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Tuesday, October 28, 2008 - ore 22:30 D’istruzione “Signor Presidente, sono rimasto un po’ perplesso quando lei, in apertura di seduta, ci ha rammentato i tempi che dobbiamo rispettare per l’approvazione di questo decreto-legge. Non vorrei che a lei sfuggisse che la società italiana vive un momento particolare e se la scuola è un tema centrale della vita di questo Paese, probabilmente una riflessione che possa portare anche ad una calendarizzazione notturna dei nostri lavori, se serve ad approfondire e a ragionare sull’argomento, ce la deve consentire, senza voler cadere in tattiche ostruzionistiche che pure, come lei sa, sono ammissibili e possibili. Vorrei ricordare, a me per primo, che il rapporto che passa tra la società e il Parlamento non si esaurisce soltanto nel giorno delle elezioni. La società italiana, e la società in genere, è in evoluzione continua nella sua complessità, va ascoltata, seguita, non solo accantonata, bisogna capirne fino in fondo le drammatiche vicissitudini. Il Paese, infatti, protesta dal Nord, al Sud, al Centro: non si tratta di poche persone, e anche se lo fossero meriterebbero di essere ascoltate comunque perché sono una componente di questa società. Ho l’impressione, invece, che noi tendiamo a trasferire il meccanismo maggioritario anche nei fenomeni complessi aggregativi e associativi della società. Noi parliamo di fenomeni in evoluzione e li dobbiamo seguire. Per questo chiediamo al ministro Gelmini di soprassedere. Non ci è venuta neppure l’idea di trasformare il decreto‑legge in itinere in un disegno di legge che potesse avere dei tempi più lunghi per essere approfondito? No! Abbiamo davanti la chiusura, direi quasi l’incivile arroganza della maggioranza che si trincera dietro i numeri e la necessità di approvare il decreto. Per quanto riguarda la conservazione e l’innovazione, nessuno di noi pensa che la scuola non meriti interventi, ma le abbiamo chiesto e le chiediamo ancora, signor Ministro, che riconosca la necessità di consultare preventivamente i soggetti in campo, senza prenderli in giro e incontrarli nel momento in cui è stato già avviato un percorso accelerato. Lei deve avere la voglia del confronto, la voglia di essere messa anche in discussione dai ragazzi, dagli studenti e dalle famiglie, senza trincerarsi dietro ai numeri, ed è per questo che x chiede, come hanno chiesto i Presidenti dei Gruppi che mi hanno preceduto, una riflessione ulteriore. Noi non abbiamo intenzione di arroccarci ma di migliorare un provvedimento che per noi è assolutamente inaccettabile. Le chiediamo un atto, mi consenta, di ravvedimento operoso, cercando di trovare un punto d’intesa che possa favorire e tranquillizzare famiglie studenti e docenti. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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