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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Wednesday, October 29, 2008 - ore 15:32 HAI FOTTUTO GOLIA Vogliono che dica qualcosa di te, venerdì. E io mi ricordo solo di una canzone della Pausini. Delle tue unghie curate, delle tue caviglie deformate, lultima volta che mi hai invitato a bere il tè, e a vedere Shrek. Non riesco a staccarmi di dosso il pensiero del tuo corpo che giace da solo, da qualche parte in quellobitorio, senza di te. Non riesco a metterlo da parte quel pensiero, mentre entro piano nella memoria, per cercarti. Quando correvamo insieme allasilo. Quando hai cominciato a parlare male. Quando gli altri schizzavano fuori dalla classe a fine lezione e tu camminavi incerta e io stavo ad aspettarti. Quando alzavi la mano e chiedevi qualcosa, e la maestra mi guardava interrogativa perchè le ripetessi quello che avevi detto. Quando hai cominciato ad usare la sedia a rotelle e i tuoi ti portavano in vacanza oltreoceano a vedere i delfin,i e a farti visitare dai luminari delle malattie rare. Quando ti arrabbiavi se non ti accontentavo, perchè eri volitiva, capricciosa. E allora io pensavo, domani le passerà. E passava. Poi hai finito a restarci incastrata in quel corpo, come se la tua vita trascorresse tra le lamiere di un incidente. E non ti lasciava crescere, non ti lasciava muoverti con scioltezza, non ti faceva dare un bacio al ragazzo che ti piaceva, ti inchiodava ad un divano, alla tivù, a quellarroganza di quando mi fissavi e mi facevi pesare quante cose avessi in più di me. Io che avevo tutto il resto, e che ti lasciavo fare e fingevo di invidiarti per darti un po di ristoro, per farti sentire fortunata, perchè niente era abbastanza per renderti felice, niente riusciva a darti pace. Come darti torto. I dottori che dicevano che dovevi essere già morta, le parole e i gesti intrappolati dalla malattia, gli altri, e anchio, che andavano e venivano senza troppa costanza. Che la vita corre, e tu ti facevi spingere. I tuoi stamattina hanno lasciato che ti portassero in ospedale. Continuo a pensare al tuo corpo. Continuo a pensare che sei da sola in un posto tutto bianco e che sa di disinfettante. Continuo ad avere freddo da quando mi hanno chiamato alluniversità per dirmi che te ne eri andata dal tuo nemico. Ed io non cero a tenerti la mano, mentre lo vincevi per la prima volta. LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK |
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