalla veranda ed è un tripudio di palme.
Oggi è sabato, quindi sono aperti solo i centri commerciali. Andiamo al Moana Nui, dove c’è…il Carrefour. Si decide all’unanimità cosa mangeremo per cena non appena arriviamo davanti al banco del pesce: tranci di mahi-mahi, di tonno rosso e bianco, crevettes, sardine grosse così, pesce, pesce ovunque e in abbondanza. Decidiamo di farci una spaghettata con i gamberi allevati a T?? che sono di una bellezza (e bontà, poi

) incredibile. Poi mentre ci facciamo servire sento un odore di pesce non proprio fresco…mi giro e c’è un bancone pieno di granchi scuri e grandi all’incirca 15 cm: sono i Tupa, loro li lasciano vivi, legati e al secco sopra questo bancone, per cui non è che profumino. E qui incontro il primo di una lunga serie di polinesiani che meritano.
I polinesiani che ho visto qui a Tahiti generalmente son tutti molto in carne (anzi, proprio obesi) e con i tipici lineamenti dei maori che giocano negli All Blacks. Mi sembra appunto di muovermi continuamente dentro un mondo fatto di All Blacks, anche le donne somigliano ai giocatori

E per la maggior parte son belli tatuati. Poi c’è una minima parte di polinesiane eccezioni, sia di sesso femminile che maschile, e queste sono delle cartoline incredibili ^_^
E per mia fortuna qualcuna me la sono vista...includiamoci anche i surfers, và

E con questo piccolo pezzo di diario, stacco...vado ad ammazzare quella cosa che continua ad aggirarsi attorno a dove son seduta. Che schifo!!!!!
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