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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) Tornare a casa......
3) Sapere che alla fine di ogni cosa c'è l'inizio di un'altra.



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Sunday, October 26, 2008 - ore 23:17


..solo verità..
(categoria: " Vita Quotidiana ")




..quando è più reale la condivisione e il confronto con parole di un libro che con gusci vuoti che galleggiano tra i giorni..


Trovo in genere che la gente utilizzi la parola “amico” con troppa faciloneria. Si può essere “amici” per quasi nulla, per un momento piacevole passato in compagnia, per essersi conosciuti poche ore attorno al tavolo di un ristorante, per aver lavorato qualche giorno insieme. Il significato che molte persone attribuiscono alla parola “amico” non corrisponde che in minima parte a quello che ha assunto per me. Per farmi capire, devo spesso ricorrere all’espressione “vero amico”.
Cos’è dunque un “vero amico”? Prima di tutto non può essere solo un amico mio. L’amicizia è reciproca e paritaria o non esiste. Non si ha un amico, si è amici. Inoltre l’amicizia, come io la concepisco e la vivo, presuppone non identità, ma un perfetto accordo sui valori fondamentali dell’esistenza e dell’essere umano. […]
Sono uno che riflette molto, al punto che vorrei ogni tanto poter premere un pulsante per spegnere il cervello. La riflessione su se stessi, sugli altri e sul mondo resta tuttavia una buona cosa. E’ di per sé un antidoto alla precipitazione e al fanatismo. Implica però anche distanza. Non si può riflettere senza assumere un certo distacco dall’oggetto della propria riflessione. Ecco, l’amicizia per me è l’esatto contrario della distanza e del distacco. Confesso di essere molto esigente in proposito. Non appena comincia ad instaurarsi una distanza, mi dico che è l’inizio della fine. Quando si comincia a registrare qualità e difetti di un amico, a separare le une dagli altri per arrivare a un giudizio morale sul suo carattere o sul suo valore, vuol dire che l’amicizia è finita. Certo mi si può rimproverare di lasciarmi accecare dall’amicizia. E’ vero che nell’amicizia sono ferocemente partigiano. Si provi a parlar male di uno dei miei “veri amici”, e si verrà presto allo scontro. […]
L’amicizia, quella vera, è fatta così. Nell’amicizia vera, si sa che l’altro non ti farà mai del male, se può evitarlo. Si sa che l’altro interpreterà sempre le tue parole, magari sbadate e ambigue, in senso positivo, si sa che l’altro non vuole vedere a tutti i costi nelle tue frasi un’ironia nascosta o una critica latente. La presunzione di innocenza è un principio base dell’amicizia. Nell’amicizia, vera, si può dire tutto senza conseguenze, perché se lo si dice è per il bene dell’altro, non per imporsi o mostrarsi più intelligenti, né per averla vinta in una discussione. Nell’amicizia vera, si ha tempo. Davanti a un apparente disaccordo, non si traggono conclusioni affrettate. Si continuerà il discorso più tardi, si volteranno tutte le pietre per vedere cosa c’è sotto. La vera amicizia, semplicemente, ha pazienza.
Così concepita, non è ovviamente una sinecura. Non si può, in amicizia, riposare sugli allori. Gli esseri umani possono cambiare e, con loro, il fondamento stesso del legame. Per questo bisogna ogni tanto andare a verificare se il fondo è rimasto intatto attraverso le vicissitudini della vita.


da Bisogno di libertà di Bjorn Larsson


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